Noi la Ciccia Non la Buttiamo

Spiace abbandonare ogni prudenza e suscitare le ire dei clinici, ma l’ultima diatriba sulla carne rossa cancerogena mi porta a pensare seriamente che la questione sia ancora una volta legata alla dimensione dell’economico, alla sopravvivenza della specie, all’industria farmaceutica e alla tecnica…, ma non alla scienza. Ok, ok, non abbiamo competenze mediche per smontare l’elaborato documento dell’Oms che giudica la carne lavorata e la carne rossa “probabilmente” cancerogene, ma di una cosa possiamo stare tranquilli, con buona pace degli amici dell’albo più costoso d’Italia: la medicina non è una scienza.

La scienza, per essere tale, deve avere un oggetto sempre “identico a se stesso”, cioè un fenomeno regolare, come la velocità della luce o la caduta dei gravi, mentre la medicina si occupa dell’uomo, cioè di una realtà che non è un oggetto ma un soggetto e proprio per questo mai identico a se stesso. La scienza richiede UNIVERSALITA’ e NECESSITA’, la medicina numquam.

Attenzione, precisiamo subito un punto: il fatto che non sia una scienza nel senso canonico del termine non significa che non sia importante o necessaria; anzi, semmai è vero il contrario! Come tutto il sapere rivolto all’uomo, la medicina, cioè la cura del soggetto umano, ricopre un’importanza fondamentale. Senza la cura del corpo non c’è spirito, si diceva un tempo, e quindi ci mancherebbe che la medicina non ricoprisse un ruolo chiave nel progresso umano e nel raggiungimento della felicità. Inoltre, la medicina si avvale (come strumenti) di scienze vere e proprie come la chimica e la matematica, e ciò è fuor di dubbio, ma di per se questo non significa che essa stessa sia una scienza. A sostenere questa tesi, per fortuna, non siamo soli. Il professore della facoltà di medicina di Roma, Salvatore Sciacchitano, per esempio, ci va giù più pesante del sottoscritto quando dice che “l’oggetto della medicina non è il corpo malato, ma la fisiopatologia.

La fisiopatologia è l’oggetto ideale – direi, addirittura, ideologico – della medicina. Si tratta di un costrutto astratto, impastato con i rimasugli – le verità di fatto – della fisica, della chimica e della biologia, ma senza i principi teorici – le verità di principio – di Galilei, di Lavoisier, di Darwin. La medicina non ha qualcosa di simile al moto senza motore, all’invarianza della massa-energia, della fisica, o al meccanismo selettivo del più efficiente a riprodursi, della discendenza con modficazioni, della biologia. Della scienza la medicina accoglie solo le ultime e più recenti applicazioni tecniche, sia a livello di rilevazione di dati clinici sia a livello di applicazioni terapeutiche. In questo senso la medicina è più vicina all’ingegneria che alla scienza. Della scienza la medicina non accoglie il principio oggettivo, riducendosi alla codifica di una pratica, solo apparentemente rigorosa come quella scientifica. Apparenza oggi giustificata dall’abbondanza delle intrusioni tecnologiche nell’enciclopedia medica. Ma nell’inganno cascano solo quegli analfabeti scientifici, per lo più di estrazione fenomenologica, che ritengono che la scienza sia rimasta ai tempi del positivismo e la combattono come sapere dogmatico e apodittico.”

Insomma, come si vede, la questione non si può sbrigare così facilmente come una delle tante polemiche da blogger.

Ma cosa vuol significare, all’atto pratico, la negazione di scientificità alla medicina e cosa può aggiungere questo alle polemiche di queste ore sulla carne cancerogena?

Vi propongo un esempio. Poniamo il caso che un medico mi dica (e lo hanno detto per anni) che correre al mattino a stomaco vuoto acceleri il metabolismo e faccia dimagrire più che correre in qualsiasi altro momento della giornata in un range temporale vicino ai pasti (per esempio, alla sera). Bene, io che voglio dimagrire accelerando il mio metabolismo e fiducioso del report scientifico della medicina faccio jogging per due mesi in queste condizioni. Poi stacco per un anno e riprendo jogging, ma stavolta tre ore dopo i pasti al termine di una breve seduta di pesi in palestra. Posso garantirvi che non c’è paragone proprio: io dimagrisco di più se vado a correre dopo una seduta di pesi; altri dimagriscono di più se vanno a correre a digiuno. Cosa vuol dire questo? Che la medicina è un tipo di sapere più umanistico e filosofico che scientifico e che deve continuamente adattarsi ad ogni singolo individuo che si propone di curare. 7 miliardi di cure per 7 miliardi di abitanti del pianeta.

Lo so, lo so, molti di voi sono convinti che non ho la qualifica per fare queste affermazioni, che sono parziale e che comunque questo è un blog e non il The New England Journal

Giusto, ci ripromettiamo di studiare di più con maggiore umiltà.

Fa riflettere, tuttavia, che secondo le stime del Global Burden of Disease Project, circa 34 mila morti per cancro seguivano una dieta caratterizzata da un alto consumo di carni lavorate; in 50 mila casi, invece, la dieta era ricca di carni rosse. Già, e quanti sarebbero, per dire, i morti di cancro la cui causa va fatta risalire all’aria inquinata e non alla carne? 200mila casi … e credo di aver detto molto.

Ci rimane un dubbio: come mai questi attacchi alla carne? Si può ipotizzare che essendo previsto un aumento costante di abitanti del pianeta, l’alimentazione debba per forza indirizzarsi verso i vegetali, non essendo più possibile che decine di miliardi di individui si nutrano di carne.

La carne deve forse tornare un privilegio dei ricchi, come durante il medioevo – ad esempio – quando persino la caccia era vietata al 90 per cento della popolazione ed era praticabile solo dalla nobiltà? Lasciamo aperto l’interrogativo, ma riflettiamo anche sul fatto che, in natura, la carne animale esiste, mentre non esiste in natura l’agricoltura che è una invenzione umana. Gli uomini primitivi, infatti, non conoscevano l’agricoltura, le torte, il mais, la polenta, le patate, la pasta all’amatriciana… ma la grigliata si! Ho testato personalmente, circa 5 anni fa, la dieta del Dottor Mauro di Pasquale, canadese di origine italiane, che propone una dieta metabolica basata quasi esclusivamente sulla carne. MAI avuto i valori così perfetti in tutta la mia vita. Purtroppo, il desiderio di dolci e pasta è troppo forte e l’ho poi abbandonata (con peso e valori peggiorati…)

DI FATTO, a Firenze, capitale mondiale delle bistecche e delle macellerie storiche, si è triplicato, dicasi triplicato, il numero dei centenari dal 2001 ad oggi. Forse, i quasi 300 centenari fiorentini non sapevano che mangiando la chianina e bevendo Chianti si prendevano il cancro.

Non diteglielo, adesso potrebbero morirne

Ps stracciate pure questo articolo, ma qui si hanno dei dubbietti anche sui danni del tabacco. Da anni si è lavorato per diminuire il fenomeno dei fumatori, che infatti è molto diminuito, ma il numero dei nuovi casi di tumore è rimasto costante… vuoi vedere che la causa del tumore ai polmoni è qualcos’altro?

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