La Borsa dei Piccoli: come costruire un Capitale col Trading

Gli appassionati di borsa e di tradingonline hanno visto in questi anni accavallarsi siti istituzionali, blog di grandi trader, forum di finanza, siti ad abbonamento dei segnali, ecc. Oggi il panorama dei blog dedicati è talmente numeroso da ingenerare solo confusione. Da qualche anno, tra i siti web di maggior riferimento, traderpedia è diventato un punto fisso e imprescindibile. Ricalcando in parte l’idea del più noto wikipedia, Traderpedia è settoriale, ma molto ricco e soprattutto in continua evoluzione. Un sapere enciclopedico che è diventato ancora più interattivo e ipertestuale da quando il patron, il trader veneto Stefano Fanton, ha aperto su Facebook il gruppo www.traderpedia.it. Anche se sono passati poco più di due anni, il gruppo ha superato da tempo i 4000 appassionati e quotidianamente si possono leggere autentiche perle nelle discussioni tra gli utenti (spesso professionisti). Anche se nessun post facebookiano andrebbe mai preso per oro colato, neanche quando a scriverlo sono i maestri italiani del mestiere, leggendo tra le righe si possono raccogliere diversi e preziosi spunti di studio. Vi proponiamo – grazie al consenso dell’autore – uno dei recenti post di Enrico Stucchi, trader che ha studiato la statistica e l’emotività nel trading dopo una lunga carriera nell’area manager delle telecomunicazioni.

L’intervento che riportiamo, seguiva il quesito di un utente che possiamo così sintetizzare: come costruire un capitale tramite il trading partendo da cifre molto molto modeste? (i corsivi in blu sono nostri, ndr)

stucchi⌈La premessa è che si vuole costruire un capitale importante, il più rapidamente possibile, partendo da un capitale limitato (diciamo 2000 €). Si suppone ovviamente che la persona in questione campi grazie ad altri ricavi (o che sia mantenuto) e che tale capitale possa essere messo tutto a rischio.

Non è presa in considerazione l’ipotesi di aspettare ad essere più capitalizzati risparmiando del denaro che provenga da altro reddito. Personalmente vedo due possibili strade.

PRIMA STRADA

Sfruttare al massimo la più straordinaria delle formule della matematica finanziaria: quella dell’interesse composto.

In questa formula il capitale di partenza è un fattore moltiplicativo semplice (quindi il meno importante), mentre risultano più importanti:

– la base della potenza (il tasso d’interesse) e soprattutto

– l’esponente (il numero di frazioni di tempo di maturazione).

Nel trading, la classica formula dell’interesse composto si trasforma e richiede come base la profittabilità media dell’operazione e come esponente il numero di operazioni.

Per sfruttare tale legge occorre pertanto fare tante operazioni sfruttando un money management del tipo antimartingala (nella sua versione più semplice, che può però declinarsi in altre forme in base allo strumento scelto, visto che per esempio con i future l’antimartingala classica non può essere usata per ragioni di frazionabilità).

Se la matematica non è un’opinione (unico punto certo) in una formula del tipo “x elevato alla y” è meglio raddoppiare il numero di operazioni (y, esponente della potenza) che non la profittabilità (x, base della potenza, purché x sia maggiore di 1).

Ecco perché facendo operatività ad alta frequenza non perderei tempo a cercare grossi profitti per singola operazione.

Le tecniche mean reverting (Reward/Risk bassi, W% elevati) sono pertanto preferibili rispetto a quelle trend follower (Reward/Risk elevati, W% bassi).

Ci sono tuttavia alcuni “però” da prendere in considerazione. Più è alta la frequenza delle operazioni e maggiore diventa l’impatto dei costi transazionali (commissioni + spread+ slippage). Infatti uno spread bid/ask di 1 tick/pips pesa il 10% di un profitto o una perdita di 10 tick, mentre incide solo per l’1% ricercando per esempio un profitto/perdita da 100 tick/pips. Ne consegue che per l’attività ad alta frequenza occorre scegliere strumenti con spread molto stretti, commissioni basse e alto valore unitario del tick/pip.

Potendo lavorare con i future non avrei dubbi che il Dax è lo strumento ideale, tuttavia non avendo abbastanza margine per trattarlo, dovresti usare i CFD che allargano lo spread bid ask rendendolo molto meno appetibile per questa operatività.

L’elevato impatto dei costi transazionali comporta che la formulazione matematica pura, che consiglia di operare ad altissima frequenza con profitti limitati, debba prendere in debita considerazione anche questi fattori. Inoltre è inutile nascondersi che questa incidenza comporterà la necessità di possedere molto “talento” .

In altre parole per fare scalping bisogna essere in grado di battere il “caso” (il valore atteso) molto più spesso che con un trading più “rilassato”. Ciò significa che occorre essere molto più bravi e che occorre mantenere tale costanza di risultati nel lungo periodo (cosa molto difficile).

La costanza dei risultati ha influenza diretta su un altro dei fattori: quanto rischiare per singola operazione. Se un trader avesse un ruolino di marcia costante e riuscisse a mantenere costante nel tempo i propri parametri statistici di Win Ratio e di RAPAL (Ratio Average Profit/Average Loss), la percentuale di rischio ottimale sarebbe quella data dalla formula di Kelly. Purtroppo dato che questo è impossibile, è facile dimostrare che usando la formula di Kelly con piccoli spostamenti dai valori medi, il fallimento diventa un fatto certo. Occorre pertanto utilizzare un fattore correttivo all’ottimistica formula di Kelly. Con un capitale consistente direi che tale fattore è perlomeno 5-7 (si deve dividere per 5-7 il valore ottenuto in base alla formula di Kelly). Con un capitale ridotto sei costretto a rischiare di più ma almeno un fattore di riduzione di 3 alla formula di Kelly lo applicherei.

Infine c’è da considerare che per fare scalping occorre un minimo di tempo a disposizione in più, magari concentrato nelle ore a maggiore volatilità.

 SECONDA STRADA

A mio avviso questa è più “semplice” e senza dubbio più affine alla mia indole (il che non significa necessariamente migliore). Ogni anno sul Nasdaq ci sono almeno 15 titoli che, nel corso di alcuni mesi, hanno movimenti percentuali a 2 cifre. Spesso si tratta di salite a “gap-up”, pertanto imprendibili, ma ci sono anche alcuni casi di salite “continue”. Premesso che è impossibile comprarli sui minimi e venderli sui massimi, si può monitorare il mercato (grazie anche ad alcuni screener) alla ricerca degli astri nascenti, sperando di riuscire a cavalcarli per una “decente” frazione del loro rialzo. Ovviamente si tratta di titoli che come fanno il 50% in una settimana possono fare anche il -50% nel medesimo lasso di tempo. Si tratta di fare poche operazioni buone all’anno, statisticamente non significative per potere fare alcun ragionamento sensato di R/R o di money management.

Si cerca di seguire il trend finché c’è e di portare a casa le penne se si gira. O la va o la spacca. Del resto con un capitale così, o rischi parecchio o non cresci. In questo caso, la matematica di Kelly non ha più alcun valore vista la scarsa significatività statistica delle operazioni.

Un’alternativa valida ai titoli del Nasdaq è il trading sulla volatilità ma qui si apre un film talmente lungo da non potere essere trattato in questa sede.

NB: Ho scelto il Nasadq come mercato perché secondo me è il più adatto per questo tipo di attività in quanto essendo pieno di titoli “tech” e “bio-tech” è più probabile trovare astri nascenti (che non sempre diventano stelle e che spesso si spengono alla stessa velocità con i quali si sono accesi). Nonostante si tratti di titoli in genere “sottili” spesso scambiano controvalori comparabili con molti titoli nostrani dei mercati “grossi”.

In genere questi mercati sono trainati da rumors e notizie. Come trattarli? Ognuno ha i suoi gusti. Diversificare si, piramidare no, uscire quando cambia la musica. Analisi tecnica, patterns, indicatori….per me no grazie ma ognuno faccia come crede. Purtroppo con le azioni o hai un broker con commissioni veramente basse (ne conosco uno solo) oppure con un capitale così esiguo non diversifichi molto, visto che le commissioni round turn ti mangiano molto profitto⌋.

NOTA DI MICIDIAL: per chi volesse meglio conoscere i protagonisti del gruppo che ruota attorno a traderpedia, utile accedere al sito in questione, al blog di riferimento e, ultimamente, anche al sito vitadatrader che raccoglie interviste ai trader italiani di vecchia e nuova generazione.

2 Commenti

  1. Imbarazzante il tentativo di utilizzare la parole chiave LA BORSA DEI PICCOLI pur di attirare utenti in questa pagina. Segnalazione avviata .
    Azione da uomo miserabile perchè oltretutto non citi e non linki nemmeno la pagine che cerchi di sfruttare.

    • imbarazzante è il tentativo di sminuire un articolo (del 2016… no, dico… del 2016) che parla di trading in generale e citando, contrariamente a quanto tu affermi, TUTTI gli attori di trading che sono non solo citati, ma anche correttamente linkati. Enrico stucchi, ad esempio, lo conosco persino ed ho avuto diversi scambi social ed ha letto questo articolo. Per non palrare di Stefano Fanton, che è un amico, e tutti gli altri. Anch’io ti segnalo. Segnalo ai miei lettori che chi diffama gli altri con simili allusioni è un cretino.

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