Gente che Legge i Libri e Gente che Legge i Giornali

Sui danni economici della globalizzazione diventa oggi difficile scrivere qualsiasi cosa perché i media hanno deciso di utilizzare anche l’arma dell’emozione, manipolando l’opinione pubblica con immagini choc di bambini morti. Qualsiasi analisi critica si possa tentare in queste ore viene subito derubricata a razzismo o fascismo. Quindi bisogna stare molto attenti a commentare e analizzare perchè senza troppi complimenti ti affibiano l’etichetta nazistoide.

Non tutti però lasciano gestire la questione alla solita melensa letteratura mainstream. Con coraggio da leone c’è anche chi usa la sana lettura storica per mettere alcune cose a posto e smascherare le solite posizioni fataliste degli opportunisti. Ci pensa – tra gli altri – Giovanni Zibordi di Cobraf in un pregevole scambio con i suoi lettori che riportiamo per intero, data la rilevanza dei dati storici contenuti nel botta e risposta.

[hobi scrive] …la globalizzazione ce la siamo trovata: dubito che qualcuno l’abbia o prevista o cercata. Ad un certo momento sono maturate le condizioni (comunicazioni soprattutto,ma pure trasporti e cambio di regimi nei paesi sottosviluppati ) che hanno consentito il nascere e lo svilupparsi di progetti economici prima impensabili …


risposta di G. Zibordi:

Hobi, palesemente sei uno che legge i giornali e non i libri e lo stesso scrivi su qualunque argomento con il tono di autorità del lettore di Repubblica. Non devi leggere i giornali, leggi i libri e possibilmente non quelli che trovi oggi alla Feltrinelli.

Se ti compri qualche libro impari che la Globalizzazione esplose di colpo dopo il 1860 circa e raggiunse il suo picco intorno al 1890 con l’Impero Britannico che la promosse e in molti casi anche impose in tutto il mondo.

POI PER CIRCA 90 ANNI, DAL 1890 AL 1980, LA GLOBALIZZAZIONE E’ STATA IN DECLINO

L’ondata di Globalizzazione di fine ‘800 non fu solo una questione di forza militare britannica, ma anche di persuasione intellettuale, tramite ad esempio, in economia, la diffusione delle opere di Smith e Ricardo che venivano utilizzate per giustificare la superiorità della libera concorrenza a tutti i livelli, dei capitali, delle merci e anche delle migrazioni. Allo stesso tempo si impose nel mondo il sistema del Gold Standard e intorno al 1870-1880 quasi tutte le nazioni ne erano entrate a far parte. Questo significava un unico sistema finanziario globale in cui i capitali si muovevano senza vincoli, eccetto il meccanismo automatico dei flussi e deflussi di oro. Le barriere commerciali vennero abbattute ovunque e la finanza diventò globale, con le grandi case bancarie che finanziavano qualunque impresa ai quattro angoli del mondo, dalla guerra del Giappone con la Russia, alla colonizzazione dell’Indonesia o Africa alla conquista dei Savoia dell’Italia…

Non a caso, nel periodo 1860-1890 (e volendo si può discutere se estenderlo alla I guerra mondiale) si verificarono tre fenomeni simili a quelli di oggi:

a) un aumento della concentrazione della ricchezza e delle disuguaglianze sociali senza precedenti

b) un esplosione delle migrazioni di decine di milioni di persone che venivano spinte dalla espropriazione improvvisa e violenta delle terre (in Inghilterra dove per un millennio la maggior parte della terra era di uso comune di colpo fu privatizzata espellendo i contadini che non ebbero altra alternativa che migrare)

c) un boom della finanza globale con la creazione di enormi mercati del debito, ad esempio di stato e poi corporate e delle borse. Intorno al 1880 cominciarono a scoppiare scandali finanziari colossali e si verificarono crisi bancarie che crearono anche improvvise depressioni economiche

(La differenza con oggi è che quella era un Globalizzazione solo degli europei che la usavano per dominare il mondo)

Dopo circa trenta anni di questa Globalizzazione, 1860-1890 circa, in tutta europa e anche america sorsero per reazione movimenti socialisti, comunisti, populisti, cristiano-sociali e nazionalisti-populisti. Dalla terza internazionale di Marx, ai socialisti di Turati o Jaures a quelli di Mussolini poi fascisti, ai populisti agrari americani di vario genere, ai sindacati militanti americani dei IWW (International Workers of the World) che più che scioperare sparavano, agli anarchici, ai partiti cristiano-popolari come quello poi di Don Sturzo

Questa enorme reazione al capitalismo globale finanziario della fine del XIX FERMO’ LA GLOBALIZZAZIONE CHE PER TUTTO IL XX SECOLO NON FECE ALTRO CHE REGREDIRE

Che si trattasse di Lenin, Stalin, Mao o Castro, di Hitler, Franco, Salazar, Mussolini, Hortyt e i militari giapponesi, di Leon Blum e il Fronte Popolare in Francia, di DeGaulle, dei laburisti inglesi, del Partito Socialista Francese, di Roosevelt, della Democrazia Cristiana a Chang Kai Shek, a Nasser, Suharto, Peron, Nehru in India ecc.. per circa 80-90 anni la GLOBALIZZAZIONE TORNO’ INDIETRO!!!

Dal 1890-1900 circa al 1980 circa la Globalizzazione fu fermata e poi arretrò in tutto il mondo per quasi un secolo !. Il Socialismo, il Nazionalismo, il Populismo, il Cristianesimo Sociale, il Sindacalismo militante.. vi si opposero e in vari modi fermarono le forze del capitale finanziario globalizzato.

La Globalizzazione riprese con Reagan e Thatcher e la scuola di Chicago e poi esplose di nuovo negli anni ’90 con Clinton e Blair, la deregolamentazione finanziaria, Greenspan ecc…l’Euro…

Ma la Storia va a cicli, non è vero che stiamo “progredendo” verso la Globalizzazione perchè lo impone la tecnologia. Nei 90 anni tra il 1890 e il 1980 la tecnologia progredì quanto e più di prima mentre la Globalizzazione era in ritirata nel mondo.

Parlando in generale, le forze del socialismo di vario genere (di “destra” e di “sinistra”, cristiano-sociale, marxista, nazionalista..), del nazionalismo tradizionale alla DeGaulle o imperialista alla Hitler, del populismo, del tradizionalismo cattolico, del sindacalismo militante fermarono la GLOBALIZZAZIONE CAPITALISTA che è spinta essenzialmente dagli interessi finanziari della grande finanza, dei miliardari e delle multinazionali.

La tecnologia non c’entra un ‘azzo. Centrano gli interessi finanziari della grande finanza, del club dei miliardari e delle multinazionali.

curiosità: la foto del post è di Luigi Tenco, il cantautore italiano che raccontò in Ciao Amore Ciao il disastro dell’emigrazione. Quello stesso disastro che, invece, oggi tanti vorrebbero in nome del calo delle nascite, del profitto, del falso buonismo terzomondista. Ovviamente pochissimi sanno che quella canzone, canzone per la quale Tenco morì, era dedicata agli emigranti, oggi come allora tutti sono infatti distratti da “altro” e l’opinione è equamente divisa tra chi vorrebbe prendere i migranti a colpi di mitraglia e chi invece ritiene gli arrivi un bene. Entrambe posizioni sbagliate e fuorvianti.

2 Commenti

  1. Una notazione aggiuntiva: i primi anni ’90 dell’Ottocento furono anche quelli dell’inizio della Grande Emigrazione meridionale in Italia. A integrazione poi andrebbe aggiunto che la prima Globalizzazione fu dissolta dall’affermarsi di politiche nazionalistiche e protezionistiche che portarono poi alle due guerre mondiali. Tanto che io porrei la fine della prima globalizzazione ben dentro all’inizio del nuovo secolo. L’insistenza infine su “gli interessi finanziari della grande finanza, del club dei miliardari e delle multinazionali” mi pare un ricorso a nozioni che banalizzano e nascondono le questioni anziché scoprirci il nesso e il senso degli eventi.

    • Grazie del contributo Professore.Nonostante i nostri riferimenti filosofici siano molto diversi, non ho mai dimenticato le sue dotte lezioni su Kant a Bologna. Felice di ritrovarla attento e puntuale come la ricordavo.

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