Caro Investitore, stai lontano dalle azioni bancarie

Tassi negativi e azioni bancarie? Ahiahiahiahahi… a dirlo non siamo solo noi che non possiamo spostare montagne di denaro, ma anche Bill Gross, noto guru della finanza e gestore del Janus Global Unconstrained Bond Fund, nel suo consueto report mensile.

“Gli investitori non dovrebbero farsi tentare dalle basse quotazioni e acquistare azioni di istituti di credito in un mondo in cui i tassi potrebbero diventare negativi”.

Ok, non siamo attrezzati per fare i traduttori, ma queste parole del report ci sembrano più chiare del sole, e soprattutto, molto logiche. “Il recente crollo dei prezzi delle azioni delle banche globali – continua Gross nell’Investment Outlook di marzo- può essere spiegato non tanto con i potenziali default del settore dell’energia e delle materie prime quanto dal riconoscimento da parte degli investitori che le banche adesso non solo sono soggette ad una regolamentazione più stringente ma anche che il prossimi return on equity saranno molto simili a quelli di una utility”.

Dopo la crisi del 2008, che è costata la testa di Lehman Brothers, la borsa ha fatto un bel botto all’insù: i mercati più importanti del mondo attraverso le varie piazze finanziarie hanno recuperato tutto il terreno perduto dalla crisi ed hanno varcato ovunque il Rubicone (con l’eccezione di Milano e pochi altri). L’SP500, ad esempio, viaggiava sui 1400/1000 punti nel 2008 e oggi supera i 2000; l’indice di Francoforte, il Dax è passato dai 7000/5000 punti del 2008 ai 9000 e rotti attuali. Ma queste performance degli indici NON sono state bissate anche dalle banche. Gross a tal proposito ricorda il crollo dei prezzi dei bancari dopo il fallimento di Lehman Brothers: Citi valeva 500 dollari nel 2007 e adesso tratta a 38 dollari; Bank of America quotava a 50 dollari e adesso ne vale circa 12; Credit Suisse era a 70 dollari e adesso viene scambiata intorno a 13 dollari; Deutsche Bank valeva 130 dollari e adesso sta intorno a 16 dollari e Goldman Sachs è passata da 250 dollari a circa 146.

La spiegazione che fornisce Gross è semplice e banale: i prezzi sono dove sono perchè i tassi sono bassi o negativi. Quindi, aggiungiamo noi di micidial, inutile confidare su rialzi consistenti finchè non assisteremo ad un deciso aumento dei tassi.

Che dire, invece, dei prezzi “alti” dei Bund e dei Treasuries Bond Usa prodotti dai tassi negativi?

“Un Treasury trentennale al 2,5% può cancellare in un giorno il rendimento di un anno con un aumento di 10 punti base”, ha scritto Gross (QUI il link in inglese).

Il segreto, per il guru, è avere scadenze brevi e concentrarsi su settori meno volatili e meno esposti ai mutevoli cambiamenti del sistema monetario.

1 Commento

  1. Infatti, almeno in Italia le azioni bancarie sono decisamente volatili, delle vere e proprie bandierine segnavento, molto sensibili. Rendono meglio per il trading di livello esperto. Bell’articolo!

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