I Valori dell’Occidente

L’obiettivo dei terroristi che hanno colpito Parigi è piuttosto chiaro, ma non è quello il punto importante. Per questo, “svelare” il motivo degli attentati è opportuno, ma inutile se non viene anche compresa e affrontata la principale difficoltà dell’Occidente.

IL PERCHE’. Se lo stanno chiedendo i cittadini normali, mentre gli analisti televisivi si sbizzarriscono esprimendo le tesi più contraddittorie e opportunistiche che si possano immaginare. Sui social, poi, la gente sembra letteralmente impazzita. C’è l’empatico che dice “non dimentichiamoci delle nostre colpe” e poi annuncia l’imminente giro all’Ikea; l’emotivo che pensa di “sterminarli tutti” tra una seduta al Solarium e la pizzata con quelli del calcetto; il fine analista geopolitico per il quale se un mussulmano scorreggia in ascensore “ci vuole più Europa”

In realtà, per comprendere i veri motivi che hanno portato all’attentato basterebbe pensare a quelle che saranno le sue probabili conseguenze. E le conseguenze saranno un intervento armato e massiccio in Siria da parte della Francia e forse di una coalizione europea. La conseguenza di questo intervento armato di terra sarà probabilmente la divisione della Siria in diversi stati (minimo due).

Cosa voleva l’Isis (o chi per essa)? Scompaginare le carte in medioriente costringendo il decisore politico della Francia alla guerra. Hanno già visto che questa scelta occidentale funziona alla grande per favorire i signori della guerra. Gli americani e gli israeliani godono come i ricci perché così possono continuare con il loro cartello sulle materie prime e mantenere una enclave di ricconi (gli ebrei) nel deserto di disgraziati che popolano la regione. In tal modo, pensano correttamente quelli dello Stato Islamico, non vi sarà una soluzione politica in medioriente (come vorrebbero i russi) e ogni fazione avrà la possibilità di ritagliarsi la sua fettina di territorio pazzo con l’opportunità di “giocarsela” ancora tra qualche anno. Cose già viste e riviste a Gaza, in Libano, in Iraq ed in Afganistan. Non è che ci voglia un genio (ma anche si, visto che nessuno sembra averla capita…)

IL PROBLEMA VERO PER L’OCCIDENTE. I militanti dell’isis hanno ragionato dal loro punto di vista in modo corretto: noi vogliamo prenderci la Siria con una guerra civile, la Francia è intervenuta contro e noi la colpiamo. Non ci vedo niente di immorale in questo, francamente. La cosa agghiacciante è però che quella religione, quella filosofia, quella storia, quei costumi… NON SONO I NOSTRI.

Questo è il problema. Noi non vogliamo abbracciare quella cultura, ma al contempo non sappiamo qual è la nostra. Noi lo capiamo che quelli non sono i nostri valori, ma non sappiamo quali sono i nostri. Questo mi terrorizza molto di più dei colpi di mitraglia.

Se fermiamo per strada un individuo qualsiasi e gli chiediamo a bruciapelo quali sono i valori dell’Occidente, vedremo un generale imbarazzo, risposte confuse o fortemente retoriche, qualche ardito proporrà il cristianesimo, senza però sapere in concreto di cosa si tratti.

In Occidente, ed in Italia soprattutto, non si legge. Specialmente non si legge di storia, mentre nelle scuole i programmi si perdono nei dettagli e nel solito nozionismo manualistico. Ad una studentessa il giorno dopo l’attentato ho chiesto quale fosse per lei il maggior valore dell’Occidente e mi ha risposto: la ricchezza.

Ecco, se in Occidente pensiamo che la nostra ricchezza sia il valore noi non abbiamo nessuna possibilità di affermare la nostra civiltà e verremo ben presto sostituiti e superati dalle altre. Bombe o non bombe.

QUALI SONO I VALORI DELL’OCCIDENTE. Visto che sono avvolti nel mistero, alcuni valori occidentali li svelo qui io, sperando che nessuno di fronte a tali incredibili news non vomiti sul tappeto di casa, non si strappi i peli delle ascelle e non si ingroppi il cane sul tappeto:

1. La società occidentale è fortemente autocritica. Grazia alla filosofia – che andrebbe studiata fin dall’asilo almeno per 1 ora al giorno inginocchiati e rivolti verso Atene – noi abbiamo sviluppato una cultura dinamica perennemente critica e ricercatrice di verità, sempre pronta a costruire e poi a rimettere in discussione quanto ha costruito. Per fare un paragone, immaginate il sapere come a un’isola che sta emergendo dalle acque. Più la terra emerge e l’isola si allarga, più aumenta la superfice chilometrica delle sue coste. La parte interna dell’isola è la conoscenza, le coste del litorale sono le domande filosofiche. Più sai, più chiedi. Più ottieni risposte e più fai domande. La cultura occidentale è rappresentata da Gesù che dice a Pilato: “io sono la verità” e da Pilato stesso che gli risponde: “e che cos’è la verità?”

Non vi riconoscete in questo valore? Bene! Preparatevi ad essere impalati dall’Islam fondamentalista ed io sarò lì accanto all’amico arabo a fare la punta al palo!!!

2. La società occidentale affonda le radici nel cristianesimo e sviluppa i rami più robusti nelle rivoluzioni (inglese, francese, russa).

Il cristianesimo – anche per i non credenti – è molto importante. Questo perchè si tratta di una religione che arriva a individuare un rapporto speciale – identificativo – tra l’essere umano e il divino. Questo aspetto della centralità dell’uomo lo vediamo svilupparsi chiaramente nell’Umanesimo italiano, in Pico della Mirandola ad esempio che riprende anche Platone su questo. L’uomo non è un essere come gli altri; ha la libertà di andare verso il bene o di andare verso il male, egli può scegliere, non ha solo istinti come l’animale. Egli è, appunto, Dio che si è fatto Uomo. Nelle altre religioni, in particolare in quella degli ebrei e in quella mussulmana, non è così manco per niente! Per quelle religioni Dio è lontano, è una forza misteriosa, non si è incarnato nell’uomanità. Questo ha influito enormemente sulla mentalità e gli usi di queste diverse civiltà ovviamente e in modo molto diverso.

3. Le rivoluzioni hanno fortunatamente spento l’emotività dei fedeli cristiani ed i privilegi ecclesiastici. Il cristianesimo ad un certo momento della storia era decaduto nei suoi riti esteriori più vuoti e liturgici ed i rivoluzionari hanno allora indirizzato l’Occidente verso l’individuazione dei diritti fondamentali dell’uomo.

L’uomo ha diritto alla vita e alla libertà (rivoluzione inglese), ha diritto all’uguaglianza civile e alla rappresentanza (rivoluzione francese) ha diritto all’emancipazione economica (rivoluzione russa).

Lasciamo completamente perdere se queste idee occidentali poi si sono affermate o meno e in che misura e come. Tra l’altro i valori sono molti di più, noi qui abbiamo indicato solo i più importanti. Ciò che ora conta davvero è capire che questi sono i nostri valori, almeno in teoria, almeno nella nostra mentalità e nel nostro corpus di leggi

Li dobbiamo difendere e sostenere promuovendo una operazione educativa e normativa? Dobbiamo costringere i residenti che vivono in Europa da adeguarvicisi?

In altre parole, i nostri valori sono migliori di quelli di altre civiltà?

Si

ma se manco li conoscete voi caucasici la vedo duretta. E forse fanno bene a spararci addosso.

 

2 Commenti

  1. Ho letto con molto interesse questo articolo, che da musulmano occidentale considero abbastanza condivisibile. Mi ha colpito l’ansia di ricerca di una propria identità occidentale, credo che oltre lo stereotipo ci sia ancora la possibilità di scatenare una forza propulsiva che dia un nuovo significato a questo sentire. Giocoforza per me è la nascita di un Islam europeo forte e consapevole, che si scrolli di dosso il complesso di inferiorità verso gli arabi.. ma questo è tutto un altro discorso.
    Non sono convinto però che si possa parlare di occidente in senso compatto, io credo che culturalmente poco abbiamo poco a che spartire con la Scandinavia o la Danimarca.
    Un piccolo appunto, l’autore è impeccabile per quanto riguarda il fondamentalismo islamico, tuttavia quando tenta un analisi storica di quello che sarebbe l’influsso delle religioni Cristiana, Musulmana ed Ebraica, dimostra lacune pesanti e scarsa capacità di analisi.

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