Sfruttare il Piattume del Mercato delle Obbligazioni

I titoli di stato in occidente hanno raggiunto rendimenti ridicoli. Non ditemi che non ve ne siete accorti: tutto ciò che gira che ti rigira ha a che fare col mercato obbligazionario a stento copre dall’inflazione e preserva il potere d’acquisto. In altri termini, oggi come oggi, tenere in saccoccia titoli di stato e prodotti finanziari a questo sistema correlati, come i conti deposito, rende si e no l’uno virgola qualcosa per cento. Addirittura, vi sarebbero stati (la Germania? ehehe) che si finanziano a tasso zero, in pratica.

Fin qui abbiamo detto cose che sanno tutti, Quello che invece pochi sanno è che dietro il mercato obbligazionario c’è un mercato che proporzionalmente sale o scende di prezzo a seconda dei rendimenti che offre con un rapporto inversamente proporzionale. Quando una obbligazione di stato vede scendere i propri rendimenti, asta dopo asta, allora il suo prezzo normalmente sale. Quando una obbligazione di stato vede salire i propri rendimenti, allora il suo prezzo normalmente scende.

Molti italiani (che popolo incredibile) sono convinti che i titoli di stato abbiano un prezzo fisso e che poi alla scadenza (10 anni per i btp ecc ecc), in banca ti ridanno i soldi investiti dopo che a scadenze periodiche è stata messa sul conto corrente la cedola pattuita.

A molti italiani (che popolo incredibile) sfugge il piccolo particolare che i titoli di stato dopo l’emissione sono quotati sui mercati internazionali e che il loro prezzo oscilla a seconda delle compravendite e a seconda delle emissioni successive. Attenti a quest’ultimo punto: se un btp, ad esempio, offre una cedola del 3 per cento annuo e quella emessa dallo stato qualche tempo dopo offre una cedola più alta, il prezzo del btp della prima emissione considerata nel nostro esempio ovviamente scenderà, perché gli investitori che speculano sui titoli di stato andranno a comprarsi il nuovo btp che rende di più e tenderanno a mollare il btp che rende di meno.

Il fatto che la maggior parte degli italiani che hanno soldi in conti deposito, poste e btp non sappiano questo mi ha sempre, come dire, affascinato. E’ come se uno andasse a comprarsi un’automobile nuova senza informarsi se va a benzina oppure a gasolio.

Sta di fatto, che è possibile tracciare diversi scenari su questo aspetto del mercato dei bond di stato e impostare una tattica di guadagno.

Perché i rendimenti dei titoli di stato salgono? Perché i paesi di qeui bond sono considerati più a rischio di prima. Perché i rendimenti di quei titoli di stato scendono? Perché i paesi di quei bond sono considerati più sicuri di prima. Quando i rendimenti salgono i prezzi scendono; quando i rendimenti dei bond scendono, i prezzi per comprare quei titoli salgono.

Bene, fatta questa didattica premessa, a che punto sono i rendimenti ed i prezzi dei titoli di stato? Bè, se abbiamo appena detto che non rendono quasi nulla, ovvio che il prezzo dei titoli di stato oggi come oggi siano alti, altissimi, alle stelle

Lo ripetiamo: Il fatto che i rendimenti dei BTp siano ai minimi storici significa dunque che gli acquisti sono abbondanti e che i prezzi continuano a salire.

Siccome, tuttavia, è da imbecilli investire i soldi in titoli finanziari che rendono pochissimo o nulla, a Micidial pensiamo che la cosa non possa reggere ancora a lungo.

Diciamo, per essere più chiari ancora, che pur senza parlare di ipermegabolla del mercato obbligazionario come fanno tanti da anni con una impostazione più ideologica che tecnica, noi preferiamo tracciare il seguente scenario:

I titoli di stato oggi hanno prezzi molto più alti del passato e con rendimenti prossimi allo zero. Da qualche settimana i prezzi di questi titoli (bund, btp, treasury bonds, ecc.) hanno cominciato a cedere. Dunque, occorre valutare uno shortino sui titoli di stato

Cioè proveremo a puntare sul ribasso dei prezzi dei titoli di stato, anche ottemperando agli annunci della Fed di voler rialzare i tassi di interesse in America, operazione che sempre si accompagna ad un aumento dei rendimenti dei bonds.

Per mettere in pratica questa operazione è preferibile non operare con i futures, che hanno escursioni violente, ma su un etf short. Ce ne sono di vario tipo e così come abbiamo già fatto per lo short sul bund (che è andato benissimo) si tratta di valutare un etf che replichi al contrario (short appunto) l’indice dei vari bonds occidentali con un occhio attento però ai costi di gestione dell’etf stesso.

Per chi, invece, preferisce non avventurarsi in operazioni di lucro ribassista, il nostro avviso è comunque quello di liberarsi almeno di una quota dei bond presenti in portafoglio. Tanto, per quello che rendono!

Per chi volesse invece approfondire le basi dello scenario consigliamo questi due articoli, provenienti da fonti molto diverse tra loro, il goldbug Gennaro Porcelli, alias Roy Reale di deshgold e  l’autore di Mib 50000, l’analista Francesco Caruso patron di Cicli e Mercati

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