Aldo, Giovanni, Giacomo e la Germania

Confrontandomi pubblicamente sulla Germania e sulla sua politica egemonica in Europa, mi capita sempre più spesso di identificarmi in Aldo Baglio, del trio comico più famoso d’Italia, Aldo Giovanni e Giacomo, appunto.

Quando ancora non li conosceva nessuno e si esibivano all’Arsenale e allo Zelig , i tre cabarettisti milanesi portavano in giro una parodia del tifo calcistico. La gag più divertente era quella tra Giovanni e Aldo, quando il primo diceva all’altro: “Salvatore Schillaci è il miglior giocatore del mondo”. E l’altro – incazzato nero – gli metteva le mani attorno al collo urlando “ma che minchia diciiiiii … Schillaci è bravissimo!!!”

Ecco, quando parlo della Germania mi capita sempre più spesso così.

Molti italiani, con il profondo senso di inferiorità che li caratterizza, sono arciconvinti che la Germania sia egemonica in Europa perché i mangiacrauti vivono in casette ordinate con i balconi fioriti mentre in giardino, di quando in quando, fa capolino un caprioletto a brucare un po’ di erbetta.

Poi, il bamby se ne va leggiadro senza disturbare, tra le stradine bavaresi ricche di ciclisti RISPETTOSISSIMI. “Che poi, SI SA, li vanno tutti in bicicletta” (?)

I tedeschi passano l’automobile con la cera ogni settimana e puliscono il culo ai cani con fazzoletti ricamati. I meccanici possono andare in officina vestiti come Karl Lagerfeld tanto è tutto pulito e lì, tra un rutto di birra ed un altro, saldano i componenti delle bmw e delle mercedes vendendo poi i loro gioiellini in tutto il mondo.

Le loro donne, mentre con le capaci mammelle rassettano l’ufficio, inseriscono con estrema precisione dati e tabelle nei fogli di calcolo excel. Nell’attesa, i bambini tedeschi, sanissimi, le aspettano festosi all’asilo – che è dentro l’ufficio della mamma – nuotando (perché ogni asilo in Germania ha la piscina) e facendo pratica atletica alle parallele.

Secondo i racconti di questi ammiratori italiani, i tedeschi lavorerebbero dal lunedi al sabato sera, 13 ore al giorno. Di tanto in tanto si rilasserebbero bevendo ettolitri di birra Spaten o Hb all’Oktoberfest e palpeggiando da sotto le sottane le giovani cameriere, tutte con le trecce e alte 2 metri e 25.

All’oktoberfest, per risparmiare antiestetici fori sul muro, i capezzoli delle suddette valchirie spesso verrebbero utilizzati anche come attaccapanni dagli emigrati turchi, italiani, spagnoli (e a breve anche siriani); tutti popoli notoriamente bassi, ma eccitatissimi all’idea.

Una razza superiore insomma, secondo i racconti.

Si fa molta, molta, molta fatica a spiegare a questi complessati paesani che la Germania ha perso due guerre mondiali su due ed è andata in bancarotta (cioè, non ha pagato i debiti) ben 4 volte in un secolo. E questo, al netto dei lager, del muro a Berlino ecc. ecc.

Non c’è niente da fare, oggi per tanti italiani i tedeschi sono meravigliosi (secondo me è sta storia dei capezzoli delle tipe alte due metri che deve averli mandati fuori di testa).

L’aspetto preoccupante però è un’altro, ed ecco il riferimento ad Aldo, Giovanni e Giacomo.

E’ vero che la Germania, qualche volta, sarebbe opportuno imitarla, ma non per le stupidaggini che abbiamo sopra descritto.

Pochi sanno, infatti, che i tedeschi possiedono una banca pubblica.

Si, avete letto bene. In Germania non tutte le banche sono private e internazionalizzate. I tedeschi hanno una banca nazionale.

Hai voglia a costruire bmw perfette, sai che ce frega?

Per chi mastica un pochino di economia, questo elemento fa un’enorme differenza tra i tedeschi e gli altri europei, che non a caso si trovano a loro sottomessi da qualche anno a questa parte.

Mentre in tutta Europa i popoli senza accorgersene hanno ceduto sovranità, privatizzando le banche nazionali e cedendo la stampa di moneta ad una autorità finanziaria fuori controllo (la Bce), i tedeschi sotto i lederhosen ci nascondevano una banca pubblica.

Allora, funziona così:

il problema degli stati per fare opere, erogare servizi e in caso di crisi creare lavoro, oggi, non è tanto il debito pubblico, quanto il costo del debito pubblico tramite interessi. La Bce – che crea dal nulla gli euro – non li può prestare agli stati per accordo e forma statutaria (ma chissà come mai?).

La Bce può solo stampare euro da dare a tassi agevolati alle banche private che poi possono comprare titoli di stato che servono a ripagare interessi su vecchi titoli e avanti così in una catena infinita fatta di prodotti finanziari anche complessi, come i derivati. In tal modo, gli stati sono continuamente ricattati nello spendere perché, in pratica, è come se dovessero chiedere al mondo della finanza e non ai popoli.

Uno stato che non può spendere, giova ricordarlo, è meglio che non ci sia, perché è proprio per questo che sono nati gli stati.

La Germania, comunque, riesce ad aggirare sto vincolo della Bce, perché questa facoltà decisiva di prestare soldi agli stati a tasso agevolato è per normativa consentita agli “enti creditizi di proprietà pubblica”.

In regime pre-euro – leggiamo su portafoglioreale.it –

la funzione di “prestatore di ultima istanza” era prerogativa di Bankitalia: anche oggi, se fosse autorizzata, Bankitalia potrebbe infatti approvvigionarsi presso la Bce di liquidità ad un tasso privilegiato, come tutti gli istituti bancari europei, dello 0,75%: così, Bankitalia potrebbe «comprare i titoli di Stato italiani immessi sul mercato» e «spegnere immediatamente la febbre da spread». In concreto: gli interessi su Bot e Btp lo Stato li pagherebbe a se stesso, perché «sarebbe debitore di una banca di cui è il proprietario». Quindi quei soldi «tornerebbero allo Stato o, cosa equivalente, andrebbero a ricostituire le riserve della banca stessa, che così potrebbe meglio adempiere alle proprie funzioni e, alla fine, fare da sé», ovvero «comprare i titoli Btp senza più chiedere soldi alla Bce».

In pratica, si recupererebbe la famosa sovranità monetaria che permetteva alla Banca d’Italia di stampare lire, ove necessario, per acquistare i titoli di Stato rimasti invenduti e così tener bassi i tassi d’interesse. Mission impossibile: lo vieta il regolamento europeo che mette fuori gioco le banche centrali dei singoli stati.

Ma attenzione: non gli “enti creditizi di proprietà pubblica” che, «nel contesto dell’offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca Centrale Europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati», ovvero la sospirata “liquidità agevolata” della Bce. Chiaro, no? Persino imbarazzante: dunque, in teoria, “si può fare”.

Tant’è vero che la Germania lo sta già facendo perché la teutonica possiede una banca pubblica, la Kvw, ma anche con la Commerzbank e con altre banche può farlo, con meccanismi di quote che sarebbe complicato spiegare qui.

Pertanto quando mi dicono: la Germania è bravissima, io come Aldo Baglio esclamo: che cazzo dite?

Nel senso che è bravissima ad usare trucchi contabili ed in politica a rifilarci la panzana dell’austerità, ma NON perché lì lavorano di fino, faticano fino a sabato ecc. ecc. che sono tutte gigantesche fandonie.

L’unica cosa di vera è che hanno le stangone di 2,25, ma quelle che ci sono da noi sono poche e per quello che ho visto, soprattutto, non hanno i capezzoli.

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