Come investire DOPO un attentato?

In attesa che “qualcuno” tempesti i social di bandierine del Belgio, di ricostruzioni plastiche nei talk  dell’aeroporto di Bruxelles, di poesie sdegnate di Massimo Gramellini o di inviti a conseguire il patentino per guidare la ruspa, noi facciamo il nostro mestiere di biechi speculatori cercando delle regolarità nei mercati. SI, anche in queste tristi occasioni! (e se non altro perchè il problema internazionale lo abbiamo analizzato diverse volte).

Si possono prevedere gli attentati terroristici usando i dati di Borsa? Qualcuno ha pensato di si, guardando all’indice della paura, il Vix, che tenderebbe ad impennarsi pochi giorni prima di un attentato(QUI per approfondire) . Noi di micidial.it riteniamo invece di no. L’andamento dei corsi azionari non predice l’arrivo di un evento come un attentato per quanto questo fatto non possa escludere che la strategia della tensione abbia una matrice finanziaria. Più interessante e produttivo, invece, sarebbe prendere in esame quello che succede DOPO un evento terroristico. Anche in tal caso lasciamo perdere la statistica “seria” – perchè richiederebbe una massiccia e indisponibile mole di dati – e limitiamoci ad un ragionamento numerico più ristretto, ma basato sulle emozioni delle persone.

La lettura grafica e numerica dell’andamento borsistico delle società quotate sembra indicarci che dopo un attentato avvengono due cose:

  • aumentano i prezzi delle società legate agli armamenti
  • calano i prezzi di quelle società legate ai trasporti.

Naturalmente, stiamo parlando della fase immediatamente successiva al terrore e quindi del breve, brevissimo periodo, proprio perché l’acquisto da parte degli investitori in questo settore dopo un evento catastrofico come un attentato non si basa sul management, sugli investimenti societari o sulle reali prospettive, ma su una intuizione che i tecnici chiamano “sentiment”.

finAnalizziamo qui, il caso Finmeccanica, gloriosa società italiana player globale nei settori ad alta tecnologia e tra i maggiori operatori mondiali nei settori dell’Aerospazio, della Difesa e della Sicurezza. Tra elicotteri, sistemi elettronici di difesa, droni e servizi per strutture strategiche come gli aereoporti, finmeccnaica è un colosso che dà lavoro a oltre 47mila persone.

Tuttavia, nonostante un simile pedigree, chi avesse comprato questa società negli anni ‘90 non avrebbe guadagnato un granchè. Anzi, se un investitore avesse comprato Finmeccanica sul picco della neteconomy nel 2000 oggi si troverebbe a piangere da entrambi gli occhi.

Ma se invece fosse stata comprata dopo un attentato terroristico e tenuta per un periodo ristretto di tempo?

Bè, qui le cose cambiano …

Dopo il crollo targato 11 settembre 2001, Finmeccanica si è ben  ripresa ed ha avuto un buon profit nel giro di qualche settimana.

Anche dopo l’attentato a Charlie Hebdo, del 7 gennaio 2015, le cose non sono andate affatto male i giorni seguenti per Finmeccanica.

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L’attentato del Bataclan è avvenuto il 13 novembre, un venerdi sera. In mezzo il week end, ma comunque la seconda metà di novembre sarebbe andata piuttosto bene ad un ipotetico investitore di Finmeccanica che avesse comprato seguendo la strategia del terrore.

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La ricerca delle regolarità e delle correlazioni continua. Vedremo se anche dopo gli attentati di Bruxelles gli investitori si faranno prendere dai medesimi meccanismi psicologici

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