I Giovani Italiani Sempre più Poveri

Obiettivo America. Potrebbe tranquillamente intitolarsi così un documentario sulla povertà delle nuove generazioni europee. America perché, come già descritto qui, i risparmi del 70 per cento degli americani non supera i mille dollari e non basterebbero nemmeno a comprarsi uno scooter funzionante. Un modello economico che evidentemente i veri poteri internazionalisti vogliono trasferire anche in Europa.

I giovani italiani accumulano un livello di ricchezza ridicola, minuscola, rispetto a chi li ha preceduti. Pertanto, quello che oggigiorno si sente in osteria tra i bestemmiatori, e cioè che un giovane lavoratore degli anni ’70 era in grado di farsi la casa, mentre quello di oggi chiede i soldi ai genitori anche solo per comprarsi la macchina, ora viene cristallizzato anche dai numeri e dai grafici.

Come ci racconta il sempre mirabile trader modenese Giovanni Zibordi, “fatta 100 la ricchezza media in Italia, quella dei giovani è pari a 20!”

zibo

Guardando alla situazione italiana sui bilanci delle famiglie italiane secondo uno studio del 2014 proposto dal sole24ore, “si nota una polarizzazione in aumento sia per quanto riguarda la ricchezza netta che i redditi disponibili: il «10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta familiare totale» e il «10% delle famiglie con reddito più basso percepisce il 2,4% del totale dei redditi prodotti mentre il 10% di quelle con redditi più elevati percepisce invece una quota del reddito pari al 26,3%».

Queste tendenze hanno però interessato in modo non omogeneo le diverse fasce d’età. Mentre la posizione relativa degli individui anziani è migliorata rispetto alla media generale, i giovani tra i 19 e i 35 anni hanno visto il loro reddito equivalente calare di oltre 15 punti negli ultimi 20 anni.”

Come è potuto succedere?

Avanziamo 3 ipotesi

  1. L’Italia ha l’euro, moneta gestita interamente dai gruppi finanziari all’estero e non dallo stato. Pertanto l’Italia non può più investire un centesimo in infrastrutture e grandi opere. Ne consegue che l’Italia è fanalino di coda in quanto a cablatura internet, grandi opere, ricerca, ecc

  2. In Italia i “vecchi” attuali si sono lasciati andare al più bieco egoismo berlusconian – renzista: hanno deriso e isolato diplomati e laureati giovani negli anni economici di vacche grasse, soprattutto perchè loro non avevano studiato e temevano di essere scavalcati. Ora al potere e alla dirigenza delle aziende ci sono i loro leccaculo.

  3. La vecchia generazione, ancora al potere con i vari Padoan, scelse di concorrere con i cinesi, i pakistani e gli indiani sulla produzione di beni. Questo ha abbassato drasticamente il potere d’acquisto dei giovani italiani meno tutelati contrattualmente, ma dopo aver distrutto il mercato interno e l’indotto. Purtroppo, questa scelta non ha consentito affatto di conquistare nessunissimo mercato internazionale. Invece di imitare la Svizzera o la Svezia, abbiamo imitato gli States, appunto, con risultati talmente evidenti da non essere nemmeno interpretabili.

Per mantenere alto o decoroso il livello di domanda di consumo degli italiani, la politica sta andando sempre più nella direzione del debito privato, implementando politiche basate sulla carta di credito e non su quella di debito (il bancomat). Ciò significa più italiani indebitati e ricattabili. Si tratta dello stesso modello utilizzato da anni con enorme INSUCCESSO dagli americani, che infatti si sono enormemente impoveriti dai tempi spensierati di Happy Days.

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