Greci e Samurai

Perché i greci dovrebbero temere un’uscita dall’euro se fino a pochi anni fa avevano la dracma e c’erano più occupati di adesso?

No, i timori di una Grexit non hanno a che fare con le importazioni o la produzione o chissà cos’altro; i greci devono drizzare le antenne per un prelievo dei conti privati come ritorsione risarcitoria della Bce a seguito dell’ELA.

L’Ela, infatti, è un meccanismo di liquidità escogitato dalla banca centrale per capitalizzare le banche greche che in questi anni si sono viste svuotare le casse dai correntisti. In altri termini, le banche greche sono rimaste a corto di liquidità perché i cittadini (i più facoltosi), hanno man mano che il tempo passava ritirato decine di miliardi dai loro conti rendendo le banche carenti di soldi. La Bce è corsa ai ripari degli istituti greci rifornendoli con decine di miliardi di euro freschi, cioè nuovi, creati dal nulla.

Lo stato greco, a tutela di questo meccanismo chiamato Ela, garantisce con titoli di stato greci.

Si parla di pure operazioni finanziarie che ben poco hanno a che fare con l’economia reale, ma per quanto di tecnico ci è dato conoscere, l’Ela è un gioco contabile che consente che vi siano i soldini dentro i bancomat.

L’inghippo sta nell’ipotesi di default, che dopo il NO al referendum sulle politiche europee può comportare un prelievo forzoso dei soldi dei greci dal loro conto corrente anche se essi non hanno fatto nulla e sono semplicemente dei privati.

In altre parole, se lo stato greco dichiara default, non ci vanno di mezzo solo i possessori dei titoli di stato greci (che tanto sono le istituzioni europee con meccanismi di vera e propria ingegneria finanziaria), ma anche i correntisti privati, perché la loro liquidità è permessa dal meccanismo Ela, ciòè da fondi concessi alle banche elleniche per un valore di circa 90 miliardi di euro usato a compensazione della fuoriuscita di denaro degli ultimi mesi da parte dei cittadini grechi più ricchi.

Sintetizziamo? I più ricchi hanno ficcato i soldi in cassette di sicurezza e conti esteri (Svizzera, Londra ecc).

Quelli che non potevano farlo perché le spese correnti non glielo consentivano (quindi i più poveri), rischiano di vedersi dimezzare i conti a seguito di una decisione della Ue, che ha in materia già legiferato in tal senso a seguito della nota vicenda di Cipro.

E no, il fondo interbancario, che tutela sulla carta i correntisti fino a 100mila euro di deposito, non sarà sufficiente proprio per niente a coprire il prelievo forzoso della troika.

Questo contorto meccanismo chiamato ELA e il prelievo forzoso – del quale moltissimi greci sono ben consapevoli – andava spiegato per capire in profondità il senso del NO alla troika sancito in queste momento dai greci contro i politici ed i finanzieri del nord europa.

E’ una questione che non ha a che fare con i soldi, ma con la dignità umana. I greci hanno risposto ai tentativi di umiliazione con un orgoglio ed una forza che dovrebbe farci tutti vergognare di quello che siamo e di come la pensiamo sulle vicende del mondo e sui nostri egoismi.

Non so se si è capito bene, allora lo ripeto. I greci hanno detto: ci fate schifo, non accettiamo la vostra impostazione tecnocratica e finanziaria del mondo e se volete i nostri soldi nel conto corrente pazienza, noi vi mandiamo a fare in culo lo stesso.

Posso dire senza esagerare neanche un po’ che per le mie conoscenze storiche è dai tempi della Resistenza che non leggevo di un simile ethos di popolo, di una tale tensione verso un’idea di liberà e dignità umana.

Il colonialismo nordeuropeo, il modello ottuso e tecnico, ha ricevuto la sua prima sconfitta.

Non siamo in grado di sapere se siamo solo all’inizio, ma quel che è certo è che il popolo ha rischiato di brutto e sta combattendo, indipendentemente da quel che farà il governo al potere, che a mio avviso ha meno meriti di quel che si possa pensare sulla vicenda. Forse si può anche congetturare che Tsipras e Varoufakis abbiano proposto il referendum per lavarsene le mani, confidando in una sconfitta liberatoria… chissà! Certamente, anche se del governo greco non ci possiamo ancora fidare, i greci hanno tenuto fede alla loro fama di combattenti, di democratici (nel verso senso del termine, quello partecipativo delle poleis, non quello rappresentativo degli stati) e hanno fatto venire l’emicrania a Merkel, Junker, Draghi e a tutto il gruppo di culi mollli che dall’alto dei loro scragni (ottenuti con l’inganno ed i soldi), prendono in giro i popoli europei.

Coumunque la si possa pensare, è MATEMATICA che questi tecnocrati sono stati in grado di gettare l’Europa in miseria nel giro di pochi anni, abbassandone di fatto la capacità produttiva, l’occupazione, il ruolo geopolitico nel mondo. E lo hanno fatto apposta, sono stati messi li per quello, per abbassare le difese dei popoli e le loro conquiste sociali. Solo persone stupide, ignoranti o profondamente in malafede possono sostenere il contrario e si, questo vale anche per la Germania, che è l’ombra dello stato ricco e sociale che è stato.

I greci forse con questo gesto si saranno suicidati. Chi può dirlo?

Ma di una cosa siamo certi: della Germania rimarrà Bach, non Merkel; dell’Italia Pirandello, non Renzi; della Grecia Platone e Aristotele, non i debiti.

I greci, se morte sarà (figuriamoci…), sarà un suicidio eroico e non della disperazione. Una morte che li consegnerà all’eternità, come accaduto per lo scrittore e poeta Yukio Mishima, che a 45 anni decise a Tokyo di togliersi la vita dopo aver occupato con un gruppo di fedelissimi un palazzo del potere.

Il sepuku di Mishima, l’ultimo dei Samurai, è stato fatto da uomo ricco, colto e famoso, ma in grado di superare i propri egoismi e il proprio naturale individualismo accettando di morire per un’idea.

Mishima, oggi, è diventato un eroe delle destre colte, dal cantautore Skoll a Pierangelo Buttafuoco a quelli di Casa Pound.

Sapete che c’è? Pur non avendo alcuna ossessione identitaria, non m’importa nulla di tutto questo, cioè dell’aspetto vagamente nazionalista della vicenda. Non è solo questo, è qualcosa di più ed ha a che fare col senso della vita.

Mishima allora come Varoufakis ed i greci oggi hanno lottato per delle idee, per la libertà della loro gente e per la comunità in cui vivono e saranno ricordati per secoli, al contrario di pusillanimi mezze seghe come Junker, Draghi, Merkel e Renzi, amebe politiche destinate all’anedottica e considerati dai manuali storici meno dei Bravi di manzoniana memoria.

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