Post contro il Razzismo Economico

In qualità di blog d’economia non ci sottrarremo dall’analizzare la situazione di immigrazione, clandestini e profughi con un occhio attento appunto all’economia, ma la situazione è meno complessa di quanto si voglia far credere.

I popoli si sono sempre spostati e si sposteranno ancora. Tuttavia, in passato i popoli si spostavano perchè c’erano dei “vuoti” e quindi alcuni popoli si stratificavano su altri perché c’era lo spazio sufficiente acchè ciò avvenisse, oppure si stratificavano perché i conflitti consentivano ai vincitori di guerra di farlo.

Queste ultime ondate migratorie, invece, non hanno molto a che fare con le tradizionali ondate migratorie e somigliano più che altro all’arrivo dei barbari in Occidente all’indomani della caduta dell’Impero Romano. Con i dovuti distinguo, le invasioni barbariche non furono dovute tanto a battaglie vittoriose di visigoti, ostrogoti e vandali contro i decadenti romani, quanto a migrazioni di popoli dall’est che ritenevano l’occidente più prospero. Ciò avvenne lentamente nel corso di decenni e generazioni e infatti non mancarono imperatori a Roma di origine barbarica, colonizzazione di territori scarsamente popolati dai romani ecc. ecc. ben prima del sacco di Roma del 410 d.c.

Quindi, più che la migrazione degli italiani nel New Jersey o quella dei gelatai veneti in Germania, quest’ultima ondata migratoria ricorda le migrazioni barbariche premedievali, con buona pace di chi pensa e ritiene che dal sud e dall’est del mondo si arrivi in Europa “per lavorare”.

No. I migranti, i clandestini, i profughi arrivano in Occidente perché ritengono che da noi si stia meglio, non necessariamente per lavorare. In Africa, Asia e Medioriente è infatti ora boom del pil e c’è un sacco di richieste di lavoro e manodopera. E allora perché vengono da noi? Perché la situazione non è (ancora) evoluta in termini di welfare e di salari, cioè, per dirla con galateo: perché in quelle aree del mondo li pagano di merda, li trattano di merda, hanno infrastrutture di merda e welfare (scuole, ospedali) di merda. Questo è il motivo per cui vengono da noi. Non ce ne sono altri.

Prendiamo i siriani. Si dice che vengono qui perché c’è la guerra. Ok, ma allora perché non vanno a 300 km di distanza da casa loro, in Turchia o Giordania o Arabia saudita, dove non ci sono guerre? Perché farsi 6000 km invece di 300? Perché in Turchia, Arabia e Giordania ci sono salari di merda, ospedali di merda, scuole di merda.

I tedeschi com’è noto praticano dei distinguo, del tipo: ti ospito se sei profugo di guerra, non ti ospito se stai morendo di fame. E’ vero che c’è una differenza qualitativa tra una situazione e un’altra, ma non un abisso, come i teutonici cazzari, al solito, vogliono far credere (peraltro, chi scrive preferirebbe morire combattendo che di fame, ma questo è un altro discorso).

Da evidenziare, direi, almeno 4 aspetti trascurati dai media mainstream

1. I poveri nel mondo sono oltre 3 miliardi e l’Europa, se voi poteste osservarla da un ipotetico satellite spaziale, manco la vedreste ad occhio tanto è piccola rispetto a Russia, Cina e India.

E’ possibile che l’Europa ospiti 3 miliardi di poveri? Col cazzo! Non è fisicamente possibile. L’arrivo dei migranti massicciamente dal sud del mondo all’Europa è paragonabile ad un nuovo medioevo. Non vedo perché dovremo esserne contenti, francamente. Non capisco nemmeno, cosa centri il tema del razzismo o dell’antirazzismo. E’ come se a una moglie che non gradisce che il marito abbia l’amante lui replicasse: “così discrimini le altre donne, fascistella”.

Si possono sopportare in Europa 3 miliardi di arrivi in pochi anni solo perché vogliono venire qui e là stanno peggio, ecc? No, a meno che non si desideri tornare a condizioni alimentari, sanitarie e lavorative di tipo primitivo, come avvenne infatti nel medioevo.

L’Europa del medioevo vide peggiorare le proprie condizioni di vita per tutti, barbari compresi, perché dopo aver ciucciato le ricchezze delle città, incontrarono la peste nera e poche rape nei campi da mangiare. Roma, per esempio, aveva circa 1 milione di abitanti durante gli anni dell’Impero, che diventeranno poi solo 20mila anime nel medioevo. La gente se ne scappò dalle città e andò nelle campagne a fare il servo della gleba, espressione elegante che in realtà nasconde una condizione schiavile DI GRAN LUNGA peggiore a quella dello schiavo in età romana. Quindi, chi auspica un arrivo massiccio di migranti perché da noi non si fanno più figli è male informato (oppure in malafede). Gli abitanti della nostra penisola, infatti, stanno aumentando gradualmente grazie ai migranti da diversi anni, ma un impatto improvviso avrebbe effetti devastanti, nocivi anche per gli stessi migranti che in pochi anni vedrebbero la totale scomparsa di quel welfare di cui hanno visto traccia in tv o sul web.

2. Gli immigrati dal sud e dall’est del mondo – al loro arrivo – non vengono mai integrati con la forza, ma si tenta l’operazione di educarli con l’esempio. Siete mai stati in fila al supermercato e qualcuno cerca di superare la fila fingendo indifferenza? Migliaia di volte, credo. Eppure, gli altri regolarmente in fila alla cassa, non stavano forse dando l’esempio? La maestra in classe quando legge un brano non sta forse dando l’esempio? Eppure molti scolari parlottano tra loro o disegnano sui banchi. Cosa si fa allora, di solito? Bè la maestra richiama gli studenti indisciplinati, infligge punizioni, note, boccia, ecc. Non si limita a … dare l’esempio… anzi, dare l’esempio è proprio una gran cazzata se volete che ve la dica tutta: per educare davvero occorre costringere.

I migranti si adeguano al nostro modo di vivere perché diamo l’esempio? Suvvia, non scherziamo. C’è sempre qualcuno che obietta che la nostra cultura non è superiore alla loro, e perché mai dovremo educarli? ecc. Questo succede perché queste persone – delle quali apprezzo la sensibilità – hanno però conosciuto gli stranieri dalla jeep dei safari, dai resort in Kenya, durante la crociata sul Nilo, dando una mancia in taxi o al ristorante. Non hanno visto, come il sottoscritto, magrebini uccidere le pecore in un appartamento di 60 mq, oppure prostitute nigeriane fare fare pipì e pupù alla sera alle 18 davanti al distributore di benzina o pregare Allah scalzi e sdraiati in mezzo al corridoio della seconda classe del treno. Ovviamente non c’è niente di sbagliato in tutto questo… nei paesi ove condizioni alimentari, culturali, religiose e climatiche lo consentono, però. Cioè NON IN EUROPA!

Domanda: è questo l’atteggiamento culturale, legislativo, politico degli europei di oggi? Col cazzo! Lo vediamo ovunque nei luoghi dove ci sono tanti migranti. Vai dal medico, o a colloquio all’asilo oppure risiedi in un condominio in periferia e trovi stranieri spesso con un rapporto di 3 a 2 che parlano rigorosamente la loro lingua, che vestono come nel paese d’origine. A scuola, ai bambini di origine straniera è loro consentito di non conoscere l’italiano fino all’età di 10 anni, e col piffero che vengono bocciati. Tutto questo, oltre a creare malcontento e disagio tra gli autoctoni, non è certamente integrazione, o inclusione (parola terribile), ma babele, incomprensione, ghettizzazione ed è la vera causa di un razzismo che trova la sua perfetta spiegazione nella mancata pianificazione del fenomeno.

Vi propongo un esempio: diverso tempo fa mi fu raccontato di un lavoratore italiano emigrato a Zurigo che la domenica stava facendo lavori di bricolage in cortile. La guardia comunale (il nostro vigile) si avvicinò in bicicletta e chiese all’italiano cosa stesse facendo. “Approfitto della pausa domenicale per fare dei lavori artigianali”, replicò l’italiano e la guardia, per tutta risposta disse di mettere via gli attrezzi che la domenica qui si riposa, non si fanno lavori, e che è fatta apposta la domenica ecc. ecc. Tutto questo rimprovero, in Svizzera, non era e non è supportato da leggi, ma la comunità svizzera imponeva questo di fatto, essendo una comunità coesa, identitaria e consapevole, con delle abitudini e delle tradizioni consone all’ambiente ordinato e riservato delle valli di montagna. Ecco perché gli italiani si sono integrati in Svizzera, come anche i turchi e gli spagnoli. Perchè gli svizzeri li hanno costretti ad integrarsi (e adattarsi).

3. I paesi che hanno vissuto in epoca recente il mescolamento di culture ed etnie sono falliti nel tentativo. Se escludiamo alcuni paesi del nord europa, dove la selezione rigida e la costrizione successiva hanno fatto la differenza (Norvegia, Svizzera, Svezia, Austria), in tutto il resto del mondo si può tranquillamente parlare di fallimento.

In primis il Sudafrica. Anche se i film su Mandela e il rugby sono carini, anche se ci siamo commossi tutti alla sua morte, la realtà è che città prospere e ricche come Johannesburg sono diventate cloache invivibili. Se non ci credete vi invito a parlare con gli emigranti italiani che lavoravano e ancora lavorano in quelle aree. Sentirete dire cose terrificanti sulla fine della pluridecennale cultura occidentale in Sudafrica. La stragrande maggioranza dei bianchi ora se n’è andata o vive in case con le guardie private e il Sudafrica di oggi non è più così diverso dalle poverissime nazioni che lo cirocandano, mentre prima era una specie di Svizzera del sud (l’appartehid, ovviamente, non centra nulla di nulla con questo discorso, qui si parla di una cultura emotiva ed animista come quella subsahariana che si sovrappone di botto a quella logioco-spaziale prevalente in occidente). Anche in altre aree d’Europa la migrazione è stata un fallimento, con rivolte nelle periferie e anche tra gli strati più colti della popolazione le cose non hanno funzionato come si sperava. Basti pensare ai matrimoni misti, con una percentuale di divorziati tra caucasici e neri superiore all’80 per cento. Putroppo questi sono fatti, dati macro, esperienza diretta, non pugnette.

4. Le migrazioni, quando non portano benefici, quando non sono dovute ad un “vuoto” territoriale da colmare, possono benissimo essere reversibili. E’ abitudine dei giornalisti di sistema convincerci che lo spostamento dei popoli sia inevitabile e soprattutto irreversibile. Come spiegare, allora, il caso della Spagna di Isabella che alla fine del Quattrocento letteralmente cacciò gli ebrei e i mori (spagnoli di origine araba) dalla penisola iberica? Sui libri di storia trovate scritto che proprio per questo razzismo spagnolo, la Spagna non divenne un paese moderno, poiché si privò di abili agrimensori (i mori) e di evoluti borghesi (gli ebrei). In realtà, nel Cinquecento e nel Seicento la Spagna conquistò il mondo, colonizzò il continente americano e portò la propria flotta a ridosso dei porti inglesi, tentando di invaderla. Sarebbe più corretto dire che la Spagna regredì secoli dopo e molte generazioni dopo la Reconquista del Quattrocento. E’ stato allora un bene che gli spagnoli cacciassero ebrei e mori? Per me assolutamente NO, ma chi sostiene che le migrazioni sono irreversibili dice una stupidata

Soluzioni? L’Europa, vincolata sotto il profilo artistico, architettonico e paesaggistico è così piccola e priva di materie prime che sarebbe opportuno che noi andassimo in Asia, Russia e Africa, e non viceversa. Questi continenti devono svilupparsi col nostro aiuto o da soli, oppure possono tornare a un vissuto pre-coloniale, tribale e bucolico, quando non avevano problemi alimentari ed erano molti di meno come numero. I filosofi contemporanei francesi la chiamerebbero decrescita felice. E perché no?

I problemi alimentari di africani e indiani sono arrivati con la colonizzazione degli europei, sono convintissimo di questo, ma non vedo proprio perché noi della generazione 2000 dovremo tornare al medioevo per colpa della stronzaggine degli inglesi e dei francesi che vivevano nel XIX secolo. Forse che sui figli ricadono le colpe dei padri per nemesi storica? Suvvia, basta dire cazzate.

La terza soluzione, quella tentata in questi anni, cioè la migrazione di miliardi di individui in Europa non solo non é auspicabile, ma non è nemmeno possibile senza il totale collasso del sistema.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.