C’è a chi piace Corto

puffoDi cose assurde e anti intuitive, la finanza ne registra parecchie. Una di queste, per i neofiti di cose di borsa, è lo SHORT, cioè la possibilità di guadagnare sull’ipotesi (previsione) che un prodotto finanziario, un indice, insomma uno strafottutissimo titolo SCENDERA’.

E’ già, che ci si creda o no, si può anche puntare sul fatto che un titolo possa scendere.

Lo so, lo so, è assurdo, eppure i buontemponi del trading sostengono che questo va bene anche moralmente, perchè attraverso queste posizioni “corte”, è possibile iniettare di liquidità i mercati. Cioè… l’importante è che i soldi girino nei mercati e le operazioni short ne fanno girare un bel po’.

 Si, tutto bene, moralismi a parte, ma come può funzionare T*E*C*N*I*C*A*M*E*N*T*E una cosa del genere?

 Allora, io quando investo in Borsa scelgo un prodotto (un titolo, una obbligazione, una valuta ecc. ecc.) che ritengo sulla base dei miei studi che possa salire perchè si mette bene sotto un punto di vista fondamentale, macroeconomico o semplicemente grafico.

 Se invece ritengo che quel titolo può scendere perchè le cose vanno male (a causa di dati tecnici e blablabla), allora posso ordinare al broker (cioè il mediatore professionista) di farmi una vendita allo scoperto, cioè uno short.

 Nel caso di apertura posizione short, se le cose vanno secondo la mia previsione, avrò guadagnato sul ribasso del prezzo del titolo, se invece le cose per il titolo andranno bene, io avrò perso.

 La dinamica a spanne è questa: il broker prende il mio ordine di short e mi presta le quote di un prodotto finanziario che in realtà non ho.

 Dopo che lui me le presta, io posso venderle, cioè posso vendere qualcosa che mi hanno prestato.

 Se le quote (azioni, obbligazioni, ecc.) che ho venduto scendono come previsto e sperato, io le riacquisterò, guadagnando sulla differenza.

 Vediamolo meglio:

  1.  vendo un numero TOT di quote (azioni, ecc.) che non posseggo ma che il broker mi ha    prestato per la vendita

  2. In cambio del prestito gli ho dato dei soldi che corrispondono al valore di mercato del prodotto nel momento in cui impartisco l’ordine. (cioè, l’ammontare di quanto ho speso corrisponde al numero delle azioni moltiplicato per il valore che quella azione possiede al momento dell’operazione).

  3. Quando vedo che il titolo scende, come desideravo, allora posso ACQUISTARE le quote restituendole al Broker. La differenza tra quanto incassato e quanto speso per riacquistare le azioni costituisce il mio utile.

 Sapete perchè non avete capito? Perchè non ho fatto un esempio

 ECCONE UNO:

 1) Decido di vendere 1.000 azioni XYZ allo scoperto (short) quotate a 8€ l’una. Non le possiedo, ma il broker me le “presta”. Immetto dunque l’ordine per 1.000 azioni al prezzo di 8 Euro puntando al ribasso del titolo.

 2) Ho dato dunque al broker 8.000 euro (ma per il mercato è come se io ne avessi guadagnati 8.000 perchè per il mercato ho appena venduto azioni per un controvalore di 8.000 euro)

 3) Il mio ordine è eseguito sul mercato ed il controvalore dell’operazione (1.000 azioni x 8€ cad. = 8.000€) e’ trattenuto dal broker

 4) Quando decido di chiudere l’operazione di Short Selling devo acquistare lo stesso numero di titoli: inserisco allora un ordine di “Acquisto per chiusura della posizione Short Selling” e ri-acquisto i titoli al prezzo di 7€ se tutto va nella direzione auspicata (prezzo ovviamente presentato qui a mero titolo di esempio). La spesa necessaria per ri-acquistare i titoli è perciò pari a 7.000€.

 5) Il risultato dell’operazione è dato dalla differenza tra quanto incassato dalla vendita (8.000€) e quanto speso per il riacquisto dei titoli (7.000), ovvero, in questo caso un guadagno di 1.000 Euro.

 Se non avete capito, è perchè dovete stare attenti a una cosa. Lo short di un titolo non è una vendita in realtà per voi… è un prestito!!! Quindi è come se vi prestassero un numero di azioni. Voi le vendete e ricavate una cifra, poi le ricomprate a una cifra più alta e restitutite il prestito tenendovi per voi la differenza.

 Fico no?

 SECONDO E PIU’ EFFICACE ESEMPIO:

  1.  Mario mi presta la sua motocicletta e la vendo subito a 8.000 euro. Bene, ho incassato 8.000 euro.

  2. Poi il mercato di compravendita delle moto per mia fortuna si abbassa e io ricompro la moto di Mario a 7.000 euro

  3. Ora devo restituire la Motocicletta all’amico Mario. In tasca cos’ho? ahahahaha SI SI, avete capito bene. Mi restano 1.000 fottutissimi euro….

Naturalmente se le quote non vanno in giù ma in su, allora la perdita sarà corrispondente e, sempre ovviamente, quando si investono soldi nel trading il guadagno migliore si ha quando il mercato è long (cioè al rialzo) perché mentre i guadagni che si possono fare al rialzo sono in teoria infiniti, al ribasso no.

Non avete ancora capito il meccanismo dello short?

Non sono stato efficace?

Vabbè, chiedete come funziona ad un impiegato di banca che ci facciamo due risate.

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