Prepper, e Ti Salvi la Vita

pepperSe devo preparare un pranzo con carne cucinata all’aperto e alla brace IMMAGINO sempre che pioverà. Perché? Gufismo puro? No, semplicemente se dovesse piovere davvero io avrò già una tettoia improvvisata da approntare per non bagnare il cibo e il cuoco; se non pioverà, invece, l’aver predisposto prima una tettoia mobile non inficerà di nulla la cottura e il pranzo.

Questa, in sintesi, l’essenza del Prepper

Giuro che la prima volta che ho letto del fenomeno prepper (chissà perché pensavo di essere l’unico al mondo ad avere certe paranoie) mi sono riconosciuto nei loro atteggiamenti, pur non condividendo le forme più esasperate e la moda del survivalismo. Atteggiamenti che lo fanno sembrare spesso più ad uno sport estremo che ad uno stile di vita utile e responsabile.

Naturalmente, la metafora della carne alla brace non è sufficiente a spiegare il fenomeno. Ci facciamo un po’ aiutare da wikipedia anche se, come spesso accade, occorre smussarne la noiosa descrittività.

PREPPER è un movimento di persone o gruppi (chiamati anche survivalisti) che si preparano attivamente per le emergenze, future o eventuali, comprese possibili interruzioni o profondi mutamenti dell’ordine sociale o politico, su scale che vanno dal locale a quella internazionale. I survivalisti hanno spesso una formazione che riguarda le emergenze mediche, l’auto-difesa, l’approvvigionamento di scorte alimentari e acqua, l’autosufficienza logistica tramite la costruzione di strutture per sopravvivere o nascondersi

Insomma, il prepper si prepara, appunto, nell’eventualità che accada qualcosa di apparentemente imprevedibile (e di brutto).

Le discipline studiate dai prepper hanno a che fare con tutto e di più, come si può immaginare, ma a me piace evidenziare in particolare queste:

  1. Crisi economiche e finanziarie

  2. Guerre

  3. Catastrofi naturali

  4. Eventi giuridici (dall’arresto kafkiano al divorzio)

Micidial intende aprire una rubrica dedicata al Prepper fornendo nozioni adeguate di preparazione a tutte queste tristi eventualità. Sarà per il curatore del sito un’opera di apprendimento cui anche i lettori beneficeranno. Nell’attesa, consigliamo di visitare https://www.prepper.it/ e http://www.preppersitalia.it/

Entrambi i siti sono ricchi di strategie volte a insegnare come difendere la propria qualità della vita in seguito ad una emergenza.

Micidial ritiene tuttavia di poter fornire elementi di migliore qualità per quanto riguarda il punto N.1, cioè le crisi economiche.

Da notare, comunque, che il survivalismo richiede di lavorare (e parecchio) nell’attesa che piovano disgrazie, ma come per le cose di cuore, è nell’attesa che si cela la parte più entusiasmante e appagante.

Facciamo un esempio: la catastrofe naturale.

Uno dei cardini della preparazione è quello di accumulare scorte di materiali e risorse in genere che potranno essere utili, indispensabili, o necessarie alla sopravvivenza DOPO il verificarsi dell’evento.

Io l’ho fatto nell’anno 2012; in questo 2015 sono ancora indietro, ma posso assicurarvi che individuare i materiali e le scorte, accumularle e ordinarle è attività assolutamente divertente… un hobby serio e utile che non vi farà pentire di averci provato anche se, come si spera, non si realizzerà nessun evento catastrofico

NB cosa centra la foto-miniatura del pezzo? Niente, ma ogni volta che penso al Prepper mi viene in mente l’Agente Pepper. Non so perché, ma è così

6 Commenti

  1. Mi ricordi il papà di Ricky, Howard Cunningham, in quella puntata di happy days in cui si era fatto costruire un rifugio antiatomico, e finì col litigare con tutti gli amici che volevano avere un posto nel rifugio.

  2. Grazie per l’articolo!
    Voleste approfondire l’argomento in modo più dettagliato siamo disponibili.
    Giusto per dirvene un paio i Bunker e i Complotti non centrano NULLA, anzi… più si è pratici e pragmatici e attaccati alla realtà meglio è.
    Quelli purtroppo sono stereotipi da TV di serie B. Un cruccio che ci dobbiamo tenere, ma tant’è…
    A presto!

    • Si Pack, hai ragione, ma l’articolo è inserito in un blog che tratta più in generale delle strategie e non potevo badare più di tanto alla forma. Tieni conto che la stragrande maggioranza delle persone non sa di cosa si tratta e leggendo articoli tecnici sull’argomento potrebbe – sbagliando – pensare proprio ad una estremizzazione delle teorie del complotto. In altre parole, ho usato il termine per semplificare a chi non conosce l’argomento

  3. sinceramente sono prepper da tempo, ma non mi ritengo “complottista”….. Essere prepper non significa vedere cospirazioni dietro ogni angolo di strada….. semplicemente si cerca di farsi trovare preparati (per se e per la propria famiglia) nella malaugurata ipotesi di una situazione non contemplata dai più…. come può essere una calamità naturale o altro

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