A Parigi si muore. A Wall Street si danza

A Parigi si muore e l’Occidente è sotto schock, ma le Borse festeggiano tornando verso i massimi di periodo. Come mai? Nessuno ci avrebbe scommesso un soldo bucato nell’ultimo fine settimana! Bè… veramente qualcuno che c’ha scommesso evidentemente c’è. Per addentrarci nella questione, occorre però uscire dalle logiche che hanno mosso i mercati nel secolo scorso.

Oggi, a spostare i mercati in una direzione o in un’altra non è il sentiment del pubblico retail o dei piccoli commercianti di azioni (i traders), così come non lo sono le analisi degli studiosi di finanza.

A spostare i mercati sono i grandi fondi di investimento, gli hedge funds, i gruppi societari guidati dagli americani e in particolare dagli americani ebrei. Stiamo parlando di pezzi da 90, di affaristi senza scrupoli come Soros o Buffet – che su Wikipedia definiscono un filantropo – o uomini come Larry Fink, il boss della banca Blackrock che solo da noi possiede quote del colosso Unicredit e delle Poste.

Se proprio proprio vogliamo trovare una logica in questo bailamme oligarchico, allora potrei dire che gli ebrei di Israele traggono vantaggio indiretto da un’invasione della Siria da parte di coalizioni occidentali il cui sistema politico e soprattutto finanziario è “simile” a quello di Tel Aviv. Si va in questa direzione, infatti, con la Francia che spinge in questa direzione e dunque le borse sono salite.

Se a questo aggiungiamo che il sistema bancario internazionale è in mano alle lobby ebraiche ecco che il quadro sembra già più nitido di prima. Forse, partendo da questi presupposti, con la borsa valori aperta durante le sparatorie parigine – se quindi per ipotesi gli attentatori avessero deciso di aprire il fuoco venerdi mattina – allora con probabilità avremo assistito ad un crollo dei corsi azionari, in perfetto stile 11 settembre 2001. Invece tutti sappiamo che così non è stato e che le borse hanno riaperto lunedi sentendo l’eco delle bombe francesi sulla città siriana di Rakka. Altro scenario rispetto al 2001 e quindi altro andamento della borsa.

Ma al di là delle previsioni (impossibili), rimane in campo quanto si diceva sopra: la borsa non è condizionata dai dati macro, dalla geopolitica, dagli attentati, ma dal fiuto dei grandi investitori, che si spostano dove ritengono ci sia da far soldi.

In questi ultimi anni a dargli soldi è stata la Fed in pratica, oggi sostituita dalla Bce. I banchieri centrali inondano i mercati di liquidità alle banche che tengono in piedi il sistema debito/credito. Tutto il resto è noia. E purtroppo anche morte.

Cosa diventa probabile per Buffet, Fink e tutta l’allegra brigata dei magna magna?

Un ulteriore taglio sul tasso dei depositi! che non ho tanta voglia di spiegare di cosa si tratta. Sappiate comunque che ora è già negativo, -0,25 per cento, e che consentirà alle banche di poter prestare con maggior facilità. L’obiettivo è quello di svalutare l’euro e di portarlo alla parità col dollaro. Cosa peraltro scritta su micidial diverse volte in passato. Qui 3 anni fa abbiamo venduto euro e comprato sterline (valuta proxy del dollaro) e per ora ci stiamo guadagnando. Vedremo.

 

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