Siamo Fuori dalla Crisi! Scommettiamo?

La rinascita economica italiana si mostra agli stranieri con le allegre sembianze del gufo renziano. Mentre il nostro Presidente del Consiglio si sbraccia in slanci di (in)cauto ottimismo, dall’estero arrivano storie sull’Italia a dir poco inedite. Reportage ed inchieste reali che qui non vedremo mai, nemmeno su Report o Piazza Pulita.

Le trasmissioni antisistema preferite dagli italiani (report, piazza pulita ma anche la gabbia) fanno un lavoro che merita rispetto, ma si concentrano sempre sulla corruzione e i paradossi comici di una burocrazia lenta e ottusa. Invece, sui dati macroeconomici reali e l’impoverimento dei salari non ci arriva niente di qualità. Anzi, la crisi si è fermata, l’occupazione aumenta e altre amenità e balle di questo tipo, come leggiamo sul “sòle” … 24 ore su 24.

L’economist, letto da oltre un milione di persone al giorno, ci propone un pezzo sul gioco d’azzardo in Italia. Un dramma incredibile di cui nessuno parla. In Italia, il business di lotto, slot machine, gratta e vinci e alchimie varie ha raggiunto un livello tale da scandalizzare persino il giornale di punta dei Rotschild.

Nell’ultimo numero, l’Economist prende in esame la vicenda di un incensurato rapinatore di Battipaglia che dopo la rapina a mano armata si reca nel vicino ufficio postale e paga lo scoperto sul conto corrente per debiti di gioco.

Come mai il gioco d’azzardo è in espansione in Italia se la crisi si è arrestata, si chiedono quelli dell’economist?

Rispondiamo noi: perché non si è arrestata. Specialmente al Sud siamo vicini alla richiesta di aiuti umanitari.

Tornando al gioco, nel 2014 gli italiani hanno perso 17miliardi e 200 milioni di euro, secondo i dati forniti dal Global Betting and Gaming Consultancy.

Per l’articolista dell’Economist “gli italiani hanno superato gli spagnoli come scommettitori più accaniti del sud d’Europa nel 2005. L’impatto della crisi finanziaria non è considerato fino al 2011, quando le giocate sono diminuite modestamente. L’Italia oggi stampa un quinto dei gratta e vinci del mondo e ospita un terzo dei suoi terminali per videolotterie. Il boom del gioco d’azzardo è legato alla difficile situazione finanziaria del governo italiano. Di fronte a debiti di grandi dimensioni, i ministri delle finanze si sono succeduti hanno visto in gioco una fonte succosa di entrate fiscali. Quasi la metà di quello che gli italiani perdono va al ministero del tesoro”.

E fin qui i gufi dell’Ecomist, come li chiamerebbe Renzi, noi aggiungiamo che questa questione è anche costata le dimissioni del miglior generale che avevamo in Italia, Umberto Rapetto.

RapettoFreak1

Qualcuno lo ricorderà come opinionista in diverse trasmissioni televisive ed esperto in diritti dei consumatori e cyber-truffe. Tutto questo fino al 2012, quando Rapetto, bontà sua, si inventò di colpire il settore del gioco d’azzardo in Italia. Apriti cielo!

Rapetto ha subito pressioni per non indagare, ma nonostante questo ebbe l’ardire di infliggere una mega multa da 98 miliardi a dieci società concessionarie del gioco d’azzardo di Stato, poi ridotta dalla Corte dei conti alla cifra di 2,5 miliardi. Da allora la carriera di Rapetto in Guardia di Finanza è sostanzialmente finita. Addirittura lo costrinsero a seguire un corso nella scuola dove aveva insegnato. Di tanto in tanto, potete leggere i suoi brillanti articoli sul Fatto Quotidiano, ma questa vicenda la dice lunga su un paese talmente nella cacca da spingere i suoi cittadini a rovinarsi la vita con le slot machine e a far dimettere quei funzionari che operano controlli rigorosi alle megasocietà che lucrano su questo business.

L’aumento del gioco d’azzardo, delle scommesse, dei gratta e vinci è in assoluto il miglior parametro – più del pil – per valutare lo stato di saluto di una nazione. Purtroppo.

 

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