Il reddito degli italiani è calato del 20 per cento in 30 anni

Fa sempre una certa impressione e un po’ di sollievo vedere che anche i giornali più bugiardi e infingardi del “sistema” talvolta infilino anche qualche informazione utile (senza porvi troppa enfasi però). Questa volta è il caso del Guardian, in uno studio di inizio mese e segnalato lunedì scorso del Corriere della Sera che ha ripreso la notizia. Si tratta di uno studio sui redditi dei cittadini occidentali, con particolare riferimento a noi italiani. Giusto per far vedere che non ci lagniamo per niente e che stavolta la statistica ci corre (purtroppo) in aiuto, riportiamo i dati. Molto interessante non è tanto il quantum procapite annuale in termini reali, quanto i termini di confronto tra le epoche dentro un medesimo paese. Infatti, non è molto importante sapere che in Italia il reddito procapite è inferiore alla Germania se, come pare, fosse appurato che il costo della vita teutonica è più caro che da noi. Ciò che conta ai fini di una corretta valutazione politica e sociale è sapere se stiamo perdendo reddito o no rispetto alle vecchie generazioni.

Essere nati tra gli Anni 80 e i 90, in Europa, non è stato un bell’affare. Ancora di meno lo è per gli italiani. La generazione ‘Millennials’ è quella che se la passa peggio in termini di reddito.

Negli anni ’70 e ’80 gli adulti di età compresa tra i 25 ed i 30 avevano un reddito più alto dei loro “coetanei” attuali anche del 20% .

Non solo: le uniche fasce d’età ad aver migliorato la loro condizione rispetto al 1986 sono le fasce dai 50 ai 79. Le fasce 70-74 e 75-79 sono le uniche per cui l’Italia è il miglior Paese tra quelli presi in esame.

In compenso siamo il luogo in cui si vive peggio tra i 20 e i 54 anni.

Sappiamo benissimo che queste cose si sono dette da anni, ma erano chiacchiere da bar, al solito tacciate di complottismo, qualunquismo e, ultimamente … di  gufismo!

Chissà che almeno la statistica – che è una scienza – metta a zittire tutti quegli imbecilli per i quali l’economia liberale/liberista  post 1989, l’arrivo dell’euro e dei regolamenti Ue sono stati un successo e una necessità (è impossibile farli stare zitti, lo so. E comunque è inutile: andrebbero semplicemente ammazzati)

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Sopra vediamo il prospetto del Corriere. Si noterà che nessuno è messo peggio di noi in quanto a differenza tra reddito dei giovani fine anni ’70 e oggi.

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Sopra, tratto dal Guardian, si nota meglio il calo negli anni dei redditi nella fascia d’età 25-29. Le cose sono andate male a partire dagli anni ’80, ma la linea sprofonda negli anni 2000. Guarda caso con l’arrivo dell’euro.

Il lavoro dei media, dalla Ue tramite le sue strutture e dal FMI è tutto rivolto a fare il lavaggio del cervello ai cittadini europei con un unico scopo: evitare che scoppi un conflitto generazionale e che gli under 35 NON PRETENDANO di prendere gli stessi soldi di un morituro ottantenne…

NB. sul sito del quotidiano britannico (clicca QUI) c’è un grafico interattivo con il quale confrontare le varie fasce d’età paese per paese

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