Perché i Terroristi Vinceranno

Vabbè, sugli attentati degli ultimi anni di matrice islamica le analisi si sprecano e nessuna ci soddisfa. Siccome queste analisi non hanno prodotto risultati, sarà bene che proponiamo la nostra… non si sa mai. Ciò che tutti gli analisti ci propongono sono analisi per battere il terrorismo, cioè gli effetti, le conseguenze di un problema. Il guaio è che anche qualora trovassimo una medicina al male, come fu trovata e applicata sulle ferite e per diversi anni dopo l’attentato alle Torri Gemelle, questa sarebbe lenitiva del dolore e non una cura definitiva. Fuor di metafora, ciò che non si è capito del terrorismo, ciò che non si vuole capire, è che esso è una ideologia, cioè un pensiero, un atteggiamento spirituale (sissignori) verso la vita e non un gruppo di fanatici.

Poiché in Occidente esiste oggi come oggi una sola idea, e questa idea ha ormai fatto il suo tempo, è evidente che non possiamo pretendere di vincere e continuare con il nostro modo di vivere se la maggior parte del genere umano vive seguendo altre idee che sono spiritualmente più forti. E qual è, di grazia, questa idea occidentale “debole”?

Il libero mercato.

Questa ideologia, sostenuta con forza da tutti in Occidente, sta però segnando il passo da diversi anni e non è riuscita a convincere i miliardi di individui nel mondo. Non c’è riuscita perché non può farlo, essendo intimamente elitaria.

Spiace scrivere queste cose, perché non siamo così ingenui da ritenere che l’attuale ideologia del libero mercato – e dei suoi addentellati naturali, come il consumismo, il capitalismo e l’individualismo – non abbiano prodotto risultati importanti e significativi in termini di progresso materiale. Anzi, lode al passato glorioso del libero mercato, dei traffici portuali di Venezia nel Quattrocento e nel Cinquecento, o di Amsterdam e del suo Secolo d’oro, nel Seicento, delle rivoluzioni industriali, ecc. ecc.

MA ORA HA FATTO IL SUO TEMPO E VA SOSTITUTITO CON UN ALTRO PENSIERO

capIl comunismo, che fu un primo importante tentativo, non è riuscito nell’impresa perché non ha tenuto conto di alcuni fattori fondamentali dello spirito umano, come l’inclinazione all’ambizione, e soprattutto è stato affidato nella seconda metà del Novecento a soggetti in malafede e criminali, soprattutto nei paesi del cosiddetto socialismo reale, ma quel tentativo conteneva diverse intuizioni di fondo. E la più importante intuizione è che gli esseri umani hanno bisogno di dare un senso alla loro esistenza, senso che un tempo era dato in occidente dalle grandi religioni, dal cattolicesimo al calvinismo, e che poi gli occidentali hanno sostituito con il nuovo mito del progresso scientifico, divenuto un nuovo Dio.

Questo Dio si è rivelato però il più debole di tutti, perché si è trasformato in tecnica finalizzata al consumo, e quindi ha perso qualsiasi sacralità ed aurea divina. Il risultato è che oggi in Occidente non c’è più alcuna ideologia, non c’è un pensiero, se non il pensiero unico dell’accumulo illimitato di capitali e di consumo di merci autoreferenziale

Se l’Occidente, tramite la sua capacità di elaborare pensiero e filosofia, non sarà in grado di sostituire la sorpassata ideologia del mercato libero toglietevi tutti dalla testa di poter sconfiggere il terrorismo islamico o qualsiasi altro tipo di terrorismo che sia appoggiato su una ideologia forte. Al massimo si potrà dare qualche calcio al barattolo.

ESEMPIO PER I PIU’ RECALCITRANTI A COMPRENDERE QUESTO

studenti_islamNelle scuole italiane, e da diversi anni ormai, una quota molto significativa di studenti è composta da stranieri, in particolare di religione mussulmana. Questo succede sorpattutto al nord, dove numerose sono le manifatture. Questi studenti, molto spesso, provengono dall’area del magreb, parlano benino l’italiano ed hanno frequentato l’asilo e le scuole primarie in Italia. Raggiunto lo sviluppo fisico tipico degli adolescenti, tendono a cambiare atteggiamento, a chiudersi di più in loro stessi ed a frequentare maggiormente coetanei di famiglie provenienti dalle medesime aree. Se ciò non accade, di solito, hanno un amico o una amica nella scuola, ma di rado sono inseriti in un gruppo numeroso e vario di “occidentali”.

Perché? Cosè cambiato rispetto all’asilo o alla scuola elementare dove invece ci sembravano pienamente inseriti?

Da adolescenti questi studenti si trovano, come gli autoctoni, ad affrontare in modo più invasivo la quesitone della ricchezza, dello stile di vita e del confronto con gli altri coetanei di famiglie italiane. Ovviamente ciò non capita sempre, ma il più delle volte il confronto è impari:

  • “loro” in quanto a risultati scolastici vanno in media meno bene dei loro coetanei italiani perché non hanno la stessa infarinatura famigliare, non parlano benissimo ed in modo ricco l’italiano, perché a casa parlano ancora la lingua madre
  • Il loro appartamento non è quasi mai di proprietà, vivono in affitto e cambiano spesso casa per risparmiare. Le loro case sono, in media, più piccole e più brutte. Loro vengono invitati a casa dell’amico italiano a mangiare o giocare alla playstation, ma non possono ricambiare con pari dignità: non hanno il giardino, il terrazzo grande, la camera da soli ecc ecc ecc
  • Raggiunta una certa età non hanno l’auto propria, non avevano lo scooter a 14 anni, e così via. Se anche avevano qualcosa si sono dovuti sempre accontentare di oggetti più brutti e malfunzionanti, di terza o quarta mano.

E si potrebbe continuare per diverse righe di testo. In altri termini, l’ideologia che gli proponiamo, basata sulla ricchezza diffusa ed il consumo illimitato di cose, li fa partire con diversi metri di svantaggio.

Cosa possono fare allora, se questo dato di fatto li fa soffrire, li fa sentire inadeguati?

Bè, possono trovare nella spiritualità, nella coesione comunitaria e nel messaggio religioso una risposta che li fa essere vincenti, anche in Europa, anche in America. Ma anche nelle Filippine o in Nigeria. E perchè mai pure nei paesi poveri? Perché la risposta dell’islam è una risposta forte e vincente al consumismo e al dio mercato. Ovunque.

Se l’Occidente non saprà produrre un pensiero forte, magari sulla scorta di quanto elaborato nel suo glorioso passato, non ha nessuna possibilità di vincere. Potremo mettere le telecamere anche nell’ano di lor signori, ma non servirà assolutamente a nulla, ci verranno a stanare con l’esplosivo nel centro commerciale. E ci troveranno tutti lì.

NB: la domanda allora deve essere: perché non proponiamo un “altro” pensiero? Forse che in Occidente a qualcuno non conviene? Di fatto, nei luoghi dove, invece, un altro pensiero c’è, come in Russia, gli attentati sono molti di meno ed in Russia vivono 22 milioni di mussulmani.

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