Come diversificare un portafoglio in modo efficiente?

Quando qualcuno mette in discussione il concetto di diversificazione, mi viene sempre in mente quella vecchia barzelletta dei Clinton, nella quale Hillary, moglie del famoso presidente americano, stava visitando una fattoria del Massachussets.

Vedendo la virilità di un gallo che trombava come un ossesso, chiese al proprietario:- Mi dica, quante volte al giorno si accoppia un gallo normale?

Molte volte! – fu la risposta- Lo riferisca al presidente! Esclamò allora Hillary divertita.

Quando il presidente seppe della frecciatina della moglie, rimase un po’ sconcertato. Poi un dubbio lo colpì…- Il gallo si accoppia sempre con la stessa gallina?-si informò.

No, ogni volta con una femmina diversa!

Bene – concluse caustico il Presidente – riferitelo a mia moglie! ‘

Oro, azioni, obbligazioni. E se comprassimo tutti e 3 gli asset diversificando come un gallo? Che ci crediate o no, non tutti hanno voglia di seguire giorno per giorno gli investimenti. La maggior parte delle persone preferisce affidare i risparmi a banche e consulenti escludendo il fai da te più per fatica che per scarsa propensione al rischio, ma affidare il portafoglio ai 3-4 asset per eccellenza (oro-azioni-obbligazioni, cash), può rappresentare la vera soluzione.

Quello che cerchiamo di smentire qui è che si possano aver interessi alti solo facendo trading ossessivo – compulsivo.

Lo sappiamo, la compravendita di azioni può dare enorme soddisfazioni. Chi si affida al Buy and old, invece, ha preso talvolta sonore mazzate. Complice la retorica finanziaria degli anni ’90 durante i quali vigeva lo slogan (cazzaro) del “compra compra che tanto prima o poi sale tutto…”

La storia ci ha insegnato, invece, che se tengo soldi in azioni e le accumulo mettendo la testa sotto la sabbia rischio molto. Idem con patate per i metalli preziosi, le commodities e le obbligazioni. Se non credete sia così chiedetelo a chi ha comprato i tango bonds nel 2000, oppure lehman brothers nel 2006 o tiscali nel 2001, e questo solo negli ultimissimi lustri. Il mito del buy and old è, appunto, un sogno che talvolta si realizza, ma spesso anche no.

Un portafoglio, invece, che si fosse limitato ad accumulare 1/4 in oro, 1/4 in azioni, ¼ in obbligazioni e ¼ in liquidità avrebbe abbassato la volatilità e perfomato meglio dei rispettivi banchmark di riferimento.

La cosa più efficace, per ogni asset considerato, sarebbe quella di accumulare un ASSET quando la media mobile a 200 giorni di tale asset viene violata al rialzo e venduto o ridimensionato quando invece la media viene violata al ribasso.

Già, ma anche posto che queste performance valgano anche per il futuro, IN CHE MODO investire su oro, azioni e obbligazioni?

OBBLIGAZIONI. Il nostro monitoraggio tiene conto di obbligazioni “sicure” perché agganciate all’area euro in generale e non al singolo paese, al fine di ridimensionare al lumicino il rischio default dell’emittente. Sotto osservazione gli etf obbligazionari che diluiscono il rischio emittente (anche sa va a remengo la grecia o il portogallo, chissenefrega visto che l’etf …). Inotre ci sono etf che investono su titoli di stato che investono su tutte le scadenze, diversificando ulteriormente rispetto ad una singola obbligazione. Infine, il taglio minimo di acquisto dell’etf non esiste, mentre il singolo bond a buona resa (i famigerati high yeld) avrebbe taglio alto per l’acquisto e quindi inaccessibile ai più. Insomma l’etf obbligazionario ti consente di comprare al taglio che vuoi anche migliaia di bonds tutti assieme appassionatamente e a diverse scadenze e con tagli di ingresso inesistenti, essendo che l’etf funziona a singole quote come l’azione di borsa.

ORO. Micidial ha sempre posto un focus sull’oro fisico di lungo periodo considerandolo come un’assicurazione dalle elevate qualità estetiche. Quindi, NON come un titolo speculativo da comprare e vendere ogni tot di tempo. Tuttavia, al fine di rendere credibile l’impostazione di partenza (oro-obbligazioni-azioni-liquidità) la quota riservata all’investimento in oro dovrebbe essere orientata ad un etf gold dalle spese basse (ce ne sono un sacco… scegliete quelli più liquidi e dai costi bassi). Per chi non volesse una replica del gold pura e semplice, potrebbe essere interessante puntare sulle società estrattive, il cui andamento è preso in considerazione da questo etf qui, per esempio, fresco di quotazione: NYSE Arca Gold BUGS Index UCITS ETF con codice ISIN: LU0259322260

L’oro è molto poco correlato con l’indice azionario globale. Il che significa che, finora, quando l’oro sale, la borsa “mondiale” sale meno o addirittura va indietro. Questo rappresenta un vantaggio perché abbassa il rischio dell’investimento in generale e permette di calvacare i lunghi trend storici dell’oro (quello degli anni ’80, per esempio è stato una meraviglia)

AZIONARIO. Per rendere efficace la strategia che stiamo testando, sconsigliamo il singolo titolo. Molto meglio un etf che replichi l’andamento dei corsi finanziari a livello mondiale. Vi chiediamo a tal proposito di buttare un occhio sul MSCI Word Ishares.

Prodottino mica da ridere perché replica l’andamento di 1500 titoli azionari, tra i quali Apple, che rappresenta l’1,52%. Una roba che vien giù per davvero solo se viene giù il mondo: appunto!

ATTENZIONE: le controindicazioni sono per il rischio cambio. Se l’euro si apprezza questo fatto ridimensiona la resa dell’etf (che invece è quotato in dollari). Tuttavia esiste anche la versione hedged che abbatte il rischio cambio. Se si opta per questo etf “coperto”, il codice Isin è IE00B441G979

LIQUIDITA’ Buoni postali indicizzati inflazione et similia. In passato la loro resa era davvero importante, oggi moooolto meno (0,10% + inflazione che però negli ultimi tempi + stata quasi inesistente). Allora, perché prenderli in esame? Perché l’inflazione può tornare e se torna sono dolori de panza. Questo strumento, tutela più di altri. Non solo, l’istat ha buone capacità di prevedere l’inflazione e quindi basta guardare la previsione per incrementare o abbassare il peso dei buoni nel nostro portafoglio “ideale”

DOMANDA: la base di partenza del portafoglio è ¼ del capitale destinato all’investimento per ogni singolo asset, ma quando e come modificare questa distribuzione?

Quando un asset su time frame giornaliero viola al rialzo la media mobile a 200 giorni si incrementa la percentuale di carico riducendo parimente gli altri. Quando l’asset viola al ribasso la media mobile, allora si liquida la posizione spostando il capitale in cash (i buoni postali). In alternativa il ricavato può andarsene a incrementare gli altri asset se seguono un trend ben delineato sopra la media mobile a 200.

Ovviamente, e come al solito, il succitato post non rappresenta un invito all’investimento, ma offre un’analisi storica dell’andamento dei corsi finanziari di lungo periodo

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