Ftse Mib, Olè

Ormai anche sull’Almanacco di Paperino c’è scritto a chiare lettere che la finanza ha superato l’economia (che già a sua volta – beffarda – aveva superato la politica). Quindi sul podio ci sarebbe ancora posto per Economia e Politica, ma la coppa del vincitore spetterebbe solo a Wall Street. Se l’opinione pubblica si è convinta di questo e soffre per una legittima perdita di peso decisionale rispetto al passato (ah, la guerra civile!), quello che nessuno sembra ricavarne sono le ovvie conseguenze.

Siccome questo è Micidial e la logica nelle cose ce la vediamo eccome, proviamo allora a svuotare il bicchiere. Stavolta è mezzo pieno e anche il più malconcio dei tavoli può sostenerlo.

Ma al di là dei nuovi comuni, ha davvero senso affermare che la Finanza viene prima dell’economia reale, cioè della produzione? Si, sembra proprio che vada così … per ora. Sennò nessuno penserebbe che l’italiano Mario Draghi nel mondo conti più dell’italiano Matteo Renzi. Giusto?

Bene, e allora perchè RAZZO MAI la crescita degli indici di Borsa dovrebbe avvenire DOPO una crescita economica? Se la Finanza vien prima, gli indici di borsa cresceranno PRIMA dell’economia; mentre se, analogamente, l’economia è seconda, allora la produzione di bene e servizi, l’aumento dell’occupazione e l’aumento degli immobili avverrà DOPO che le borse sono già belle che salite.

Fateci caso, l’indice della Borsa italiana, il Ftse Mib, era dalle parti dei 40mila punti nel 2007.

Cioè – e lo dico anche per i neofiti della borsa nostrana – le società italiane quotate alla Borsa di Milano, prima della crisi, erano da tempo salite e cominciavano precipitosamente a scendere anche nel 2007 e poi ancora nel 2008. Oggi siamo attorno a 20mila. Eppure in alcune zone d’Italia (nord) i lavoratori più specializzati in quel tempo potevano scegliere dove andare a lavorare (vicino a mammà che mi fa la pasta col sugo? Vicino alla palestra?) e i giapponesi venivano dalle mie parti, in Veneto, per studiare e carpire i nostri segreti del successo, il modello del mitico nordest.

Ma come! L’economia andava bene e le borse nello stesso periodo si giravano verso il basso? Perché? Bè, direi che ciò avveniva perché lo sgonfiarsi della bolla ANTICIPAVA la crisi economica del sistema. In Italia il culmine della crisi economica è avvenuto nel 2011, mentre il crollo dei corsi finanziari ANNI prima.

Ricordo che ancora nel 2008 c’era chi diceva: si parla tanto di crisi al telegiornale perché in America le banche stanno fallendo, ma qui io non so da che parte girarmi…SONO PIENO DI LAVORO!!! Inutile aggiungere che molti di questi o si sono quantomeno ricreduti o hanno proprio chiuso i battenti.

L’economia andrà male se le borse cominciano a scendere. I mercati finanziari influenzano LORO le dinamiche macroeconomiche (e non viceversa).

In questi giorni – benedetto Piovoso del calendario Rivoluzionario – le borse salgono. Significa forse che l’economia va bene o che sta andando bene? No! Però potrebbe voler dire che – se non abbiamo a che fare con una stramba impennata dei buoi – l’economia reale dovrebbe ripartire nei prossimi mesi anche in Europa.

RIPETO: l’economia reale dovrebbe ripartire nei prossimi mesi.

Per chi investe è il momento di entrare dunque? Si, ma solo per l’asset azionario, per gli immobili e le materie prime è ancora prestino Se uno ragiona in termini di lungo periodo, senza leva, e con stop loss a protezione, la logica sostiene quanto detto.

E comunque io non lo farò. Niente long di lungo termine. Nel lungo periodo, come diceva il mio amico John Maynard Keynes, saremo tutti morti.

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