La Thatcher conosceva a malapena la Tavola Periodica degli Elementi

L’8 aprile 2013, si spegneva a Londra, all’età d’ottantasette anni, Margaret Hilda Thatcher, nata Roberts (1925–2013). Conosciuta come la «Lady di Ferro», fu primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990. In questi giorni, misteriosamente, i social sono invasi da un video dove l’ex reginetta del neoliberismo ci spiega cos’è il denaro. Il video virale è diffuso sia dai critici che dai sostenitori della Tatcher, la quale però, a scanso, di equivoci aveva studiato chimica laureandosi presso il Somerville College dell’università di Oxford. Il titolo le valse l’impiego alla J. Lyons and Co, dove fece parte di un team che studiò un modo per rendere il gelato più morbido. Insomma, anche sotto il profilo della chimica non stiamo parlando della scopritrice dell’elettrolisi o delle molecole. Tuttavia, ELLA spiegò al mondo che cos’è il denaro e gli inglesi tutti a pendere dalle sue labbra.

“Uno dei più grandi dibattiti del nostro tempo – diceva la Thatcher – riguarda la quantità del tuo denaro che lo Stato può spendere e quanto denaro invece puoi spendere per la tua famiglia. Non dimentichiamo mai questa verità fondamentale: lo Stato ha come risorsa di denaro solamente il denaro che la gente guadagna. Se lo Stato vuole spendere di più, può farlo solo prendendo a prestito i tuoi risparmi o tassandoti di più. Non è una buona idea pensare che qualcun altro pagherà, quel “qualcun altro” sei tu. Non esiste il denaro pubblico, esiste solo il denaro dei contribuenti”.

Siccome di norma la gente, quando può, tenderebbe a tesaurizzare il denaro, e siccome è strapieno di moralisti indignati di fronte agli sperperi, l’argomentazione della Thatcher non si può scardinare facilmente in un dibattito pubblico, specialmente televisivo dove è molto più facile urlare: basta con gli sprechi, che leggere un trattato bancario.

Peccato che la Thatcher fosse ignorante come una ciabatta in materia economica e che anche un bambino, se si mette di buzzo buono a riflettere sulla questione scopre l’acqua calda, e cioè che il denaro non è principalmente un bene, ma è principalmente un mezzo. I beni, alcuni di essi, esistono in natura. Il denaro non esiste in natura. Altri beni sono creati dall’uomo ed hanno una qualche utilità: il denaro no, non è stato creato perché serve a qualcosa, ma è stato creato per favorire lo scambio dei beni, sia di quelli che esistono in natura (come un terreno), sia di quelli creati dall’uomo (come un vestito). Il denaro non produce patate e piselli, con il denaro non puoi coprirti dal freddo e dal gelo. La moneta serve principlamente ad una cosa: a favorire lo scambio di beni e servizi. Non ha alcun valore intrinseco e il valore nominale che ha potrebbe perderlo da un momento all’altro.

Se fosse come dice la Thatcher, peraltro, la moneta sarebbe sempre stata quella. Non ci sarebbero stati, nella storia, i dobloni e i fiorini, i talleri ed i marchi, le conchiglie e gli scudi. Ci sarebbe sempre stata un’unica moneta, esattamente come ci sono sempre stati nella storia umana i suini, le pecore, i campi coltivabili, ecc. ecc. E invece no! Queste monete ci sono state per un periodo, anche piuttosto breve, ed oggi sono scomparse. E’ notizia di queste ore di un appassionato di numismatica che nei dintorni di Roma girando col suo metal detector ha trovato un’enorme quantità di monete antiche romane. Se le avesse trovate durante l’Impero sarebbe divenuto ricco. Oggi no. Perché? Perché oggi ci sono i dollari, gli euro, gli yen, i rubli e anche loro spariranno, come capitò ai sesterzi. Questa “scomparsa” è dovuta al fatto che la moneta è un mezzo creato dagli Stati. Il denaro non è un mezzo creato da un singolo individuo, come l’artigiano che si fa le pentole per casa e, soprattutto, non è un bene.

Chi difende l’operato della Thatcher, al di là delle ovvie implicazioni ideologiche e delle convenienze soggettive, di solito dice che comunque fuor di dubbio l’atteggiamento aggressivo della Thatcher in tema di tagli alla spesa e di desindacalizzazione fece fare un salto di qualità alla Gran Bretagna e che quindi, anche se fosse vero che tecnicamente sulla questione del denaro si sbagliava, ma chissenefrega: l’Inghilterra grazie a lei uscì dalla staglazione e il pil ricominciò a progredire.

Ciò che pochi amano ricordare è però che la Gran Bretagna migliorò MENO di altri paesi occidentali e, soprattutto, che deregolamentò il sistema finanziario producendo le storture attuali.

L’evoluzione del Pil pro capite nei grandi pasi dell’Europa e negli Stati Uniti

  1979 1981 1990 2007 2012
Regno Unito 100.0 96.4 125.8 190.8 180.4
Francia 100.0 101.5 121.2 152.4 149.2*
Germania 100.0 101.5 125.6 162.0 168.5
Italia 100.0 103.9 130.2 159.1 144.6
Stati Uniti 100.0 100.1 123.2 168.7 178.6*
Nota: per Francia e Usa il dato 2012 si riferisce al 2011.

Questa griglia l’abbiamo ricavata dal sito finanziario lavoce.info (link).

Cosa si evince?

PRIMO: mentre tutti i paesi dell’area migliorarono il pil nei due anni successivi all’elezione della Lady di Ferro (1979), l’Inghilterra no. Solo dopo due anni ci fu un’accelerazione, ma nel computo finale il pil inglese è cresciuto più della Francia, ma MENO di paesi come l’Italia e pressappoco come la Germania. Dunque, sotto il profilo del pil, il massacro sociale e la desindacalizzazione operata dalla Tatcher non sono serviti a nulla, essendo l’economia inglese in trend con quella europea, tranne che per i primi due anni dove vi fu addirittura recessione.

SECONDO: non c’è solo il PIL da valutare. La disoccupazione in UK con la Thatcher arrivò al’11 per cento (con partenza al 5…) e lì rimase fino alla fine del suo ultimo mandato. Una percentuale di disoccupati mediamente più alta della media europea.

Quindi, alla faccia dei tifosi seriali della Thatcher e del record di visualizzazioni al suo discorso sulla moneta, le sue politiche saranno descritte dagli economisti come fallimentari e la storia non la assolverà.

 

1 Commento

  1. Un po’ di logica quando si scrive non guasterebbe. Non si capisce in alcun modo cosa c’entri l’affermazione della Thatcher sul concetto di denaro pubblico, affermazione che a priori non implica tagli o altro ma al limite mette in guardia dai populismi, con la seconda parte dell’articolo che invece critica la politica in generale della Thatcher.

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