La Banda (larga) di Renzi!

Retelit come Penelope e Renzi come Ulisse. La mitica società di telecomunicazioni Retelit è una delle tante promesse mancate d’Italia, ma forse ora ci stiamo avvicinando al grande incontro. Sul sito dei traders compulsivi – finanzaonline detto il FOL per gli amici – e sui report dell’analista fondamentale Guido Bellosta (collaboratore fisso del Lombardreport), la società retelit è una presenza fissa da anni come azienda che deve fare il botto. Invece, finora, solo scorreggine.

Ma perché dovrebbe fare il botto e, soprattutto, perché finora solo scorreggine?

Cominciamo col dire che Retelit si occupa di banda larga ed il paese tra gli altri dell’occidente avanzato è su questo quasi all’età della pietra. Si viaggia ancora sulle Littorine di internet in Italia e nemmeno in tutte le regioni. In altir termini, i margini per cablare la nazione ci sono tutti e retelit è tra le società maggiormente attrezzate per fare questo.

Quindi, conveniamo con Guido Bellosta, vero e proprio volpone delle società poco liquide come Retelit che da anni suppone un possibile boom del titolo della società, quotata al borsino di piazza affari. Il titolo, oggi attorno ai 0,57 centesimi per azione è già stato consigliato dai bravi analisti di Lombardreport anni fa quando si aggirava sui 0,50 e infatti il titolo è stato anche a 0,7 dopo i consigli per gli acquisti. Sul Fol, invece, tra rabbia e delusione, non sono pochi i trader che vedono il titolo a 1 euro per azione.

Seguendo una metodologia d’acquisti ambiziosa e basata sulle sottovalutazioni, alla Warren Buffet, insomma, direi che Retelit a 0,57 è un titolo interessante da valutare anche perché Renzi ha appena sbloccato 2,2 miliardi di fondi nazionali per la cosiddetta banda ultra larga.

Inutile nascondercelo, gran parte del progresso infrastrutturale italiano passa da qui e rispetto ad altre nazioni, come la Svizzera, la sua fibra ottica e le smart city siamo indietro anni luce. Tuttavia, prima di schiacciare un Buy su Retelit, è necessario anche mettere in chiaro perchè, come si narrava poeticamente poco sopra, fino si sono sentite soltanto scorreggine.

Micidial individua due problemi

  1. La società tra i suoi azionisti annovera per una quota consistente i libici governativi. Il che, per un paese sotto scacco dall’Isis e in preda al caos postbellico non è proprio il massimo. Ai tempi del caro estinto Silvio Berlusconi e del suo compagno di merende Gheddafi, la cosa non era un problema, ma oggi…

  2. Retelit ha chiuso il 2014 in perdita. Anche se potrebbe diventare importante come telecom, un domani, al momento ha mostrato di avere un management discutibile (ma in Italia i manager intelligenti non esistono)

  3. Per non parlare del nostro premier Renzi, che secondo noi di Micidial è un utilizzatore abusivo di ossigeno. E’ vero che ha iniziato un percorso sbloccando i 2,2 miliardi, ma il fabbisogno ci parla di altri 12 miliardi. Insomma si è fatto uno scalino, ma la scala è ancora lunga

 Che fare?

Retelit è una scommessa che sia chiaro. Tuttavia, NON è una scommessa dove si vince 1 o si perde 1 in stile casinò. A 0,57, potrebbe ancora crollare ma non di tanto. Lo spazio verso i suoi minimi di periodo è infatti limitato. Invece, se la banda larga dovesse diventare un must, la possibilità di un raddoppio della quotazione non sembra una chimera.

2 Commenti

  1. le ho prese a 7.5 euro nel 2001 secondo me dovevano fare il botto allora …..sono restato con questa speranza o illusione

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