Le Azioni Anticicliche fermano i Ribassi

Le azioni anticicliche esistono, ma occorre avere un capitale tale da non necessitare di monetizzare gli investimenti. E’ certamente vero ciò che ricordava anche lo stesso Karl Marx 150 anni or sono: occorre distinguere tra prezzo di un bene e valore di un bene. Vi sono beni dal valore intrinseco modesto che raggiungono prezzi altissimi, magari per periodi limitati di tempo, e tutto questo per motivi di ordine psicologico, o a seguito di malintesi, o di aspettative. Detto questo, quando i mercati sono in affanno e l’economia non gira per il verso giusto qualcuno può permettersi di cogliere al volo le opportunità di sconto che il mercato offre.
Questa metodologia di investimento si basa sull’esistenza di azioni anticicliche. Naturalmente, online si trovano decine di articoli sul Value Investing, la metodologia di investimento che ha fatto la fortuna di Warren Buffett e Benjamin Graham.
Non stiamo parlando di questo, però. Il Value Investing, infatti, è una strategia che si basa sull’acquisto di azioni ad un prezzo inferiore rispetto al loro valore calcolato. Questo “valore” si calcola incrociando una serie di dati: i risultati operativi della società che abbiamo selezionato, le vendite degli ultimi mesi o anni, i margini di profitto, le abilità curriculari del management e del board che presiede la società, ecc.
Gli esperti come Buffet incrociano queste variabili e si fanno un’idea attendibile per valutare se il prezzo dell’azione di quella determinata società sia o meno inferiore al valore calcolato. Se la risposta è affermativa, procedono all’acquisto e non badano più di tanto agli stop in perdita di medio periodo.
La strategia che andiamo a considerare oggi, invece, si basa sulle azioni anticicliche, che possono essere selezionate “alla Buffet” solo dentro un paniere di assets anticiclico, appunto.
Quali sono i settori anticiclici?

•Alimentari;
•Farmaceutici;
•Media;
•Petroliferi;
•Telecomunicazioni;
•Utility (imprese di pubblica utilità, acqua gas, elettricità).

La regola per la quale i titoli azionari che appartengono a questi settori tendono a “fare meglio” del mercato quando l’economia va male o è stagnante la riteniamo storicamente molto valida. Più difficile, semmai, è capire quando ci troviamo in una fase stagnante dell’economia, perché le azioni anticicliche per contrasto tendono a sottoperformare nelle fasi di ripresa o di espansione economica.
Oggi prenderemo in esame pochi grafici di confronto del settore anticiclico per eccellenza: quello ALIMENTARE

nel primo caso abbiamo la mitica Nestlè a confronto con l’indice di rifermineto della Borsa di Zurigo. come i vede, nestlè ha performato meglio durante la caduta dei corsi di queste settimane

NESTLE

un discorso analogo, ma ancora più evidente si può fare con Parmalat, messa confronto con l’indice di Milano Ftse Mib

PARMALAT

infine proponiamo Campari, discorso simile ai precedenti, anche se Campari nella sua storia recente aveva già corso parecchio

CAMPARI

NB. questi titoli alimentari sono stati scelti a caso e senza utilizzare i citati parametri di value investing di W. Buffett. Rappresentano solo un esempio di come, spesso, il mercato almentare sovraperformi quello generale nel caso di ribassi dovuti a stagnazione o recessione economica

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