La Grecia Sta Per Uscire dall’Euro

Ho visto questo titolo, poi mi sono svegliato dal sonno ed ho bevuto la solita tazza di caffè fumante. Già, perché l’uscita dell’euro sarebbe per noi di Micidial un sogno, anzi, la fine di un incubo chiamato euro. Varoufakis, al solito, sta prendendo tutti per i fondelli magistralmente facendo per una volta la parte del poliziotto cattivo (“uscire sarebbe un disastro per noi” e blablabla), mentre il suo collaboratore, il ministro Nikos Voutsis, ha fatto stavolta la parte del cattivo (“non pagheremo la prossima rata di debito al Fondo Monetario Internazionale” e blablabla, poi smentita dal partito).

Non sappiamo come l’abbia presa la Presidentessa del Fmi Christine Lagarde, ma non è escluso che si sia tolta lo stuzzicadente che si ritrova infilato nell’ano fin dalla nascita e poi abbia esclamato: ah!!! MERDE!!! (in francese, senza pronunciare l’ultima vocale).

Il guaio è che, purtroppo per noi e per il popolo greco, l’Europa accetterà di regalare a tutti torte Sacher e bistecche di vitello di Kobe piuttosto che far uscire la Grecia dall’euro e accelerare l’effetto domino.

Fin qui la nostra disamina politica. Ed è evidente che tra qualche anno sarà su tutti i libri di storia che l’euro è una truffa e come tale sarà infatti da tutti ricordato.

Ma la cosa più fastidiosa della vicenda è un’altra ancora:

il moralismo della gggènte sul debito

Quel che non va giù ai sostenitori “popolari” dell’euro, cioè alla gente comune, non è tanto il fatto che la Grecia stia facendo tentativi per uscirne, quanto il fatto che chieda e abbia chiesto soldi a varie istituzioni e adesso non voglia o non sia in grado di ripagare.

Il famoso: “siete vissuti al di sopra delle vostre possibilità”, insomma.

Su questo crediamo debba essere fatta un’operazione verità anche se sappiamo che il ragionamento è e rimarrà ai più del tutto antintuitivo.

Quando si fanno dei prestiti a terzi soggetti è moralmente corretto sostenere che essi vadano ripagati …. SOLO SE QUESTI PRESTITI NON SONO STATI FATTI PER GUADAGNARCI.

Prestare soldi per guadagnare altri soldi (in più) senza quindi produrre alcunchè, è tutto da dimostrare che sia eticamente corretto.

La legittimità del prestito ad interesse (usura) è più un parere, un’opinione condivisa, ma che si è affermata con lo sviluppo recente del capitalismo, e che pur tuttavia per diversi secoli è stata ritenuta un peccato mortale.

Un peccato che la religione, per esempio, condannava e puniva.

Se io o un istituto qualsivoglia (banca, fondi, ecc.) prestiamo soldi ad un soggetto X in cambio di una percentuale di interesse, significa una cosa sola ed una soltanto: si sta guadagnando senza produrre un tubo!

Si sta guadagnando senza lavorare (nell’accezione classica del termine)

Quindi, l’assunto di base che i debiti vadano ripagati è più legato al diritto che alla morale. Idem per l’idea che sia cosa giusta prestare per guadagnare sfruttando le condizioni di bisogno di chi denaro non ne possiede.

Se io, ad esempio, eredito un milione di euro e presto questi soldi guadagnandone un misero 3% ebbene io in realtà sto incassando in un anno 30mila euro, cioè molto di più di quanto porti a casa un operaio metalmenccanico che si spacca la schiena tutto il giorno alla catena di montaggio… e tutto questo SENZA che io abbia alcun merito chiaramente individuabile.

Quale sarebbe il merito? Aver ereditato?

Suvvia, non scherziamo

Dunque, la tesi per la quale sia giusto guadagnare prestando soldi è altrettanto discutibile della tesi per la quale chi ha debiti debba onorarli.

Perché si dovrebbero onorare i debiti? Perché è giusto? NO. I debiti si devono onorare perché in caso contrario diventa difficile se non impossibile contrarne altri, di debiti. Ma a questo problema la Grecia può ovviare facendo riferimento alla sovranità monetaria (stampando) o tramite il soccorso di altri paesi che posso ritenere di avere vantaggi a prestare (la Russia?)

Infine, ultimo ma non ultimo, la credenza popolare per la quale i debiti vanno rimborsati perché “è giusto” non trova riscontro nemmeno nel concetto finanziario di rischio.

Quando si presta ad un amico, ad un parente, ad un figlio, spesso, si pretende solo la restituzione del denaro in tempi stabiliti, ma se si presta ad un privato per interesse, allora si accetta nel patto – più o meno implicitamente – che il soggetto terzo possa anche non restituirmeli, dichiarando fallimento.

Se così non fosse, non si vede perché gli interessi siano diversi (più alti o più bassi) a seconda che si presti denaro alla Turchia piuttosto che alla Germania; al Brasile piuttosto che alla Norvegia; a Luxottica piuttosto che a Canistracci Oil.

Sapete quanto ha pagato di interessi – SOLO DI INTERESSI – l’Italia in questi anni?

3.100 milardi di euro!!!

si, avete letto bene, con un debito complessivo di circa 2.000 miliardi (che erano molti meno fino a qualche anno fa), l’Italia ha pagato ai creditori 3.100 miliardi in tre decenni. E’ più chiaro così? Vi suona più chiaro? Scusate eh, ma non saprei farvi un disegnino.

1 Commento

  1. Lodevole il tentativo di spiegare la restituzione dei debiti dal punto di vista dell’etica. Mi domando, però, se per l’italiano medio l’etica rappresenti ancora un valore, intendo un valore da perseguire.
    Nelle discussioni, che mi capita di avere sul problema del debito, ho trovato che faccia più presa il tema della responsabilità delle parti coinvolte: se il debitore ha tutto l’interesse ad attingere al più ampio credito possibile, è pur vero che il creditore ha tutto l’interesse a verificare la solvibilità del proprio debitore.
    In questi reciproci tentativi tra creditore e debitore le banche, gli istituti di credito, le istituzioni finanziarie nazionali ed internazionali hanno sicuramente un vantaggio, perchè hanno gli strumenti per compiere corrette valutazioni.

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