Quando La Tecnica è Fondamentale

Karl Marx nel Capitale parlava della differenza tra PREZZO e VALORE. In sintesi, sosteneva che una merce – tra le altre cose – possiede un valore che è legato al lavoro umano (e al tempo necessario per realizzarlo) ed un prezzo, determinato soprattutto dalla scarsità o dall’abbondanza della merce stessa (domanda/offerta).

Cioè, io posso per esempio pensare che una villa con piscina abbia un altissimo valore in virtù di tutto il capitale umano necessario per realizzarla, ma in un dato momento storico il suo prezzo potrebbe anche essere bassissimo a causa della crisi economica e della smisurata offerta di case presente sul mercato immobiliare.

Nell’estenuante attesa che i cavalli dei bolscevichi vengano ad abbeverarsi sul lungotevere, viene da chiedersi se queste considerazioni macroeconomiche possano esserci utili per fare investimenti di qualità.

Diciamo di si, soprattutto se a queste considerazioni leghiamo l’analisi tecnica, cioè l’analisi che graficamente ci mostra l’andamento storico del prezzo del bene su cui intendiamo investire.

IL VALORE

Come capire qual è il valore di un bene? (per bene qui intendiamo un’azione societaria poiché facciamo riferimento pratico alla Borsa).

Bè, un più che discreto supporto ce lo può dare l’analisi fondamentale,

sul sito specializzato traderpedia leggiamo che

per anni l’analisi fondamentale è stata la naturale contrapposizione all’analisi tecnica e solo recentemente si sono superate queste divisioni prendendo il buono da entrambe le tecniche. Gli analisti fondamentali sono classificabili in due grandi categorie: quelli che comprano sulla base di strategie bottom up, ovvero partendo dall’analisi del bilancio della società che intendono acquistare, e quelli che partono con una strategia top down che per dare un buy su un titolo devono prima di tutto analizzare la situazione economica generale, le interconnessioni fra le economie mondiali, le politiche monetarie dei singoli Stati, i cicli economici e così via. 

Semplificando ancora di più, l’analista fondamentale valuta qual è il prezzo giusto per l’azione di una società sulla scorta di bilanci, lo storico dividendi, la situazione macroeconomica e cose così. Compreso il “prezzo giusto”, l’analista – per acquistare – va a vedere se il prezzo a mercato è più basso di “quello Giusto” (e di quanto).

Un esempio chiarirà meglio: se il titolo Eni si trova ora a 4 ma gli studi di analisi fondamentale mi dicono 6, ecco che possiamo valutare l’acquisto di questa azione. Inutile dirvi che sono numerosi i siti web che insegnano o addirittura mostrano il valore ipotetico di un prodotto finanziario sulla base dell’analisi fondamentale.

E allora, come mai non siamo tutti ricchi? Bè, in primis calcolare il valore di un azione correttamente non è da tutti, gli specialisti sono pochi e strapagati, eppoi mica sempre i bilanci rivelati sono corretti (eheheh)… a tutto questo, aggiungerei il fattore più importante già ribadito da Marx:

il VALORE NON E’ IL PREZZO!!!

Il che, per inciso, significa che anche se un titolo prima o poi dovrà andare là, noi non sappiamo quando e potrebbero volerci anni, arrivare la guerra e poi le cavallette e il Giudizio Universale.

IL PREZZO

Per capire il prezzo di un titolo basta guardarlo su un grafico di borsa. Punto. È quello, e secondo gli analisti tecnici esso ti dice tutto, sconta tutto.

E allora, come mai non siamo tutti ricchi? Semplice, la posizione del prezzo nel grafico aiuta a prendere delle decisioni, ma non garantisce la continuazione di un trend e quindi anche qui solo pochissimi collaudati e disciplinati trader riescono guadagnare. Sovente, azzeccato un trend, aspetto che il grafico mi dica quando uscire, e questo potrebbe avvenire presto… troppo presto per compensare il rischio. In altre parole, l’analisi tecnica sembrerebbe più adatta a chi rimane poco tempo nel mercato

IDEA

Mettere assieme valore e prezzo! analisi fondamentale e analisi tecnica! Tra i vari forum e gruppi di appassionati di finanza abbiamo trovato un metodo convincente- Lo si mostra qui, in modo estremamente succinto, perchè rende bene l’idea di una fusione proficua tra fondamentali e grafico.

UN METODO DI FUSION

  1. Individuo uno o più titoli denominati Dividend Aristocrats, cioè titoli che da diversi anni garantiscono una qualificante e progressiva resa i termini di dividendo come Exxon, Ibm, Johnson & Johnson, ecc.

  2. Vado a vedere quale o quali di questi titoli è sottovalutato in base all’analisi fondamentale meglio se in virtù di un pesante drawdown del mercato o un ritracciamento grave sistemico (tipo 1987 o 2008)

  3. Si prendono grafici di lungo periodo con time frame ampi, diciamo settimanali a 5 anni e giornalieri a 2 anni per esempio, eppoi si osserva la presenza di pattern di inversione classici, come una candela sui minimi del periodo preso in esame accompagnata da una candela con i massimi superiori alla candela precedente. Per aiutarci nell’individuazione dell’inversione – sostiene il trader Calogero Mendola, potremo usare le medie mobili o l’indicatore Macd appositamente settati nella piattaforma di trading

Si fa presente che le costruzioni di portafoglio, con titoli ad alto dividendo o che prevedono la combinazione di AT e AF, sono numerosissime e facilmente rintracciabili. Molte sono simili e, sulla carta, tutte ragionevoli. A fare la differenza, come al solito, sarà la disciplina e lo studio, anche quello di tipo politico e sociale.

Eppoi parlano male di Carletto Marx 🙂

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