I Droni in Borsa?

A drone flies at the International Consumer Electronics Show on Wednesday, Jan. 8, 2014, in Las Vegas. (AP Photo/Jae C. Hong)

La lampadina mi si è accesa stamane osservando distrattamente un negozio in centro sulla cui vetrina un manifestino certificato ENAC invitava i lettori ad imparare a pilotare i droni.

Ma come, i droni non sono quei modellini aerei pilotati da terra che servono ai terroristi per distruggere il mondo?

Cioè – stando a questa rèclame – un grullo qualsiasi può accedere alle più sofisticate tecnologie militari e pilotare i droni?

Si, e con mia sorpresa la cosa è cominciata da tempo. Tuttavia, quello che in pochi ancora sembrano aver intuito è il risvolto economico che sta dietro a questa autentica rivoluzione.

Prima di capire su quali società puntare i riflettori, precisiamo che quella dei droni non sarà una moda passeggera.

I droni, infatti, a differenza degli aerei tradizionali, possono essere utilizzati in situazioni caratterizzate da elevato pericolo per la vita umana e nelle aree inaccessibili o impervie, volando a bassa quota. Per questo motivo possono trovare impiego durante le fasi di monitoraggio di aree colpite da calamità naturali o da avvenimenti particolari (terremoti, esondazioni, incidenti stradali ecc.).

In Giappone, ad esempio, dopo il terremoto del 2011 hanno utilizzato con profitto i Global Hawk allo scopo di monitorare i reattori della centrale nucleare danneggiata dall’evento sismico.

I Global Hawk costano circa 200 milioni di dollari, quindi nessun civile li può comprare, ma altri tipi sono decisamente economici e si stanno sviluppando allo stesso ritmo dei telefonini negli ultimi 20 anni.

Un ulteriore vantaggio che deriva dall’uso degli APR per scopi civili è nel trasporto di cose, nella sorveglianza di aree come parchi dove ci sono bambini, per esempio, nello spionaggio industriale.

In altri termini, ci sarebbero diversi vantaggi sull’uso dei droni, il cui costo di acquisizione e di esercizio di tali sistemi risulta contenuto anche  rispetto ai tradizionali sistemi di ripresa aerea utilizzati fino ad ora. A questo aspetto si affianca la facilità di utilizzo e la loro versatilità.

Cosa pensiamo di un investimento sui droni? Bè, decisamente si tratta di una opportunità da considerare seriamente che ci ricorda molto da vicino quanto successo alle stampanti 3d che in pochi anni avevano più che raddoppiato le quotazioni in borsa (per poi però tornare a quotazioni più sobrie).

Sui droni, ultimamente, si trovano diversi post fantasiosi, come questo di Rischio Calcolato, ma anche l’attenta analisi del Sole 24Ore, giornale che non amiamo, ma che talvolta offre spunti interessanti tra i suoi articoli “minori”

Dalla lettura di questi post, risulta che le società da monitorare per valutare un INVESTIMENTO SULLA TECNOLOGIA DEI DRONI sono:

GoPro – quotata al Nasdaq, ha avuto dei picchi attorno agli 80 dollari ed ora si può comprare a 55. Va tenuto conto che ha un progetto sui droni a partire dal 2016. Finora si è occupata di videocamere per riprese sportive (quelle sui caschi degli sciatori, per chi ne mastica

All Terrain Hoverboards – non risulta quotata, ma si occupa del trasporto umano su droni… divertente

Aerovironment – quotata al Nasdaq, ha avuto dei picchi da 40 dollari ed ora da qualche mese ha raggiunto quotazioni attorno ai 25 dollari

Dji – società cinese quotata a Londra attualmente sui massimi

Ovviamente è ancora prematuro valutarne l’acquisto, ma se la disposizione dell’analisi tecnica sui grafici diventasse più convincente, le società di riferimento in questo campo sono quelle descritte

Noi di Micidial, ai consigli dei blog e del Sole, aggiungiamo Amazon, un gigante che dal trasporto dei droni per uso civile dovrebbe giocoforza avere vantaggi enormi

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