Accumulare Materie Prime

Com’è noto, il mercato delle materie prime è crollato negli ultimi anni, segno INEQUIVOCABILE che la crisi partita nel 2008 dalla finanza e dal sistema bancario ha avuto effetti reali sulla vita quotidiana dei cittadini occidentali. Occorre specificarlo molto bene questo, perché se guardassimo alle azioni o ad altri prodotti finanziari, vedremo che le borse in america ed in europa sono invece cresciute e possono quindi fornire ai più sprovveduti l’erronea impressione che l’economia sia cresciuta, non calata. In altri termini ancora, a guardare alla crescita degli indici azionari occidentali sembra che l’economia sia rapidamente uscita dalla crisi; anzi, che sia addirittura migliorata rispetto agli anni pre-crisi.

Balle! Balls! Fregnacce!

Il fatto che indici come SP500 (Wall Street) e Dax (Francoforte) abbiano toccato i loro massimi non significa che la vita dei cittadini sia migliorata, e infatti è mediamente peggiorata con diminuzione salariale reale, precariato diffuso, minijob, calo dell’investimento in beni rifugio come la prima casa e calo dell’occupazione di qualità. Tutto questo si vede molto bene guardando ad un mercato più veritiero di quello delle azioni: quello delle materie prime.

Ecco un grafico esemplificativo del trend delle materie prime dal 2011 ad oggi

 

etfcommodities

Le materie prime, in inglese commodities, sono l’asset economico che quota beni essenziali alla produzione come il grano, il gas, il rame, il caffè, il petrolio.

Quando finirà la caduta? Nessuno può dirlo, quello che invece possiamo dire è che un piano di accumulo di questi prodotti potrebbe essere l’occasione d’investimento della vita.

Ciò lo si può affermare solo se diamo per buono (o altamente probabile) il presupposto ottimistico della crescita economica mondiale.

La crescita è infatti caratterizzata da lunghi periodi di sviluppo e da repentini e brevi crolli; tuttavia, da quando esiste l’industrializzazione, uno sviluppo di lungo termine non si può negare.

Per dirla con Paolo Barrai di MercatoLibero, “la probabilità che un imprenditore possa fallire nel corso degli anni è elevata. La probabilità che l’economia nella sua globalità scenda per anni e anni è molto molto bassa e, nel caso si verificasse, genererebbe una tale crisi da non salvare nessun tipo di risparmio. Gli imprenditori fanno funzionare le loro aziende con capitale proprio (azioni) e debito (bancario e obbligazionario). L’obiettivo loro è generare un profitto che sia superiore al costo del capitale di debito. Se così non fosse sarebbe meglio per loro chiudere l’azienda e investire il ricavato in titoli di debito altrui. Questo postulato ci spiega perchè da sempre la redditività delle borse (o meglio degli indici di borsa, rappresentativi dell’andamento dell’economia) è superiore alla redditività delle obbligazioni e degli immobili (al netto di tasse e costi)”.

Ecco, da questa analisi possiamo ricavare molte informazioni, ma contrariamente a quanto affermato nelle ultime righe, riteniamo più interessante in questa fase storica pianificare un’accumulazione di materie prime più che di azioni. Il motivo è piuttosto semplice: le azioni sono al massimo livello di prezzo, con un pompaggio da parte delle banche centrali che hanno distribuito pasti gratis per banche e società quotate da far impallidire Marx, Keynes e Von Hayeck tutti insieme.

Invece, il mercato delle commodities è meno manipolabile e risponde alla vecchia logica di mercato basata sulla domanda e sull’offerta. Per questo, essendoci stata meno domanda di materie prime, questo mercato ha sofferto e le quotazioni sono calate. Possono calare ancora, è vero, ma se l’assunto di base sovraesposto lo riteniamo buono, allora adesso è il momento di acquistare questi prodotti.

Come fare?

Questo è il problema più grande, perché le materie prime non sono facilmente stoccabili da normali cittadini investitori. Vi ci vedete a mettere in cantina barili di petrolio o quintali di mais? E anche se aveste tale possibilità, come affrontare il problema della loro deperibilità?

Insomma, se vogliamo investire in questo asset non ci resta che rivolgerci al mercato dei prodotti finanziari agganciati alle materie prime. Il prodotto più indicato è l’ETC, solito acronimo inglese che in realtà significa prodotto finanziario legato ad una materia prima o ad un paniere di materie prime.

Se – ad esempio – sale il prezzo del gas naturale e voi avete acquistato un ETC long sul gas, quell’ETC salirà esattamente come il gas. Ovviamente esistono prodotti ETC in grado di puntare anche sul ribasso, così come avviene per altri prodotti derivati, ecc ecc.

PROBLEMI

I problemi relativi ad un investimento in ETC con sottostante una o più materie prime sono tantissimi e forse è anche per questo che l’investitore non ci pensa e non sa come costruire un portafoglio dedicato ad essi.

RAPPORTO EURO/DOLLARO. Anche se il mais da aggiungere alle insalate o la benzina per fare il pieno o il rame delle grondaie sul tetto li paghiamo in euro, un ETC agganciato a questi prodotti lo dobbiamo comprare in dollari, nel senso che è quotato in dollari e dobbiamo tenere conto del rischio cambio. Un rischio che potrebbe inficiare tutto l’investimento anche a prescindere dalla nostra capacità di analisi della materia prima. Esempi: se il dollaro scende dell’1% e l’ETC sale del 3, voi avrete guadagnato il 2… non il 3. Se il vostro ETC è sceso del 3 e il dollaro è sceso dell’1, voi avrete perso il 4 … non l’1! L’ottimo sarebbe allora che l’ETC salisse e il dollaro pure, allora si che sarebbero soldoni per voi. Insomma, prima di acquistare un ETC valutate anche un’analisi sul rapporto euro/dollaro. Pensate che in futuro il dollaro si rafforzerà o no? Questo è un elemento da considerare assolutamente (ad ogni buon conto esistono anche modalità di investimento in ETC con copertura cambio).

VANTAGGI

Come già detto, il più grande vantaggio di un investimento in commodities è che le seguono regole chiare: per esempio, se c’è domanda le commodities salgono e questo lo si può capire dall’andamento dell’economia globale, dalla geopolitica e dall’analisi dei pil degli stati in rapporto al pregresso e così via. Infine, ma non ultimo, le materie prime agricole sono condizionate dalla metereologia e sono decine i siti che possono dare informazioni utili al riguardo con interessanti capacità previsionali anche se occorre studiarne le modalità di correlazione.

METODO

Come investire praticamente? Con quale metodologia?

Sul lungo, il consiglio che diamo sempre è il Piano di Accumulo fai da te (MAI quello offerto dalle banche e dai promotori perché ti svenano con le spese).

La finalità principale del PAC è quella di consentire di investire sistematicamente flussi di denaro, anche poco ingenti, che si rendono gradualmente disponibili nel tempo. Come tale si tratta di una metodologia ideale anche per piccoli investitori o per chi abbia comunque un flusso reddituale costante nel tempo, ad esempio dei flussi cedolari, da dovere impiegare in altre forme di investimento o semplicemente lo stipendio

Il passato è quello che il mercato è stato, non quello che sarà, ma non possiamo che guardare ad esso per avere uno spunto operativo. Nel caso delle materie prime converrebbe dunque un ETC composto da diverse commodities, dal grano al rame, per intenderci, con bassi costi di gestione in modo da poterlo acquistare “a rate”, cioè con una quota per comprare a scadenza fissa.

Di norma, chi si intende di pac suggerisce di stabilire una quota fissa da destinare all’investimento, pur lasciando libertà nella periodizzazione (rate di acquisto mensili, trimestrali, annuali e così via) perché ciò dipende dai costi e dalle disponibilità individuali.

Noi riteniamo, invece, che sia più profittevole NON destinare una quota fissa, ma di adattare la stessa all’andamento dell’ETC in questione. Questo perché, in linea di principio, il pac ha convenienza maggiore quando il prodotto è ai massimi, in modo tale da mediare con piccole entrate mano a mano che ribassa. Non è questo il caso delle materie prime che come già detto sono più vicine ai minimi che ai massimi.

Quindi se, ad esempio, dopo i primi versamenti l’Etc guadagnasse tanto, tipo un 30%, che fare? Fermarsi. Oppure, se i dati confermano il trend e ci siamo fissati che il pac dovrà durare 20 anni, diminuire l’importo da destinare di qualche punto percentuale quando il mercato tira in alto.

E se, invece, il prodotto scende? In tal caso si stabilisce un taglio minimo di investimento e si compra con costanza e periodicità come inizialmente stabilito. Non è facile continuare ad investire mentre i soldi perdono terreno, ma nel caso del Pac ciò è indispensabile per la riuscita della strategia

Quanto serve per investire?

Bè, uno può fare un pac manualmente anche con importi minimi, tipo 50 euro, ma con 2.000 si riesce a bypassare le commissioni e ad ammortizzare meglio. Che importa, infatti, guadagnare il 5%, se ne spendo il 3 in commissioni e gestione? Allora meglio un conto deposito o una obbligazione

I portafogli vanno costruiti sempre tenendo conto dello scenario peggiore

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