Torna la Dracma

images5QM16T3LLa Grecia uscirà dall’Euro e avverrà di notte, con le scarpe tutte rotte (con la scopa e la sottana ecc. ecc.). Non amo scommettere, lo trovo antistrategico, però una gestione del rischio ponderata può anche consentire qualche puntatina al Casinò e dunque, anche per per puro divertimento, proviamo questa scommessa.

Quanto puntare? Siccome l’Europa si fa la pupù addosso per paura dell’effetto domino che un’uscita dall’euro potrebbe provocare in paesi come Italia, Spagna e Francia, direi non più di un dollaro bucato.

D’altrocanto, fammo a capisse, le probabilità non sono certo a nostro favore: Merkel, Draghi e Renzi faranno carte false per evitarlo (li hanno messi lì apposta!). Non si scommette tuttavia solo perché si desidera un risultato di un certo tipo, ma perché alcuni elementi – da tutti trascurati –  potrebbero farci l’attesa sorpresina.

Nelle ultime ore, infatti, news goduriose antiUe vengono avanti sui blog di economia e persino sulla stampa di regime.

  • Tsipras incarica un gruppo di economisti di progettare un piano di uscita dall’euro come piano B nel caso la trattativa con la troika finisse male. Questa la notizia spiattellata dall’economista Antonio Maria Rinaldi su scenarieconomici.it

  • L’Eurogruppo – secondo quanto scrive due ore fa il sito di Repubblica – è pronto a bocciare la lista di riforme presentate dalla Grecia. Secondo il suo presidente, Jerona Dijsselbloem, la lista di riforme che la Grecia ha inviato all’Ue è “lontana dall’essere completa” e per essere attuata richiederà “tempi lunghi. A marzo non verrà versata alcune tranche di aiuti”.

  • Varoufakis ha studiato la strategia implicita nella teoria dei giochi di Nash e potrebbe aver messo in atto un doppiogioco, del tipo: vi faccio credere di trattare e accettare riforme capestro per il mio paese, ma intanto preparo l’uscita dall’euro con una task force di economisti.

Qui la fonte è Micidial, e forse è quella che farà la differenza 🙂

 

1 Commento

  1. mah! può essere! però penso che, dopo , i greciastri, nel senso di non ammettenti le proprie enormi responsabilità, individuali e collettive, staranno sempre peggio: sempre in doppio senso, in quello temporale e in quello quantitativo

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