Imitando Warren Buffet

Ok, l’invidia è una brutta bestia. Quando gli investitori pensano a Warren Buffett, una delle persone più ricche del mondo grazie al trading, ecco che la “bestia” ci guarda dentro nel profondo.

Per molti, Buffett è un mito assoluto, uno che merita ciò che ha ottenuto perché bravo. Talmente bravo da essersi guadagnato il titolo di oracolo di Omaha. Noi, invece, sarà per l’invidia, qualche sospetto lo avanziamo (ma avanziamo anche qualche consiglio sulla sua operatività).

Buffett è noto essenzialmente per una cosa (ma chi li ha mai letti i suoi libri? in pochissimi): l’oracolo di Omaha investe in società sottovalutate.

Fa le sue analisi, si studia i bilanci e se vede che il titolo azionario di riferimento è sottovalutato, se lo compra e lo tiene.

Buffett, inoltre, invia ai soci relazioni annuali e convocazioni di assemblea e le rende pubbliche!

“Mai provato a fare soldi col trading a breve termine. Io investo con l’idea che i mercati potrebbero chiudere il giorno dopo e non riaprire per i prossimi cinque anni.”

Ecco, diremo che con questa frase Buffett si è presentato.

Buffett piace. Piace molto perché ha fatto i soldi, e tanti, perché spiega la sua strategia in modo chiaro e sembra tutto semplice e perché consiglia di investire come maratoneti e non come centometristi. Quindi solo sul lungo periodo e solo in quello che si capisce e si conosce; il che, per dirla tutta, è una forte tirata d’orecchi per i day traders, cioè per quegli speculatori che arricchiscono i broker con tante operazioni settimanali e però poi perdono soldi in borsa con percentuali superiori al 90% secondo statistiche ufficiali.

Un vincente che sfotte i perdenti insomma

MA C’E’ UN MA!!!

Perché non è così facile fare come Buffett? Cosa si potrebbe fare per replicare i suoi trade vincenti?

3 MOTIVI PER CUI NON POTETE INVESTIRE COME WARREN

1. Non è vero che Warren sia un self made man. Suo padre era un deputato del Congresso americano, la crema della società statunitense. In termini di conoscenze, infarinatura famigliare, disponibilità finanziaria, Buffett appartiene a una delle poche centinaia di famiglia straricche d’America: quelli che possono.

Quindi, per fare come Buffett, dovreste essere figli di un deputato del parlamento.

2. Quando voi comprate diecimila euro di Unicredit, la banca potrà salire in borsa o scendere. Quando entrano in campo i miliardi di capitali di Buffett, ciò condiziona il mercato. Se lui compra, il titolo sale; se lui vende, il titolo scende. Quindi, la società di Buffett condiziona il mercato. Per la serie, ti piace vincere facile?

Bongi bongi, bon bon bon!!!

3. Buffett compra e tiene, di rado vende. Per farlo non bisogna avere problemi di liquidità: L’oracolo ci riesce perché passa giorni e giorni a studiare i bilanci. Chi di voi ha le competenze e il tempo per studiarsi il bilancio della Coca Cola o di Johnson and Johnson?

Vista sotto questi 3 aspetti, insomma, l’operatività di Buffett è si meritocratica, ma meno di quanto si sia sempre creduto e, soprattutto, impossibile da replicare.

MA ANCHE IN QUESTO CASO C’E’ UN MA (grande come una casa)

Tenetevi forte: Warren Buffett dichiara sempre quello che farà!!!

Lo so che molti lo sanno già, ma allora perché non comprano quello che scrive Buffett nelle interviste e nei report se non sbaglia un colpo?

Quando abbiamo iniziato a seguire il capo di berkshire hathaway – la società di investimenti di cui è fondatore – Buffett ha chiaramente scritto che l’oro non produce nulla e non distribuisce dividendi e che quindi è un asset da tenere solo in modo limitatissimo. Era il 2011 e l’oro in quell’anno è svoltato al ribasso da 1900 dollari l’oncia a meno di 1100.

Da 4-5 anni Buffett ha precisato che l’azionario era fortemente sottovalutato e che era l’ora di mettere nel portafoglio anche fino al 100% in azioni americane. Risultato? L’SP500 è passato dai circa 1000 ai 2200 punti di indice, cioè più che raddoppiando il rendimento.

Tutte queste cose Buffett, che come già detto condiziona i mercati, ce le dice PRIMA…

È proprio vero che l’investimento ha a che fare con la psicologia più che con la tecnica!

Sul suo metodo di gestione dell’investimento, ci soccorrono le parole di Alessandro Fugnoli

“Chiunque può iniziare con un portafoglio di titoli di crescita (o con un buon fondo che crei anche un po’ di alfa) e mettere da parte, iniziando da metà ciclo, i flussi di cassa via via generati, impiegandoli magari in un buon fondo con duration moderata, per poi ritrasferirne una parte verso l’azionario all’inizio del ciclo successivo. L’asimmetria evidente nel metodo (si compra nella prima metà di ogni ciclo e non si vende mai) esce confermata dagli studi empirici di finanza comportamentale. L’errore più diffuso e costoso non è quello di comprare tardi, come si potrebbe pensare, ma quello di vendere presto. È noto e dimostrato che si soffre di più per una perdita di quanto non ci si rallegri per un guadagno. Questa asimmetria ci porta paradossalmente a tormentarci nelle fasi in qui siamo in utile (vendo? non vendo? e se poi scende?) e a rassegnarci e pensare ad altro in quelle in cui perdiamo. È per questo che, alla fine, vengono fuori piccoli utili e grandi perdite. Il metodo Buffett corregge questa distorsione senza relegarci alla passività totale.”

Per questo 2015, l’oracolo ha già parlato e (forse) siamo ancora in tempo per prendere in esame le sue decisioni.

Il bazoka di Draghi, il QE, deve averlo parecchio ispirato se è vero che da qualche mese (febbraio) sta studiando per la prima volta l’azionario europeo, con particolare riferimento alla Spagna.

p.s messaggino per i ragazzi di Podemos: siete un partito simpatico, ma se c’avete contro Buffett, per voi sarà durissima

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.