Cattiva Lira, Cattiva (schiaffo sul culo)

bearsLa storia dell’economia italiana meriterebbe un romanzo, anzi, un serial televisivo di tale proporzioni che Mad man, Downton Abbey o i Sopranos gli fanno na pippa. E non ci sarebbe neanche da inventare niente perchè, come si dice in questi casi, la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Più che un serial, più che un romanzo, abbiamo a che far con un thriller qui (paura eh?)

Micidial vi presenta un capitolo (non il primo, non l’unico) di questa saga, quello dell’oscuro funzionario statale minacciato da Helmut Kohl.

Drizzate bene le orecchie perché quello che raccontiamo ci riguarda OGGI. E oggi, più di ieri.

Quando è che è nato il debito pubblico? Lo so lo so… il debito pubblico c’è sempre stato, e meno male che c’è visto che non è possibile che uno stato non abbia il debito, non essendo un produttore di beni, lo stato DEVE AVERE UN DEBITO. Guai se non fosse così. Avete mai sentito di uno stato che ha un credito pubblico? Noooo? Chiedetevi come mai..

Bene, ma noi qui non ci chiediamo perché abbiamo un debito, ma quand’è che è diventato ESPLOSIVO, enorme, incontrollabile, pericoloso, vincolante.

Un funzionario poco conosciuto del ministero dell’economia, Nino Galloni, ha studiato all’università degli anni anni ’70 e come tale è venuto su a pane ed economia keynesiana, cioè cibando la sua mente attraverso l’unica teoria economica che rende il capitalismo sostenibile.

Nel 1981 venne interessato al celeberrimo divorzio tra la Banca d’Italia ed il Ministero del Tesoro.

Eh già, perché se qualche iperfesso ancora non l’ha capita, la banca centrale del paese si è staccata dal ministero oramai 34 anni or sono. E da li sono iniziati tutti i nostri guai, altro che pensioni baby, nepotismo, le mignotte di berlusconi, i fannulloni dello stato e gli evasori fiscali! Con la separazione della banca d’italia (creatrice e regolatrice della moneta) dal ministero del tesoro, gli italiani hanno perso il controllo sul denaro, cioè dell’unico e reale strumento di regolazione dell’economia in età moderna.

Da allora, da quel divorzio, vivere in centro a Cesano Maderno o vivere nella foresta nera ai tempi dei barbari è la stessa identica cosa; anzi, è peggio perché almeno le tribù germaniche si trucidavano a viso aperto, senza trucchi e senza inganni.

Nino galloni, umile funzionario del ministero, fu dunque incaricato di fare due conti sulla convenienza e sugli esiti di tale operazione.

Con quel sistema, calcolò Galloni, gli italiani avrebbero – leggete bene please – RADDOPPIATO IL DEBITO PUBBLICO E SUPERATO IL RAPPORTO TRA DEBITO E PRODOTTO INTERNO LORDO

Inoltre, calcolò che la disoccupazione sarebbe arrivata al 50% tra i giovani.

Gli risposero che era pazzo. Anzi, litigarono in modo tale che Galloni uscì dalla Pubblica Amministrazione italiana e migrò negli Stati Uniti. Negli anni ’90 le previsioni dell’oscuro funzionario si avverarono magicamente e ad una conferenza sul tema, il nome di Galloni balzò agli onori della cronaca perché venne scoperto il report che denunciava la totale idiozia dell’operazione in largo anticipo.

I mass media ne parlarono molto e un certo Giulio Andreotti (ahahaha) intervenne chiedendo a Galloni di dirigere una struttura in grado di risolvere le tristi sorti dell’economia italiana all’interno del Ministero del Bilancio

Galloni dunque divenne capostruttura del ministero del Bilancio con una schiera di prof universitari di economia a collaborare. Subito Galloni si frappose all’entrata dell’Italia nell’euro perché giudicato (sempre conti alla mano) precipitoso nei tempi e nei metodi.

Poche settimane dopo le analisi contrarie all’euro di Galloni, al ministero accadde un vero e proprio CATACLISMA.

Vediamo intanto creato da chi:

  • fondazione Agnelli (ancien regime baronale privo di scrupoli)

  • Confindustria (in parte composta da manager, padroni industriali incapaci, retrogradi e schiavisti)

  • Guido Carli – ministro del tesoro

A questo cataclisma contribuì su tutti il cancelliere tedesco di allora (una sorta di Merkel col pisello), il temutissimo e potente Helmut Kohl, che addirittura telefonò al governo italiano perché Galloni venisse fermato.

Si, avete letto bene, un piccolo studioso italiano, capostruttura di uffici burocratici doveva essere fermato… (e pare che con Cirino Pomicino Galloni comunicasse sulla questione dell’euro e di Kohl con bigliettini e allusioni perché intercettati dai microfoni). Ovviamente, anche da questo ruolo, poi Galloni fu definitivamente allontanato.

Cosa aveva capito Galloni?

1) Che la MONETA deve rimanere gestita dal paese e dalla politica e non dai tecnici, perché, dietro la gestione pseudotecnica, ci sono e c’erano in verità interessi particolaristici di gruppi finanziari e bancari

2) che l’ASSISTENZIALISMO pubblico ai disoccupati del sud era voluto dalla politica governativa (Dc) per evitare la rivoluzione in Italia (erano gli anni delle brigate rosse), ma che dopo l’uscita della banca d’Italia dal ministero dell’economia, questo finanziamento per calmierare la disoccupazione e il malcontento sarebbe stato finanziato dai privati con costi e interessi onerosissimi e praticamente irrecuperabili per i cittadini

3) che il partito comunista italiano non appoggiò politiche monetaristiche perché era stato minacciato che se avesse perseguito politiche di sovranità monetaria gli intellettuali di sinistra ed i figli della nomenclatura comunista italiana inseriti nelle fondazioni e negli uffici studi delle banche sarebbero stati cacciato dai loro posti di prestigio

4) che i funzionari pubblici di alto livello stavano per diventare funzionari del governo, non più dello stato. Cosa questa – a ben pensare – diversissima e grave.

Furono queste le dinamiche degli anni ’80 e ’90 che hanno causato l’insostenibilità del debito pubblico: l’assenza di sovranità monetaria! Quella sovranità che invece si tengono ben stretta altri paesi, dalla Svizzera all’Inghilterra, dagli Stati Uniti al Giappone.

Per chi investe, il monito è evidente: molta prudenza all’acquisto di bond governativi nell’area euro, continuamente ricattabile dai veri potenti, i finanzieri, che possono far saltare il banco come e quando vogliono (vedasi in Grecia).

N.B. La foto del post serve per consolarvi. Più studio l’economia italiana e più capisco che gli italiani amano prenderlo in quel posto, dunque ho ritenuto di farvi cosa gradita esibendovi maschioni atti allo scopo.

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