Didattica: le 3 Pentole di Sir John Templeton

“Quando il sangue scorre per le strade, quello è il momento di comprare”. Sir John Templeton si riferiva ovviamente ai momenti di panic selling sulle borse, quando le cadute o lo scoppio delle bolle azionarie trascinava con se momenti di panico assoluto e di vendite dettate dall’emozione. Ecco che per Lui in quei casi si potevano comprare azioni societarie a prezzi stracciati ed era una ghiotta occasione di acquisto. In effetti, se vediamo cosa è successo allo SP500 americano DOPO il 2008 occorre riconoscere che ci aveva visto giusto. E’ davvero strano come una frase così apparentemente cinica (io la trovo deliziosa per molti aspetti della psicologia delle masse) sia stata pronunciata da un autentico filantropo dell’umanità, un uomo che oltre a fare affari ha voluto regalare un totale di 1 miliardo di dollari a scopi benefici, in particolare nel campo della salute. Tuttavia, nonostante le contraddizioni – ripeto – solo apparenti, è bello scoprire che Sir Templeton è anche l’autore di una delle tattiche più efficaci per investire i propri risparmi: le tre pentole.
Secondo Templeton, gli investimenti sarebbe bene che lievitassero come i dolci da forno, lentamente ma inesorabilmente, cioè che fruttassero piano piano e in modo continuo. Niente azzardo e colpo grosso insomma, che è forse la più grande tentazione di chi investe denaro.
Funziona così. Prendete tre pentoloni, nel primo, il più grande, ci ficcate la maggior parte del capitale con caratteristiche di bassissimo rischio, cioè obbligazioni statali, buoni postali, conti di deposito, pronti contro termine. L’obiettivo è il massimo rendimento di periodo, che quando scrivo difficilmente può superare il 2% di rendita annua. Se il vostro capitale totale ammonta a 100, la quota da mettere in questa pentola sarà 70.
Nel secondo pentolone, invece, ci metterete prodotti a rischio medio, cioè obbligazioni corporate, oppure per i più attenti alle cose di mercato dei fondi bilanciati. Mentre scrivo, difficile attendersi da questa pentola una resa superiore al 5%. Riserverete a questa parte del patrimonio il 20% totale.
Il terzo pentolone è per i cuori robusti, cioè per l’alto rischio, che, per inciso, va tradotto con azioni, futures, hedge fund, etf. Se le cose vanno bene, e sottolineamo SE, ci possiamo attendere da questa porzione un rendimento attorno al 15%. Il pentolone sarà piccolo, riservando ad esso la quota del 10% del capitale.
La tabella qua sotto rende bene l’idea
PRIMA PIGNATTA
SECONDA PIGNATTA
TERZA PIGNATTA
Basso rischio
Medio rischio
Alto rischio
Rendimento ipotesi 2%
Rendimento ipotesi 5%
Rendimento ipotesi 15%
Bond statali – Conti deposito –buoni postali
Bond Corporate – Fondi Bilanciati
Azioni – futures – Etf – Hedge Fund
70% del capitale
20% del capitale
10% del capitale
(ehm, lo so, lo so, la qualità estetica della succitata tabella in formato word vi fa provare eiaculazioni elefantiache, ma passerà)
Tutto qui? NO, adesso viene il bello. Se, come può accadere, i mercati periodicamente mettono il turbo, i margini di profitto derivanti dal terzo pentolone vanno prelevati dal terzo pentolone e ficcati la metà nel primo pentolone, e l’altra metà nel secondo pentolone.
Quest’ultimo essenziale accorgimento rappresenta il lievito della nostra cucina ed è il valore aggiunto proposto da Templeton. Funziona? Bè, dipende da QUALI prodotti ficco nei pentoloni e dalla disciplina nel mantenere questa tattica di investimento, tuttavia storicamente ed evitati i cigni neri del mercato avrebbe funzionato piuttosto bene.
Templeton e le sue tre pentole sono usati dai risparmiatori abituarli?
No…!!!
Almeno, questa tattica non è utilizzata dal 99 per cento degli investitori italiani, che dunque si possono dividere in due tipologie:
  1. quelli che mettono quasi tutto nella pentolona 1
  2. quelli che mettono quasi tutto nella pentolona 3.
In ambedue i casi è chiaro che i soldi a lievitare nei pentoloni ci vanno SOLO se entra lo stipendio e SOLO se su di esso si risparmia qualcosina a fine mese.

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