La ricchezza degli Italiani

E’ appena uscito, fresco fresco di stampa, ehm di pdf, il nuovo report della Banca d’Italia sulla Ricchezza delle famiglie italiane. Da questo report pubblicato online il 16 dicembre si possono ricavare molte informazioni importanti. Intanto, cominciamo col dire che la Banca d’Italia si basa prevalentemente sui seguenti segmenti per fare la propria analisi:

1.abitazioni

2.oggetti di valore

3.fabbricati non residenziali

4.impianti, macchinari, attrezzature e scorte

5.terreni.

Questo, almeno, quello che si legge nella videata principale della ricerca. Scavando nel documento, però, emergono anche altri dati significativi, in particolare quelli riguardanti le tanto temute obbligazioni bancarie che proprio in questi giorni sono sotto la lente d’ingrandimento dei giornali dopo il piano di salvataggio governativo di 4 banche che ha lasciato a bocca asciutta proprio gli obbligazionisti.

Perché, inutile nascondersi dietro un dito, la gggènte non si è accontentata in questi anni di inflazione zero dei rendimenti dei conti di deposito e dei buoni postali, ma si è lasciata convincere con molta facilità dai bancari di fiducia sull’acquisto di obbligazioni. Il risultato è  stato questo:

famiglie

Anche se questo formato non è di agevole lettura, sottolineamo il fatto che dal 1995 al 2014 compreso gli investimenti degli italiani in obbligazioni bancarie è cresciuto del 580%.

Concordiamo dunque con Guido Gennaccari di Tadingroomroma quando dice che sono “troppe obbligazioni bancarie nei portafogli delle famiglie, dove erano Consob e Banca d’Italia dal 1995 ad oggi? L’unica arma di difesa è la cultura: rischio-rendimento-tempo-diversificazione sono concetti che devono essere ben compresi nella scuola dell’obbligo, anche se il potere politico preferisce il cittadino ignorante”.

Per visionari grafici più approfonditi sul tema ricchezza delle famiglie italiane vi invitiano a visitare la pagina di Gennaccari al link tradingroomroma.it 

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