La Cina inciampa e noi ci Schiantiamo!

Che il vero obiettivo degli Stati Uniti sia la Cina e non la Russia l’ha detto per primo Giulietto Chiesa e a noi sembra assolutamente ragionevole per questioni meramente economiche, più che politiche. Anche se gli interessi dei due paesi sembrano reciproci, nel senso che la Cina detiene una grossa fetta del debito americano, mentre società come la Apple producono i loro manufatti Iphone intercooler a eoni fotonici in quel di Shangai, in realtà per gli americani il confronto si fa più nero in prospettiva “secolare” con 300 milioni di abitanti perennemente in concorrenza tra di loro a dover affrontare 1 miliardo e mezzo di cinesi ben organizzati dall’apparato statale di Pechino anche sotto il profilo della produzione industriale.

Il vantaggio della Cina in futuro sarà enorme, ma non solo per questioni numeriche. I cinesi, infatti, possono contare anche su una popolazione austera in grado di reggere l’urto di una guerra molto meglio degli occidentali, decisamente abituati a standard di confort superiori. Al momento, la Cina non ha l’apparato militare in grado di competere con gli Usa ed è per questo che per gli americani è fondamentale vincere la Seconda Guerra Fredda con la Russia, cioè col paese che sta aiutando la Cina in questo delicato settore. Per quanto riguarda l’economia, la Cina sta rallentando, è fuor di dubbio, ma come fa vedere l’immagine riprodotta qui sotto, a pagarne le conseguenze in termini di rapporto import/export sono gli occidentali, e non i cinesi.

cina

Sull’intero 2015 la crescita del Pil è del 6,9%, la più bassa in un quarto di secolo. Secondo gli analisti, alla base dei problemi dell’economia cinese ci sono:

– la debolezza dell’export,

– l’eccesso di capacità dell’industria (la sovrapproduzione, di cui parlava l’inascoltato Marx)

– il rallentamento degli investimenti e del mercato immobiliare

– il debito pubblico elevato

Il dato cinese in evidente rallentamento – questo il succo della nostra analisi – non deve però preoccupare la Cina, ma Stati Uniti ed Europa, che ora hanno uno spazio meno vasto cui rifilare i prodotti creati in Occidente. Già vista sta cosa nella storia? Bè, la crisi strutturale di Wall Street nel 1929 non fu moto diversa, come concatenazione di cause/effetti. Quella volta gli americani esportavano molto in una Europa in ricostruzione dalla guerra. Poi queste vendite calarono vistosamente, e ci fu il crash. Ora la situazione non è certo identica, ma di sicuro un calo della Cina ha abbattuto l’export americano quasi del 6 per cento, come vi abbiamo fatto vedere nell’infografica sopra.

Vista così, sembra che il modello liberista americano sia come l’apprendista stregone, incapace ormai di fermare le forze che egli stesso ha scatenato. Come direbbe quel vecchio adagio: “è il capitalismo, bellezza”

 

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