Le Pen! (dans l’arriére de la fausse Gauche et de la fausse Droite)

Compagni dai campi e dalle officine, prendete la falce, il martello e votate Le Pen. Le recenti elezioni amministrative in Francia hanno portato alla vittoria Marine Le Pen, che molti in Italia si ostinano a confondere col padre Jean Marie, fondatore del Fronte Nazionale e uomo di estrema destra. La cosa che fa più sorridere di tutta la vicenda è l’atteggiamento degli attivisti politici italiani che così rivelano un’incredibile incomprensione del fenomeno lepeniano in Francia. A destra, per salire sul carro del vincitore, si sbracciano politici come Matteo Salvini, che ostenta foto con Marine e frasi ad effetto copiaincollate direttamente dal programma del Fronte Nazionale francese. A sinistra, invece di muovere il culo, abbiamo il solito sdegno moralistico: i francesi sono egoisti, razzisti e solo l’Europa ci salverà e bla bla bla.

Salvini trasuda malafede lontano un miglio: ma da quando in qua un partito che predicava la secessione regionale e l’iperfederalismo può diventare “nazionalista”? Sarebbe come considerare dolci e teneri i micetti perchè a Vicenza se li mangiano con la polenta!

Il pesante idealismo della “sinistra” di un Vittorio Zucconi o di una Boldrini risulta comunque non meno incredibile. Anzi, è inaudito proprio.

Marine Le Pen ha vinto in Francia nelle regioni dove l’altra volta votarono socialista. Ciò significa che per l’elettore francese di sinistra, la LePen è più a sinistra di Hollande. Eeeeeee … ha perfettamente ragione!

Ciò che sfugge ai soloni analisti è questo: non va confusa la destra e la sinistra novecentesca con la destra e la sinistra storiche dell’epoca costituzionalista europea e risorgimentale italiana. La destra e la sinistra “storiche”, quelle di metà Ottocento, sono tornate in pieno ed hanno rimpiazzato in toto la dx e la sx del secolo appena passato.

A caratterizzare le vecchie classificazioni di dx e sx – nell’ottocento premarxista – c’erano sfumature relative al suffragio universale. Oppure dibattevano sul ruolo del Re: con diritto di veto, senza diritto di veto, il Re deve avere il catetere, con la corona, sopra il trono, sposato, con un seguito di mignotte, coi baffi, senza i baffi ecc. ecc. ecc.

Per TUTTE le altre questioni, la destra e la sinistra nell’Ottocento erano la stessa identica cosa.

Pochi potevano votare in quella Europa; chi votava eleggeva deputati di una classe sociale simile agli elettori, cioè della medio-alta borghesia. I temi cari alla sx erano le privatizzazioni (sissignore, avete letto bene!), come nel caso delle ferrovie di stato nel 1876, oppure il già citato sistema elettorale. La destra, invece, era più vicina al mondo imprenditoriale agrario; avrebbe preferito per esempio che le ferrovie rimanessero pubbliche e che per andare a votare bisognasse sapere il latino e avere almeno 4 cognomi.

Tutte le altre roboanti differenze che avete letto sui libri di storia sono balle, francamente. La vera differenza tra dx e sx, così come noi oggi la intendiamo, nasce solo con la fondazione del PSI, e poi soprattutto con Gramsci e la nascita dei partiti nazionalisti. Ma ciò si concretizza davvero solo nel XX secolo, non prima.

Oggi, in Europa è uguale: non c’è nessuna differenza di classe tra dx e sx. I politici di quei due schieramenti vogliono le stesse cose… hanno le stesse ricette. Appartengono alla stessa classe sociale: la medioalta borghesia. Si combattono solo per questioni legate al gruppo dirigente: chi è all’opposizione dice che la prossima volta tocca a lui. E basta.

Su Europa, moneta euro, Nato, immigrazione, tassazione, privatizzazioni, geopolitica, infrastrutture (si veda ponte di Messina) dicono tutti le stesse cose e i loro distinguo sono appena sussurrati affinchè, gattopardescamente, nulla cambi.

Marine Le Pen in Francia no, lei non dice le stesse cose che dicono Sarkozy (il Berlusconi da noi) e Hollande (il Renzi da noi). Dice cose diverse ed è per questo che in Francia ha vinto. La paura degli immigrati ha fatto la differenza, è vero, ma sulla grave situazione araba la sinistra francese, da Miterrand in poi, ha avuto un atteggiamento coloniale e provocatorio. Di certo Sarkozy – uomo perfettamente centrodestrosinistro – ha più responsabilità di Marine le Pen o no??

Chi ha bombardato la Libia distruggendo lo stato laico di Gheddafi e facendola cadere in mano ai fratelli mussulmani? Chi ha dato una spallata alle primavere arabe usandole come un clava contro gli stati laici di Egitto e Siria?

Non sono forse stati i francesi centrodestrosinistri di Sarkozy e di Hollande a destabilizzare il medioriente? Non è stato forse un certo D’Alema a consentire il bombardamento della Bosnia, paese oggi non a caso con il numero record di foreign fighters dell’isis?

Non sono forse questi politici che hanno affidato l’economia dei rispettivi paesi ai tecnocrati banchieri di Francoforte?

E allora, perché mai un operaio o un impiegato francesi dovrebbero ri-votarli?

Ps. Il fenomeno LePen va ascritto alla tipologia rossobruna, secondo me, cui verrà dedicato articolo apposito

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