Donald Trump e gli Squali di Wall Street

I media italopiteci continuano imperterriti a sostenere la Clinton e a ritenere Trump un pazzo furioso, un outsider, una macchietta. Lo fanno perché il loro padrone, Matteo Renzi, tifa Hillary e perché in ogni caso sperano di salire sul carro del vincitore, che ritengono sempre essere un tirapiedi del politically correct. Donald Trump (che non ci piace, sia chiaro) dopo la sentenza dei media italiani ha dunque la strada spianata verso la Casa Bianca.

Dopo la cavalcata dell’Oro da gennaio 2016, lo short sul Bund nel 2015 e la vittoriosa guerra siriana di Vladimir Putin, micidial.it si espone in una nuova controcorrente previsione a favore di Donald Trump pur senza avere troppa stima di Lui. Prima o dopo ci sbaglieremo, senz’altro e come tutti, nessuno possiede la sfera di cristallo, ma in attesa di verificare la tenuta della previsione, proviamo a motivarla in modo un po’ più circostanziato.

sandersA New York, dove votano quelli che contano, Trump ha ottenuto il 60% dei voti, contro il 25% di Kasich e il 14% di Cruz. Un successo superiore alle stime della vigilia, che gli consente di conquistare i delegati in palio, e quindi di avvicinarsi in modo più solido alla soglia di 1.237 rappresentanti che renderebbe automatica la sua nomination. “Ormai – ha detto Donald dopo la vittoria – questa non è più una gara, perché Cruz non ha più alcuna possibilità matematica di vincere”. Anche la Clinton ha vinto la sua battaglia contro Sanders dentro la Grande Mela, ma in modo decisamente meno netto. Quindi primo punto a favore di Trump: i repubblicani sono massicciamente con lui, ormai, mentre la Clinton sta sul culo a tanti democratici e quindi quel partito ad ora risulta maggiormente spaccato.

Infine, ma è la cosa più interessante, Donald Trump ha sovente tuonato contro gli Squali di Wall Street. Sono passate solo poche settimane da quando lo squalo degli squali, George Soros, aveva deciso di lanciare, insieme ad altri, una campagna da 15 milioni di dollari nella speranza di riuscire a portare alle urne il numero più alto di latino americani e di immigranti della storia. Insomma, conoscendo la posizione di Trump sugli immigrati di quelle zone (vorrebbe costruire un Muro), si è trattato di un vero e proprio assalto al candidato repubblicano. clinton

Oggi però qualcosa è cambiato. Jeff Gundlach, uno dei più attivi speculatori di Wall Street e gestore del fondo DubleLine Capital si è esposto a scommettere sulla vittoria finale di Donald Trump. Notizia da fondo Rete? Macchè, la scommessa di Gundlach è stata riportata da Bloomberg e da Reuters e da Business Insider. In Italia ovviamente nessuno l’ha riportata. Noi in Italopitecia abbiamo giornali molto buoni per pulirsi il culo, sono all’uopo predisposti in tutte le forme e colori, ma non chiedete loro notizie interessanti, per carità.

Comunque sia, Gundlach fa il ragionamento identico al nostro: Trump dovrebbe vincere perché la sua politica economica è protezionistica ed in questa fase storica in America c’è molta preoccupazione e voglia di “chiusura” alla globalizzazione. Inoltre, Gundlach è convinto che Trump “possa essere una cosa la mattina e un’altra alla sera”. Per chi ama le analisi politiche americane e le loro frasi fatte, questa è l’indicazione che ci convince maggiormente a scommettere sul costruttore newyorkese.

NB Pochissimi lo sanno, ma Trump, prima di aderire al partito repubblicano aderì a quello democratico.

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