Banche. Se la Valanga si Stacca

Il vero problema del bail in NON E’ che adesso le banche non possono più essere salvate dallo Stato in virtù di una norma al solito calata dall’Unione Europea. Il vero problema del Bail in è che adesso questa informazione comporta molta più sfiducia vero la banca “di fiducia”.

Tutti sono convinti che con il bail in le banche che dovevano fallire ora falliranno.

No-O! questo è un aspetto molto secondario. Se così fosse, alcune banche sarebbero comunque fallite e il sistema pubblico di rif o di raf sarebbe intervenuto per limitare i danni appesantendo però il peso sui contribuenti tutti, cioè zavorrando ancora di più il debito pubblico. Invece, con l’introduzione di questa norma, fatta con le solite modalità criminali dalla UE, si rischia che falliscano anche banche che probabilmente non sarebbero mai fallite senza la norma.

Com’è oramai universalmente noto (adesso però…), a causa del bail in, nel caso di un fallimento bancario, l’investitore/risparmiatore interessato al default subisce un rischio con questa gerarchia di perdite:

bailin

Ovviamente, cosa fanno ora i vari investitori/risparmiatori dopo le notizie di suicidi (come nel caso del pensionato di Banca Etruria) e dopo aver visto in diretta tv i pianti degli obbligazionisti delle ultime 4 banche fallite?

Cercano di capire se la loro banca sia sana o meno, se sia a rischio fallimento o meno. Per questo, noi ne abbiamo parlato diversi mesi or sono qui

La Mia Banca è a Rischio Fallimento?

Ora questo tipo di ricerca ha perso molto del suo significato originale.

Perché? Perché a molti risparmiatori sfugge il sistema delle obbligazioni, sia statali che corporate bancarie.

Com’è noto, le banche propongono ai propri clienti i loro prodotti, che sono quasi sempre delle obbligazioni. Le obbligazioni, tuttavia, rarissimamente vengono proposte al momento della loro emissione, ma in un momento “qualsiasi”, quindi anche e soprattutto indipendentemente dalla data di emissione, cioè quando la quotazione nominale è di 100.

Dunque, se chicchessia volesse liquidare le obbligazioni PRIMA della naturale scadenza può farlo e può farlo anche guadagnandoci se il mercato lo consente. Tuttavia, per vendere qualcosa al mercato – qualsiasi prodotto – occorre che vi sia qualcuno che quel prodotto lo domanda

E CHI CAZZO VOLETE CHE VI COMPRI LE VOSTRE OBBLIGAZIONI ORA, MAGARI DI UNA BANCA CONSIDERATA AMMALATA???

In altri termini, se avete sottoscritto obbligazioni con una banca in qualche modo sospetta di appartenere o imparentata anche lontanamente a quelle malate, voi farete fatica in questi giorni a venderle. Lasciamo perdere tutti i distinguo tra obbligazioni senior, iunior ecc. ecc. sulle cui caratteristiche adesso tutti i siti finanziari danno spiegazioni. Immaginatevi semmai questa scena: voi andate in Banca e dite… “ehi direttore Giggggggggi, carissimo. Lo sai quelle obbligazioni che mi hai fatto comprare due anni fa della tua banca? Si, ecco, vorrei liquidare”.

Lui dirà che noooooo, ma perché maiiiiii, “ma guarda che staccano una cedola alta rispetto a quello che offre il mercato” e altre robe così. Allora voi insistete, che diamine! Il Bail in incombe e non si sa mai. Quindi il direttore Gigggggi deve darvi retta e vendere.

Peccato che tutti ora ragionano così e pertanto queste fottute obbligazioni la vostra banca non riesce a vendervele. Voi le tenete in saccoccia e auguri per il 2016, quando scatterà il bail-in operativo.

Come diceva tanti anni fa Gerry Calà: CAPITTTTO???????

ps se sta cosa continua e si alimenta vien giù la valanga… indipendentemente da quanto è buono il vostro istituto di riferimento. Ovviamente non è una previsione, non penso che ciò avverrà, ma ora come ora è questo il pericolo maggiore, non tanto che la vostra banca pinco pallo della Val Camonica abbia crediti inesigibili

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