Come Risparmiare il 35% l’Anno Kakebando

L’agenda dei conti utilizzata in Giappone per tracciare la contabilità di casa ha un nome che nel suono italiano evoca la defecazione: kakebo. Nonostante il nome che in italiano non sembra particolarmente fortunato, occorre dire che invece Vallardi, editore di “Kakebo. Il Libro dei conti di casa”, risulta essere il più venduto su Amazon nella categoria della gestione delle finanze personali, lasciandosi alle spalle anche il mago del trading Stefano Fanton (comunque sul podio a ricoprire ben due delle tre posizioni disponibili).

Incuriositi, siamo andati a vedere di cosa si tratta e non riuscivamo a credere ai nostri occhi, quasi persuasi che i nipponici ci avessero copiato l’idea.

La pratica del kakebo, infatti, è una condotta quotidiana di vita che sintetizza molto del progetto di Micidial.it e che si porta avanti dalla notte dei tempi

In cosa consiste il Kakebo? Nel segnarsi quotidianamente le spese in un’agenda appositamente predisposta. Siccome chi scrive fa questa operazione la sera, dedicandoci non meno di cinque minuti e almeno dagli anni ’80, ho subito pensato “ma dai!”, possibile che una cosa che si fa con naturalezza e da sempre possa essere descritta in un libro come il Santo Graal del risparmio?

Si! con estremo stupore dall’analisi del kakebo si scoprono due cose illuminanti.

La prima è che quasi nessuno (in occidente) si segna le spese sostenute giorno per giorno. Quindi chi lo fa, diventa tout court un innovatore, un rivoluzionario. Ci siamo stupiti a scoprirlo, per chi scrive è infatti come se avessero pubblicato un libro sulla buona pratica del lavarsi i denti. La compilazione quotidiana di una nota spese è una pratica inedita.

La seconda è che registrare le spese sostenute non serve solo a mettere ordine, ad avere controllo, ma fa risparmiare in misura importante. Su questo punto sveliamo ora i segreti del kakebo, risparmiando PURE sull’acquisto dell’ebook (ehehehe). Della serie: a noi Zio Paperone ce fa na pippa.

I segreti del kakebo.

Tutte le sere, prima di spiaggiarsi come balenotteri sul divano, occorre prendere la penna e dedicare 10/15 minuti alla registrazione delle spese effettuate durante la giornata.

No, non vale scrivere le stesse cose sui fogli excel o word predisposti. La funzione controllo viene statisticamente meno. La versione italiana del kakebo si può acquistare anche per il kindle, cioè in formato elettronico. I motivi rimangono per noi un mistero, al netto del fatto che così su amazon se ne vendono di più. Se infatti il testo italiano fosse composto esclusivamente di contenuti e di principi non sarebbe strano il formato elettronico, ma trattandosi di un agenda dove segnale le cose…

Prima di iniziare l’operazione di registrazione occorre predisporre i fogli in formato settimanale e dunque mensile.

Ad inizio mese, sulla prima pagina ci registriamo tutte le entrate e le uscite certe, quelle che già conosciamo

Cosa significa? Significa che sappiamo già a quanto ammonta il nostro stipendio. Dunque lo segniamo e poi mettiamo le spese fisse. Se, ad esempio, pago un abbonamento al treno o un affitto questi dati già li conosco e posso segnarmi immediatamente l’entrata fissa e l’uscita fissa

Alla fine di questa pagina preparatoria del MESE ci annotiamo dunque il totale delle entrate, il totale delle uscite e la differenza tra le 2 voci

Ciò significa, ad esempio, che se abbiamo uno stipendio di 1200 euro e di affitto paghiamo 400 e che questa è l’unica uscita sicura scriveremo la differenza (800 euro, dal nostro esempio). Tale differenza sarà l’importo dal quale andremo ad attingere nei restanti giorni del mese, cioè la DISPONIBILITA’

Infine, uno spazio sarà dedicato a note obbligatorie, come eventuali obiettivi che vogliamo raggiungere.

Se, per esempio, volessimo eliminare con una disdetta il fisso mensile dell’abbonamento a sky DOBBIAMO SEGNARCI A INIZIO MESE QUESTO DESIDERIO/PROPONIMENTO

Sui fogli settimanali, invece, andremo a segnare le spese incontrate di volta in volta.

Il trucchetto consiste nel segnare queste spese non solo voce per voce acrivendo cose del tipo “3 euro di bar” o “1 euro di latte”, ma SPECIFICANDO le singole voci per categorie.

Quali sono le categorie?

Kakebo individua 4 aree: SOPRAVVIVENZA – OPTIONAL – TEMPO LIBERO – IMPREVISTI.

Queste 4 voci a prima vista sembrano discrezionali, ma a ben guardare non lo sono mica tanto. Se compro la pasta al supermercato tale spesa andrà sotto la voce sopravvivenza, se compro una bottiglia di vino al bar perché mi arriva la domenica sera un parente da Tallin (ma stattene a casa!!!) questo sarà messo sotto la voce imprevisti, invece

se bevo un aperitivo di aperol e prosecco questo starà sotto la voce optional. Si tratta in tutti e tre i casi esposti di alimenti, ma le categorie di riferimento sono molto diverse.

L’errore più comunque di chi fa queste cose, infatti, è quello di non individuare bene le categorie, mettendo nel nostro esempio, il tutto sotto la voce “alimenti”.

Nell’ultima riga della nostra tabella riportiamo il totale per tipo di spesa. e nell’angolo in fondo a destra trascriviamo il totale generale della settimana.

Alla fine di ogni settimana dovremo dunque avere i totali in euro per ogni singola categoria. Idem faremo alla fine del mese e dalla differenza tra quanto segnato all’inizio (mensile al netto delle uscite già note) e quanto registrato settimanadopo settimana avremo il RISPARMIO NETTO MENSILE.

In un prossimo articolo come strumento forniremo le tabelle che noi abbiamo predisposto e stampato, ma che ognuno può personalizzare a piacimento. Se preferite, compratevi l’agenda, ma tenete conto che siamo a giugno e che metà delle tabelle del libro sono per voi ormai fuori uso (dubito che abbiate tenuto gli scontrini di 6 mesi di spesa)

Perché funziona?

Il kakebo è uscito di recente, nel 2014, ed è il primo in Italia del genere. Le donne, spesso preposte a questo tipo di contabilità casalinga, sono impazzite per questo tipo di letture che è diventata una sorta di guida tormentone, infarcita da bloggers.

Noi di Micidial vogliamo uscire da questa atmosfera un po’ casereccia della questione e inquadrare subito il vero vantaggio del kakebo (che, giova ripeterlo, usiamo dagli anni ’80 e non sapevamo si chiamasse così)

Il metodo fornisce disciplina! Ciò avviene nelle spese esattamente come avviene per l’allenamento dello sportivo. E’ una vera e propria pratica Zen, dove l’ego viene spogliato della sua emotività e messo di fronte all’autocontrollo e alla consapevolezza. Secondo i migliori recensori di questa disciplina il risparmio reale si aggira sul 30 per cento.

Il che per inciso, è di gran lunga superiore a qualsiasi aumento salariale portato a casa dai sindacati ad ogni scadenza contrattuale.

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