Il 18 Brumaio di Paolo Barnard

Le teorie economiche che fanno capo a J.M.Keynes hanno tutte in comune la lotta alla disoccupazione, il sostegno alla domanda, il controllo pubblico sull’economia privata al fine di evitare sperequazioni e crisi cicliche.

I mezzi per attuare questo sono anche molto complicati e tecnici, ma in linea generale non possono prescindere dalla sovranità monetaria e dall'intervento pubblico.

Noi di Micidial sosteniamo apertamente questo tipo di economia, sia per i risultati ottenuti nel corso del XX secolo, sia per la razionalità e coerenza espressa dal capostipite della teoria, Keynes nei suoi scritti e nei suoi atti pubblici.

Infine, ma non ultimo, il metodo neokeynesiano va sostenuto anche per le capacità mostrate da alcuni suoi successori di adattarsi alle novità macroeconomiche e politiche succedutesi nel corso degli anni (la fine del gold standard, la globalizzazione, ecc). Ovviamente, le politiche neokeynesiane sono ampiamente contrastate da tre tipi di persone:

Soggetti ignoranti in materia (frequentatori di osterie, incazzati antisistema, lavoratori che credono che il capitalismo sia cosa buona e giusta esattamente come prima di Colombo pensavano che la terra fosse quadrata)

Soggetti consapevoli delle dinamiche economiche, ma la cui applicazione risulterebbe LORO sconveniente (la maggior parte dei potenti)

Soggetti realisti che ritengono il liberismo sfrenato un dato di fatto e vi si adeguano ritenendolo comunque un fenomeno economico inevitabile a prescindere (sono i nuovi servi della gleba, i nuovi negri)

In Italia, di recente, le teorie keynesiane hanno trovato ampio sbocco nella MMT, teoria moderna monetaria con molti padri e studiosi, ma brillantemente circoscritta nei suoi principali assunti dall’economista e trader americano Warren Mosler.

In Italia, la diffusione si deve all’opera dell’eccentrico giornalista Paolo Rossi Barnard che da anni martella con articoli molto appassionati il web ed i social. Degne di nota sono anche le presenze televisive, da Matrix a LaGabbia anche perché il Barnard conosce molto bene il mezzo televisivo essendo stato co-fondatore di Report con la più nota Gabanelli e collaboratore di Santoro ai tempi di Samarcanda.

Dopo diversi anni di iperattività, oggi le teorie neokeynesiane in Italia sembrano in difficoltà proprio a causa dei continui litigi dei suo maggiori sostenitori pubblici, in particolare di Paolo Barnard, dei gruppi territoriali mmt comparsi in forma associativa in tutto il territorio nazionale e dagli atteggiamenti non sempre efficaci degli economisti americani, Mosler compreso che per diversi mesi sembrava appeso all’attivismo di Barnard e ora evita non solo lui, ma anche tutti i collaboratori stretti e i simpatizzanti di Barnard stesso.

Per noi di Micidial, queste rotture sono sospette e assurde.

1.SOsPeTTe, perché è cosa nota che le politiche neokeynesiane entrano in contrasto con gli interessi dei potenti, i veri potenti. per dirla con Barnard, e cioè col mondo delle multinazionali e dei mostri finanziari. Quindi a sto punto è lecito supporre che i litigi in stile capponi di Renzo avvengano perché qualcuno dentro i movimenti ha dei vantaggi a incrementare le divisioni. Sempre, sempre, sempre dentro i movimenti politici e le grandi teorizzazioni economiche si è assistito a controversie su questo o quell’argomento, ma ciò – di norma – avviene quando il movimento è diffuso e maturo. Marx fece cacciare Bakunin dall'Internazionale quando il comunismo era di già, e per l’appunto, un fantasma che si aggirava per l’Europa e tutti sapevano di che si trattava. Le liti tra Mosler e Barnard o tra diversi capibastone esponenti mmt, invece, sembrano quelle delle baruffe chiozzotte di Goldoni, con Titta Nane geloso di Sior Toffolo per la mano di Licetta. Da ridere insomma.

Fate questo esperimento: andate in piazza e chiedete ai primi 50 individui che incrociate se sanno chi è Barnard, chi è Mosler, cos’è la mmt.

Fatto? Ecco, appunto.

2) ASsurDe, perché le spaccature in seno ai sovranisti ne inficiano la buona riuscita sotto il profilo strategico.

Questo, è il punto che maggiormente vogliamo approfondire

LA STRATEGIA

Per avere una strategia con sufficienti probabilità di riuscita, occorre immaginare come saranno le cose quando la guerra sarà finita e vinta.

La visione del Belpaese dopo l’opera dei sovranisti neokeynesiani qual è?

Certo, verrebbe da dire, quella di un paese con sovranità monetaria che può spendere a deficit e che reimmette nel circuito una quantità di moneta sufficiente a far ripartire industria e servizi. Ok, ok… su questo ci siamo, ma – in concreto – quale sarà il rapporto dell’Italia con le altre nazioni, per esempio? E le persone al governo, saranno keynesiane? Avranno consulenti keynesiani al ministero delle finanze?

Barnard non sembra tenere ben in considerazione questo, da quello che abbiamo letto. Il tentativo fatto da Barnard è stato quello di accreditarsi (lui a braccetto con Mosler fino a pochi mesi fa) presso alcuni uomini politici che però… udite udite … non erano e non sono al potere!!!

Si sono avvicinati a gente come Fassina del Pd, sfanculato sia da Monti che da Letta che da Renzi. Con un pizzico di presunzione, crediamo che Fassina, uomo certamente vicino alle politiche keynesaine, sarebbe da avvicinare SE - E SOLO SE - fosse LUI il ministro delle finanze, non se lo è qualcuno che si trova contro il Fassina stesso. Altrimenti è come se io vado a fare domanda di assunzione nella fabbrica di proprietà di un ateo con la raccomandazione del Vescovo.

Poi a più riprese Barnard ha insultato l’area cosiddetta di sinistra (il PD ed i sindacati), accusandoli di essere europeisti e responsabili di quello che è successo. Lo ha fatto proprio quando questi, dopo secoli, sono andati al potere e semmai si è avvicinato più all’area di Berlusconi, che pure ha gestito l’Italia nell’euro per tutto il tempo. Le dichiarazioni che avvicinavano il movimento ad alcune istanze forziste sono avvenute proprio quando Berlusconi era orami fuori dai giochi, cioè dal 2011. Ne è una riprova l’invito di Barnard stesso a Canale 5 e il suo articolo presidente berlusconi per il bene dell’Italia non si dimetta. Quello che Barnard ha scritto su Grillo e i grillini, invece, non lo scriviamo neanche.

In epoca più recente, Barnard è riuscito ad avvicinarsi a Varoufakis, neoministro delle finanze greco, ma siccome Varoufakis ha poi preso come consulente il keynesiano Galbraith e non il keynesiano Mosler, allora Varoufakis è diventato subito per Barnard un idiota (epiteto di cui ha omaggiato anche Galbraith, figlio del più noto economista dai tempi della crisi del ’29)

Varoufakis ha bisogno di pilotare un’uscita dall’euro in modo molto lento e indolore, magari facendo passare una doppia moneta e la cosa per lui è ancora più difficile e rischiosa perché il ritorno alla sovranità monetaria non era esplicitamente compreso nel programma elettorale di Syriza.

Quando i greci arriveranno là (perché ci arriveranno), che dite, dopo che gli si è dato ripetutamente dell’idiota, potrebbe essere che Varoufakis cercherà ancora la collaborazione di chi lo ha insultato? Mah! Gli italiani hanno poca memoria, si sa, ma non è che tutti i popoli sono come il nostro.

Barnard assomiglia molto ad un Mazzini malconcio, in questa fase. E’ doveroso riconoscere a Mazzini di aver saputo risvegliare gli italiani migliori dal torpore e dalla decadenza imperiale austriaca, ma fu Cavour a decidere le sorti del Risorgimento.

Fu il primo ministro torinese che attraverso la decisione di partecipare alla guerra di Crimea riuscì a strappare un’alleanza con la Francia e poi a prendere Milano e Venezia con le armi. Mazzini, moralista qual era, vedeva focolai di insurrezione ovunque. Per lui non c'era bisogno di alleanze. Anzi, allearsi con qualcuno significava tradire.

Tutti gli italiani, per il passionario ligure, avrebbero dovuto coltivare il seme della rivolta per l’indipendenza. Questa convinzione porterà alla morte di molti patrioti nel 1821, nel '31, nel '48, nel '49. E carcere, tanto carcere duro allo Spielberg, ma nessuna liberazione fino a Cavour.

Fatte le debite proporzioni, Barnard ci ricorda il buon Mazzini. Per lui siamo tutti delle merde perché non abbandoniamo casa e famiglia e andiamo a combattere. Ha ragione, ma non ci ha indicato né la trincea né il campo di battaglia, né lo scenario finale.

A Micidial, diffidiamo ENORMEMENTE dei moralisti e dei moralizzatori.

Non perché non abbiamo valori di riferimento (anzi, ne abbiamo più di chiunque ci legga qui), ma noi siamo consapevoli che la morale dipende dalle condizioni economiche d’esistenza individuali e del gruppo in cui ci troviamo. La morale dipende sempre dall'esperienza e non dalle letture; in particolare, nel nostro caso, i valori nascono dal complesso intreccio di quello che abbiamo vissuto e patito.

Per dirla con Nietzsche, laddove voi uomini vedete cose divine, noi vediamo cose umane, ahi troppo umane!

Il che significa, ancora, che dietro alla morale si celano spesso vigliaccherie, vittimismo, vanagloria, paura, opportunismo mistificato da buone intenzioni e principi incrollabili.

Non si può chiedere a dei ragazzi curiosi ma sperduti sul web di mollare tutto e dedicarsi 24 ore su 24 ore alla mmt. Barnard in persona ha mollato la mmt prima di loro: gli è bastato non essere invitato da Mosler e collaboratori al tour che sta facendo in queste settimane in giro per le città italiane ospite delle università.

A lui, per mollare la mmt, è bastato non essere invitato. E’ bastato che non lo citassero a dovere. Fino a pochi giorni prima, però avrebbe preteso che vi si dedicassero anima e core padri di famiglia, studenti, persone con delle responsabilità affettive ed economiche!

Barnard ha spesso detto che per queste lotte lui ha sacrificato il lavoro e che vive con la pensione della madre. Bè, che dire, non è da tutti, certo, ma per esempio chi scrive divulga la mmt, ma non vive con la pensione della madre! Vive con i soldi del proprio lavoro.

ATTENZIONE! Non vogliamo essere fraintesi. Si aspettava e si aspettano ancora con emozione i pezzi ed i video di Barnard dove smaschera il Vero Potere e descrive in modo semplice una teoria complessa come quella monetaria. Tutti i suoi articoli sono degni di divulgazione, sono carichi di sincera passione e umanità. Per questo l’opera di Barnard va riconosciuta e l’autore ringraziato. SEMPRE.

Qui si mette in discussione l’impostazione strategica di questa dottrina economica, una strategia finora fallimentare e le maggiori responsabilità spettano proprio a chi per primo in Italia la fece conoscere.

Le capacità relazionali in situazioni conflittuali di questo tipo sono tutto e Barnard non sembra avere queste capacità.

A giudicare dai litigi tra capetti e sostenitori, nemmeno gli italiani della mmt sembrano avere grosse capacità relazionali e spesso somigliano troppo al loro “maestro”.

Poniamo il caso che alle prossime elezioni diventi premier un fautore delle politiche keynesiane e che assuma Mosler come consulente. Quanto tempo volete che i media ci mettano a scoprire che il massimo divulgatore di Mosler in Italia – Barnard appunto - ha esibito il pene eretto sul suo sito web? Verrebbe da dire che i media hanno affossato Berlusconi per molto meno!

Quale credibilità può avere la mmt dopo simili atteggiamenti? Vengono in mente le parole di Giulietto Chiesa, ormai qualche anno or sono, incappato nella bagarre internettiana cui Barnard ha costretto nel tempo il bravissimo Giovanni Zibordi del sito Cobraf, Beppe Grillo e tutto il movimento a 5 stelle, Paolo Bagnai di Goofynomics e infine lo stesso Warren Mosler

G. Chiesa:

Barnard mi ricorda perfino, con severo rimprovero, che io guido un movimento, Alternativa, «che rischia ora di usare immense energie su una strada del tutto sbagliata». Torno a dire che le energie di cui disponiamo non sono così immense. Ma faccio fatica a capire di quale strada sbagliata parli Barnard. E quale sarebbe la strada giusta che Alternativa dovrebbe seguire. Francamente non vedo proprio nessuna strada in quel suo modo di procedere. Tra l'altro, programmaticamente, da solo. Ma è scelta sua, da non confondere con la mia. Chi sceglie di camminare da solo dovrebbe astenersi dal dare consigli a chi ha sempre cercato di camminare in compagnia. Sono due tipi di passeggiate molto diversi tra loro… Non mi sento un guru. Sono troppo vecchio per pensare di cominciare una carriera politica a 71 anni. Il mio obiettivo è quello di far crescere un gruppo di dirigenti nuovi. E non mi pongo proprio il problema se mi abbandoneranno o meno. Il problema è mio, di quando, per gli acciacchi o per altro, sarò costretto ad abbandonarli io. L'essenziale è che restino uniti e non cedano. L'essenziale è che non pensino di poter fare da soli.”

Cosa evidenziava di tanto importante Chiesa in questa polemica?

Che Barnard cammina da solo perché gli altri neokeynesiani, in pratica, per lui o non capiscono, o non vogliono, o sono dei traditori. E la cosa, aggiungiamo noi di Micidial qui, è che molti sostenitori e attivisti mmt gli somigliano, cioè rivelano un carattere simile, molto rancoroso e litigioso, come se il movimento in Italia avesse avuto successo perché c’era Barnard e non per una sua intrinseca forza. Questo è preoccupante e Mosler lo ha capito benissimo. Mosler, tra l'altro,  è arrivato in italia la prima volta a parlare di mmt grazie a Zibordi e all'IT forum di Rimini, non grazie a Barnard .

Mosler ha in testa una strategia precisa e secondo noi consiste nel farsi chiamare dal governo italiano per tirare il paese fuori dalla m…. (finisce per erda, tanto per citare). Un tentativo già fatto con Barnard ma fallito perchè, a nostro avviso, aveva seguito gli interlocutori sbagliati e insultando tutti strada facendo.

Temiamo che questa strategia – anche se finalmente chiara – sia rischiosa perché anche qualora questo avvenisse, basterebbe un alito di vento per precipitare di nuovo nella fossa. Esattamente quello che accadde, mutatis mutandis, all’Argentina, che abbandonò il programma di Mosler dopo essersi ripresa grazie a lui dal default del 2001.

Micidial ha in mente diverse strategie che la mmt potrebbe percorrere, ma una cosa è certa: quella intrapresa da Barnard conteneva errori macroscopici e grossolani che hanno avuto l’effetto di spaccare il movimento neokeynesiano in almeno 3 tronconi: il gruppo Economia per i cittadini (Epic); il movimento dei gruppi territoriali me-mm; i gruppi facebookiani favorevoli ad una mmt proBarnard.

Neanche il partito comunista italiano era riuscito in una simile impresa ed a spaccarsi in tutti sti pezzi, ma li era più comprensibile, trattandosi di un colosso!

Ricordiamo a tutti, per esempio, che il nazionalsocialismo (che peraltro applicava teorie keynesiane in economia!!!) fu respinto dal belpaese anche grazie allo spirito di Salerno inaugurato da Palmiro Togliatti, comunista filosovietico che non esitò un secondo, di fronte alla minaccia nazista, a cercare l’aiuto di liberali, cattolici, persino monarchici. In altri termini, Togliatti unificò gli antifascisti italiani e diede loro delle priorità.

La priorità dei teorici keynesiani deve essere quella di produrre politici keynesiani, oppure e soprattutto quella di organizzare un movimento avente carattere POLITICO e non esclusivamente intellettuale e divulgativo.

In subordine, ma moooolto in subordine, arrivano le ruvidità dei vari Basciu o Mosler negli scambi di posta elettronica!!! In subordine, ma mooolto in subordine, vengono gli inviti dai sindaci, i libretti divulgativi, le convocazioni in Vaticano ecc ecc.

Ultima considerazione su Mosler: l’accusa più ridicola che viene fatta a Mosler da Barnard e dai suoi fedeli, è che sarebbe un ricco trader. Un amerikeno con la kappa.

A parte che essersi arricchito facendo affari è molto più nobile che farlo sfruttando gli operai nella fabbrichetta di papino, il fatto che Mosler sia un trader lo rende molto più credibile, in verità.

Il mondo è pieno di economisti che non capiscono dove vanno i mercati e perdono soldi in borsa.

Il mitico Keynes, ma guarda un po’, si arricchì con gli investimenti, anzi fu senza dubbio un grande trader. E questo è secondo noi il miglior segno che di economia e di strumenti finanziari ne capiva veramente tanto.

Barnard continuerà a fare quello che ha sempre fatto bene: il giornalista ed il divulgatore. Sarà obbligatorio ricordarlo come il miglior divulgatore sovranista in Italia. Quello che scrive Barnard sul pensiero unico in economia e il potere e la vergogna del progetto Unone Europea è TUTTO GIUSTO, ma non ha dimostrato di essere (o di voler essere) un leader.

E’ il migliore nel farci arrabbiare e nel farci capire cosa sia il Vero Potere, ma è il peggiore nell’aggregarci.

2 Commenti

  1. Credo che questo post sia la sintesi perfetta del personaggio. Tuttavia ritengo anche che egli stesso abbia riconosciuto la mancanza della sua capacità relazionale e di scendere a patti e in virtù di ciò ha sempre rinnegato la parte politica del suo lavoro. Ora mi chiedo sono circa 10 anni che scrive queste cose non c’è nessuno che avrebbe potuto sopperire questo difetti e operare al posto un’attività più vicina ai partiti/poteri grossi? Può essere che abbia scelto le persone sbagliate anche se il tentativo più importante credo sia stato fatto con i 5s che in quel momento erano la migliore possibilità visto le derive europeiste/democristiane della sinistra e la fine di un’era della destra. Sicuramente lui è uno fuori di testa ma non posso dargli troppe colpe per la parte strategica quella deve essere fatta da persone che ci sguazzano nel potere e che hanno la faccia pulita… Lui aveva perso credibilità già molto prima del problema delle erezioni o delle beghe con Mosler. Davvero in questo momento non vedo un futuro e uno spazio di rilievo per i movimenti neokeynesiani in Italia, ma credo più per un’ignoranza generalizzata di quella che è l’economia anche tra i potenti che per il carattere alquanto particolare di Barnard.

  2. Assolutamente ben fatto e illustrato.

    È come dici.

    «Quello che scrive Barnard sul pensiero unico in economia e il potere e la vergogna del progetto Unone Europea è TUTTO GIUSTO, ma non ha dimostrato di essere (o di voler essere) un leader.
    E’ il migliore nel farci arrabbiare e nel farci capire cosa sia il Vero Potere, ma è il peggiore nell’aggregarci.»

    è perfetto per spiegare MERIRTI enormi di Barnard assieme a limiti come Comunicatore e creatore di consenso.

    ma tutti i “Profeti” son antipatici nell’epoca in cui profetano…

    🙂

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