La Democrazia è Contro la Logica

Costruire modelli politici alternativi alla democrazia sta diventando una necessità storica, una missione. Da quando le elites globaliste e finanziarie hanno preso il controllo delle democrazie occidentali, trasformandole in sistemi dispotici di fatto, conviene chiedersi se la democrazia non abbia fatto il proprio tempo esattamente come a suo tempo feudalesimo e aristocrazia segnarono il passo al dinamismo della borghesia.

Fanno molto ridere quelli che sostengono che la democrazia sia il miglior modello politico, come se a suo tempo i faraoni egiziani o il re Sole non avessero sostenuto la stessa cosa, cioè che il “loro” era il miglior sistema politico possibile.

Peraltro, la democrazia non rende nemmeno ragione della sua etimologia, se è vero che il demos – che in greco significa popolo – sceglie dei rappresentanti ma non governa direttamente, quindi la traduzione “governo del popolo” è già di per sé una menzogna grande come una casa.

Sotto un profilo logico, peraltro, la democrazia presenta paradossi insanabili e questo era vero ancor prima che il modello si guastasse riconsegnando il potere decisionale a un gruppetto di miliardari e di grandi azionisti.

Immaginate che due gelatai portino il loro chioschetto mobile in una spiaggia lunga 1 chilometro e piena di vacanzieri spaparanzati al sole in una caldissima giornata d’agosto. Tutti vorrebbero prima o poi raggiungere il chiosco per una bibita ghiacciata, una granita, un cono. Dove dovrebbero collocarsi – PER LA MATEMATICA – i due chioschi?

La risposta è: a ¼ dai confini dalla spiaggia! cioè a 250 metri dal centro.

_________chioscoA_________centrospiaggia_________chioscoB_________

in tal modo, ogni bagnante dovrà percorrere AL MASSIMO 250 metri per raggiungere un chiosco.

Cosa succede in realtà? Cioè cosa succede se non ci sono regole poliziesche e ogni gelataio può collocarsi dove vuole?

Entrambi i gelatai cecheranno di portarsi verso il centro, anche se questo reca molti svantaggi in termini di camminata a chi prende il sole agli estremi della spiaggia. Provare per credere.

Probabilmente, a forza di andare verso il centro (“tanto quelli che si trovano dal lato più lontano dovranno per forza venire da me per camminare meno”, pensa ciascun gelataio) entrambi i chioschi si troveranno a metà della spiaggia, l’uno di fianco all’altro.

______________________________________chioscoA-chioscoB___________________________

In politica la tendenza è esattamente quella; per avere vocazione maggioritaria i partiti in occasione delle elezioni si spostano verso il centro e diventano la stessa cosa, indistinguibili…

finiscono per fare la stessa identica politica, quindi sceglierli è inutile, è esattamente come estrarre i governanti a sorte: nel sistema democratico le decisioni di Obama e Bush, Renzi o Berlusconi, sono identiche nella sostanza e quindi non rappresentano nessun modello maggioritario, anche se pure si scontrano per una ricetta o per un’altra (ogni ricetta, sulla carta, presenta ingredienti antitetici).

Insomma, col paradosso dei gelatai la matematica dimostra che noi moriremo democristiani, alla faccia dell’imperativo categorico “NON moriremo democristiani” che tanto caldamente tutti recitavamo negli anni ’80.

Chi ritiene possibile un sistema democratico senza corruzione, per esempio, è un idiota: la corruzione appartiene alla democrazia come le uova appartengono alla pasta carbonara.

Ma non solo la democrazia è una fucina di corruzione e immoralità con la quale tutti per convenienza finiscono per spostarsi verso il centro; il sistema democratico si scontra con la logica anche nel caso accettassimo la rappresentanza (modello che- lo ripetiamo for dummies – dopo l’esperienza storica delle poleis non è di per sè affatto democratico)

E’ il caso che tutti quelli con un bel po’ di capelli bianchi ricorderanno avvenne in America a metà degli anni ’70, quando Carter sconfisse alle elezioni presidenziali l’uscente Ford. Se qualcuno non si ricorda di Carter consigliamo di godersi la nipote qua sotto, Lynda Carter…

lynda carter

Lei si che è nipote di un presidente, roba che a confronto Ruby Mubarak puzza e secerne del muco

Vabbè, quel che a noi interessa qui è che Jimmy Carter, dei democratici, sconfisse il repubblicano Ford che a sua volta aveva vinto le primarie interne al partito repubblicano contro Ronald Regan (un disgraziato assoluto che diventerà presidente diversi anni dopo). Ebbene, tutti i sondaggi di allora (1976) ammisero che Regan avrebbe vinto le elezioni contro Carter, ANCHE SE aveva perso contro Ford che aveva perso contro Carter.

Sembra strano?

NO

NO

NO

Succede regolarmente.

I tifosi di calcio lo sanno benissimo. Per vincere, l’ordine delle competizioni è determinante e può capitare che Trezze Sul Naviglio vinca una finale contro Casarsa della Delizia che a sua volta aveva brillantemente eliminato ai play off il Camarillo Brillo che però se andava in finale faceva un mazzo così al Trezze.

Insomma, per farla breve, in democrazia, è fondamentale la successione delle competizioni elettive tra i candidati a determinare il politico vincitore, e NON la scelta pseudolibera del cittadino. Se ci impongono una procedura, questa determinerà chi comanda, alla facciazza nostra.

Si chiama paradosso di Condorcet e non rompete, funziona esattamente così

Noi abbiamo un esempio triste di questo: Bersani che batte Renzi alle primarie e Bersani che però perde le politiche e Renzi che poi ti rifila una ipermega vittoria (40%) una volta che Bersani esce di scena.

Se volete approfondire questi temi, ampiamente provati dalla matematica, googlate “il paradosso dell’Alabama del 1880” e ne leggerete delle belle…

Ma cosa vuol dire per noi tutto questo?

Che la democrazia e le votazioni a maggioranza non vanno assolutamente d’accordo con la logica e la razionalità e che quindi è un sistema talmente imperfetto che merita che ce ne studiamo un altro.

E possibilmente in fretta, please, che sennò qui ci tocca fare la rivoluzione e non è che amiamo tanto i prigionieri, pulire le celle, distribuire vivande ecc ecc.

2 Commenti

  1. A parte Condorcet e le importanti osservazioni sulle procedure delle votazioni che condizionano il risultato del voto, rimane vera la definizione di democrazia (che taluni attribuiscono a Benjamin Franklin): “La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione”. A cui segue la definizione di libertà: “La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto”.

  2. Se i due gelatai si piazzano a 1/4 dal confine, non entrano in competizione tra di loro e quindi possono alzare il prezzo nella misura in cui il bagnante ritiene che percorrere un tratto di spiaggia in più sia più oneroso che pagare il gelato un prezzo più alto. Se viceversa si piazzano a metà spiaggia saranno tra loro in competizione e il prezzo tenderà a scendere. La soluzione al problema alla fine la fornisce il consumatore, cosa è per lui più importante? Prezzo o camminata sotto al sole?
    Lo stesso in politica. Cosa sceglierà l’elettore^ una politica più radicale, che presenterà alcuni costu da pagare o una più moderata limitandosi a scegliere l’interprete che ritiene migliore?

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