Tesi Antitesi e Sintesi del Pil Italiano

Ripresa del Pil, +0,3 per cento nel primo trimestre del 2015, dopo ben 13 cicli di recessione. Se continuasse così, saremo al + 1,2 per cento su base annua E’ una buona notizia? E’ una cattiva notizia? Il dato, di per se, non dice nulla. Può avere un rilievo se investite in strumenti finanziari. E’ insignificante, anzi negativo se siete studenti o lavoratori.

Per spiegare la nostra ipotesi relativista sul pil italiano ci soccorre una battuta raccontata dal filosofo sloveno Slavoj Zizek sulle cattive notizie/buone notizie.

La barzelletta comprende l’intera triade notizie buone-cattive-buone, illustrando in modo efficace la triade hegeliana implicata nella «riconciliazione» finale: dopo che la moglie ha subito un lungo e rischioso intervento chirurgico, il marito si avvicina al medico per conoscere l’esito dell’operazione. Il dottore comincia: «Sua moglie è sopravvissuta, probabilmente vivrà più di lei. Ma ci sono alcune complicanze: non sarà più in grado di controllare lo sfintere, quindi perderà continuamente escrementi dall’ano; inoltre, le uscirà in continuazione un flusso gelatinoso, giallo e maleodorante dalla vagina, così di sesso non se ne parla. Infine, avrà una disfunzione della bocca e le cadrà cibo…». Notando l’espressione di crescente panico sul volto dell’uomo, il medico gli dà un colpetto amichevole sulla spalla e sorride: «Non si preoccupi, stavo solo scherzando! È tutto ok – sua moglie è morta durante l’intervento».

Come nella barzellettina, cos’è che scatena l’illusione? Il fatto che la prima notizia –quella che in Hegel si chiamerebbe TESI – sia vera e buona. Nel nostro caso la tesi è il riformismo che aumenta il prodotto interno; nel caso della moglie, la sua sopravvivenza al delicato intervento.

I blog economici e i media maistream in queste ore stanno commentando la notizia sul Pil schierandosi (al solito) in due schieramenti calcisticamente contrapposti: Ottimisti vs Pessimisti. Gli ottimisti dicono che Renzi sta facendo le cose giuste, i pessimisti che uno zero virgola dopo mesi di recessione è fisiologico e che per tornare ai livelli del 2007 di questo passo ci metteremo una generazione.

Per chi lavora o studia il dato è grave, perché la solita propaganda pre-elettorale fornirà l’ennesimo alibi al governo per NON fare l’unica cosa corretta per la crescita dell’occupazione dei salari: il contrasto alla globalizzazione economica e alla tecnocrazia europea!

Per chi investe, invece, il dato si fa interessante e potrebbe portare un travaso di liquidità dagli investimenti pseudosicuri – obbligazioni/conti deposito, che però non rendono nulla – verso gli asset a rischio, alla gestione bancaria dei patrimoni, ai fondi, ecc.

In altre parole, i dati sul pil italiano ai quali aggiungiamo la delusione per i dati del pil tedesco potrebbero favorire nei prossimi mesi il FTSE MIB anche rispetto al Dax tedesco che in questi anni in Europa ha tirato la carretta dei corsi finanziari-

Micidial sta monitorando Unicredit e Banca Intesa che solitamente tendono a guidare e quindi a replicare l’andamento dell’indice dei primi 40 titoli quotati a Milano.

 

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