Investire analizzando i Tassi di Interesse

E’ possibile trovare un rapporto tra i tassi di interesse delle obbligazioni e l’andamento delle borse? Nel corso della storia si sono presentate correlazioni diverse, nel senso che vi sono stati periodi storici dove a tassi bassi sono seguite discese della borsa, altri nei quali a salite dei tassi sono seguite altrettante salite della borsa, altri ancora con correlazione inversa, cioè a ribasso dei tassi sono seguiti rialzi borsistici e viceversa. Insomma, pare di capire che se seguiamo il metodo “storico” non se ne va fuori: ogni periodo va per conto suo e non pare possibile trovare una legge tra i tassi e la borsa costante nel tempo.

La cosa in effetti è davvero complicata e lo vediamo nelle sedute borsistiche di questi giorni.

Caso USA: rispetto a qualche mese fa in America i tassi sono scesi. La Borsa non è scesa poi molto. In pratica, ad oggi, si potrebbe dire che a discesa forte dei tassi si registra una tenuta del mercato azionario Usa.

Caso EUROPA: i tassi sono scesi in Europa, ma la Borsa anche. Quindi, hic stantibus rebus, a tassi bassi corrisponde una caduta delle Borse in euro.

Insomma, a prima vista sembrerebbe che non sia possibile basarsi sulla curva dei tassi di interessi per decidere un investimento azionario.

A prima vista …

E’ a tutti noto che i “classici” ci consigliano di osservare i tassi di interesse perché la grande massa degli investitori sposta i soldi dove vede la maggior convenienza.

Se investiamo in un conto deposito che rende il 5% e dopo un certo lasco di tempo ci abbassano l’interesse all’1% siamo maggiormente propensi a disinvestire ed a spostare i nostri soldi in un altor asset finanziario, magari quello più rischioso della borsa. Naturalmente, ciò per logica avviene in “aggregato”, non è un automatismo.

Sulla scorta di questa ragionevole considerazione, conviene mettere il proprio denaro in obbligazioni quando i tassi crescono e metterli, al contrario, in azioni quando i tassi di interesse scendono.

Purtroppo, nella storia dei mercati finanziari – come sopra detto –  vediamo che non va proprio sempre così e rimaniamo spiazzati.

Secondo la nostra visione, questo mistero è in gran parte risolvibile prendendo in considerazione LO SPAZIO CHE RIMANE ALLE BANCHE CENTRALI PER FAR SCENDERE I TASSI DI INTERESSE.

Detto diversamente, le borse per la logica salgono se i tassi di interesse scendono, ma lo fanno “davvero” e in modo solido solo se i tassi che sono in discesa hanno margini per scendere ancora.

E’ un po’ come se gli investitori si dicessero: “mmmmmmmm, qua gli interessi scendono, non ci guadagno un fico e in futuro la tendenza pare essere quella di una ulteriore discesa dei tassi. Allora è meglio se mollo le obbligazioni e mi butto sulle azioni!”

MA, se la discesa dei tassi è finita perché non c’è più spazio, allora forse val la pena di pensare che in fondo le obbligazioni sono più sicure delle azioni… che i tassi più di così non scendono … che i tassi potrebbero anzi aumentare e mettere in crisi le aziende (specialmente quelle indebitate) … insomma:  meglio non rischiare. Ecco perché quando i tassi di interesse sono a zero, la manopola delle banche centrali non conta più tanto: se Fed e Bce, ma soprattutto Fed, hanno lavorato per tenere bassi i tassi, ora questo giochetto non riesce più bene perché sono arrivati al fondo della loro capacità di manovra in tal senso.

Il suggerimento che diamo dunque è:

  1. Controllare la curva dei tassi di interesse
  2. Osservare se vi è (ancora) spazio per ribassi dei tassi. Se la risposta è si, valutare l’investimento in Borsa.
  3. Se non vi è più spazio, individuare nella liquidità o nelle strategie più raffinate di short tecnici la tattica d’investimento più efficace

CURIOSITA’: dove posso trovare la curva dei tassi? Possiamo andare qui: https://www.ecb.europa.eu/stats/money/yc/html/index.en.html.

I dati della Bce linkati sopra sono seri (almeno quello) e si possono pigiare i tasti modificando a piacere il tasso che ci interessa di più in quel dato momento, diversificando per tempo (5 anni, 10 anni, ecc) e sovrapponendo le curve dei diversi periodi di riferimento.

Qua sotto, a puro titolo di esempio, abbiamo tracciato la curva dei tassi delle obbligazioni a 10 anni mettendo come riferimento 2015 e  2005.

bonds

 

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