La Cina Non è Così Vicina

In Cina è successo quello che nessun blog o sito finanziario aveva previsto: lo scoppio di una bolla azionaria. E siccome nessuno lo aveva previsto, i post ex post (gioco di parole) non servono più a molto. Chi era dentro con la Cina ha preso una scoppola del 30 per cento in perdita, almeno.

Quel che è utile capire qui è cosa succederà ora ai mercati mondiali.

A nostro avviso la borsa cinese non è importante quanto il mercato cinese. Questo, in soldoni, significa semplicemente che la finanza cinese non è ancora attrezzata e preparata e che quindi un suo crollo non è ancora in grado di tirar giù tutto il sistema come se fosse crollata Wall Street o la City, per intenderci.

Attenzione: la Cina è il futuro dei mercati, ad avviso di tutti, e già oggi traina un mercato che sarà in grado di soppiantare gli americani nel giro di pochi anni. Ma lo sboom non ha a che fare con il mercato, ma con la finanza, nel senso che, per dirla col blogger funnyking di Rischio Calcolato:

le autorità di controllo cinesi si sono dimostrate una farsa ( o semplicemente corrotte), è stato permesso ad aziende senza un business di accedere al mercato e fornire false comunicazioni agli azionisti in maniera seriale. E’ almeno un decennio che esiste questo problema e non è ancora stato affrontato in Cina. Dubito che con queste premesse il mercato azionario cinese e la Cina stessa possano anche solo immaginare di ambire ad un primato in campo finanziario.

Quelli di RC in questi anni di cantonate ne hanno prese parecchie, ma stavolta risulta difficile dargli torto. In fondo, è accaduto quello che sempre accade con le bolle, che tutti si sono buttati a capofitto sulle azioni come se giocassero alla roulette. Brividi, eccitazione da gioco d’azzardo e conti in rosso ora per molti. I trader dell’ultima ora ci hanno perso, quelli professionisti ci hanno guadagnato, ma non occorre neanche esagerare col dramma, se è vero che Shangai ha perso in questi giorni il 30 per cento, ma aveva guadagnato il 150 per cento in un anno.

Aggiungiamo quello che segnala l’ottimo trader Antonio Lengua

CHINA SECURITIES REGULATOR SAYS SHAREHOLDERS WITH OVER 5 PCT OF SHARES CANNOT REDUCE STAKES IN NEXT 6 MTHS

Che per i diversamente anglofoni significa che i cinesi hanno ingessato il loro mercato obbligando chi possiede più del 5 per cento di una società a non vendere. Quindi, se conosciamo i nostri poll.. ehm, squali, gli investitori esteri non saranno ancora interessati ad entrare massicciamente sulla Cina

Che devono fare i piccoli?

Semplice: mai afferrare un coltello che cade. Fuor di metafora: aspettare che vengano di nuovo forati i massimi e consolidati i prezzi per entrare sul mercato cinese, star lontani dalle società e dalle banche pesantemente sbilanciate verso i mandarini. Le bolle, infatti, finora hanno funzionato tutte allo stesso modo, come diceva il trader Jesse Livermore

“In tutta la mia vita, gli investitori hanno agito e agito di nuovo sempre nello stesso modo come risultato di avidità, paura, ignoranza e speranza. Ecco perché le formazioni numeriche e i modelli ricorrono come base costante.”

Semmai, sarà più lungimirante capire dove finirà la liquidità che si è liberata delle società cinesi e seguire il trend che si verrà a forare altrove. Purtroppo, è ancora presto per capirlo.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.