ONG, e starsene a casa propria?

Le organizzazioni non governative, in sigla ONG, concentrano la loro attività nella cooperazione allo sviluppo e sono riconosciute dal Ministero degli esteri ed inserite in una specifica lista. All’apparenza non hanno fini di lucro e la loro attività è da tutti considerata assolutamente meritevole e sganciata da quella politica del governo. Si occupano di fame nel mondo, istruzione dei bambini, persone che soffrono, di promuovere la pace e l’ecologia. Insomma… a prima vista verrebbe da dire che si tratta di associazioni ottime. Ma, come dice il poeta, “l’ottimo è nemico del Bene”. Pertanto, meglio sarebbe diffidare

E DIFFIDIAMO ALLORA.

Diffidando di qua e di là, si scoprono un sacco di cosette interessanti

VOLONTARI STO PIFFERO. La credenza popolare narra di giovani dabbene che si recano in culo al mondo, tipo sud del sud del Sudan del sud a ripulire i bambini dalle pustole. Quello certo che esiste, ma occhio che forse appartiene più al mondo delle missioni che a quello delle ONG.

“A Wall Street peserebbe quanto Apple. Alla Borsa di Milano sei volte l’Eni. I loro fondi riuniti rappresentano la quinta economia mondiale. Hanno in mano un grande potere”.

Con queste durissime parole Valentina Furlanetto ha messo un po’ di chiarezza sul tema, svelando l’ipocrisia che ci sta dietro alle ONG. Chi lavora all’estero in queste ong sta cercando un lavoro, come tutti. All’interno c’è una gerarchia interna. Una volta scalata un pochino la gerarchia lo stipendio vola e si prendono tanti, tanti soldi.

LE ONG COME ELEMENTO DI DESTABILIZZAZIONE. Siccome questo è micidial e ci si occupa di economia politica, le ong interessano soprattutto per quello che potrebbero anche nascondere, senza troppi moralismi sui giovanotti dabbene che vi si recano sperando poi di infilarsi all’Onu come funzionari.

Pochissimi sanno infatti che dietro alle ONG ci sono banche, finanziarie, fondi… Perché lo fanno? Bè, perché hanno tutto l’interesse a spiare e destabilizzare, portando dei loro omini in quelle aree e poi intervenire come elemento logistico una volta che si è scatenato il casino.

Facciamo esempi?

Il magnate americano George Soros sponsorizza ong ed ha anche fondazioni a suo nome in giro per il mondo. Nel mar Caspio le ong vicine a lui e al resto della cricca finanziaria americana hanno fatto letteralmente un bordello in Cecenia negli anni ’90. Di recente hanno bissato il lavoro sporco, anzi “pulito”, in Ucraina.

Sul canale informativo russo sputniknews pare non abbiano dubbi e pochi giorni or sono hanno annunciato che:

“la Procura generale della Russia ha qualificato “indesiderabili in Russia” altre due ONG straniere. Secondo la portavoce della Procura Marina Gridneva, citata dall’agenia RIA Novosti, si tratta di Open Society Foundations e di OSI Assistance Foundation che entrambe fanno capo al Soros Fund — rete internazionale di organizzazioni filantropiche, create dal miliardario americano George Soros.

“È stato accertato che l’attività (loro)… rappresenta una minaccia alle basi dell’ordinamento costituzionale della Federazione Russa e alla sicurezza dello Stato”, — ha detto Marina Gridneva.

La decisione è stata presa sulla base dell’analisi svolta dopo il ricevimento di una lettera del Consiglio della Federazione della Russia in cui i parlamentari chiedevano alla Procura, al ministero degli Esteri e al ministero della Giustizia di verificare l’attività delle ONG incluse nella cosiddetta “stop-list patriottica”, approvata dalla Camera alta del Parlamento russo in luglio dell’anno in corso.

Se tanto ci da tanto, il sospetto è lecito porlo anche su ong non direttamente dipendenti da Soros anche se profumano di bontà dai canali televisivi italiani. Ci riferiamo in particolare a Medici senza Frontiere

«Medici Senza Frontiere, nel proprio rapporto annuale (rapporto 2010), include come donatori finanziari, Goldman Sachs, Wells Fargo, Citigroup, Google, Microsoft, Bloomberg, di Mitt Romney Bain Capital, e una miriade di altri interessi corporativi-finanziere. Medici Senza Frontiere ha rappresentanti dei banchieri anche nella sua commissione di consiglieri, tra cui Elisabetta Beshel Robinson di Goldman Sachs (e l’immancabile Soros, con Open Society Foundation)… l’organizzazione Medici Senza Frontiere sta fornendo il supporto per i militanti armati e finanziati dalla Occidente e i suoi alleati regionali, la maggior parte dei quali si rivelano di essere combattenti stranieri, affiliati o appartenenti direttamente ad Al Qaeda e il suo braccio politico de facto, i Fratelli Musulmani. Questa cosiddetta organizzazione di “aiuti internazionali” è in realtà un altro ingranaggio della macchina militare segreta contro la Siria, svolgendo il ruolo di battaglione medico» Fonte: OltrelaCorte

Stiamo esagerando? Da quest’ultima nota, quella di medici senza frontiere, prendiamo per forza  le distanze, visto che non c’è modo di approfondire di più, ma come diceva quel tale, a pensar male si fa peccato e spesso ci si indovina

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