La Bufala della Ripresa dell’Irlanda

E’ sempre più difficile schivare tutta la merda che piove dalla Rete, soprattutto in campo economico. Aveva allora ragione il compianto Uriel Fanelli a sostenere che ci vuole più tempo a screditare un bugiardo che a formulare una teoria menzognera. Nel caso del boom economico dell’irlanda, uno stratosferico più 7,8% di Pil, siamo al capolavoro della menzogna, e quindi si dovrebbe raggiungere l’età di Matusalemme prima di riportare tutte le cose al loro posto. Proveremo a farlo in poche righe anche a costo di rischiare il martirio.

Senza dubbio l’economia in maggiore e repentina crescita nella zona euro è l’Irlanda. Con un PIL presumibilmente sul 7,8%, i verdi bevitori di birra scura stanno superando i titani globali di India e Cina.

Insomma, tra un rutto e l’altro, una pisciata fuori dal pub e una ballata folk dei Dubliners, gli speakers fotomodelli della CNN dichiarano i “patrizi” dell’isola nordica “in piena espansione”, con una produzione più trainante di quella cinese, e tutto ciò nella zona euro, quella stessa zona criticata dalle opposizioni e dai partiti nazionalisti di tutta l’Unione

Non siamo tanto bravi con la suspence e allora ve lo diciamo chiaro fin da subito, così non ci rompete che gli articoli sono troppo lunghi: la ripresa irlandese si basa sul fatto che il paese è diventato un paradiso fiscale (uno stato offshore, per chi mastica l’inglese).

Il Pil non cattura la disuguaglianza economica, come fece ben capire Robert Kennedy prima di essere ammazzato, ma non si può certo dire per questo che è un dato statistico inutile.

A dire cose chiare sui dati irlanesi ci sono istituzioni serie, come il sindacato capitanato da Michael Taft, l’Istituto di ricerca economica Nevin, del Trinity College Professor Jim Stewart e il Dr. Conor McCabe della University College di Dublino. Il loro lavoro è una lettura obbligatoria per coloro che cercano di ottenere un quadro preciso della condizione economica attuale in Irlanda.

Primo Grafico: qui si misura il credito delle famiglie dal 2003 ad oggi. Negli anni economici definiti “tigre celtica” (2008) si vede un boom dei prestiti dovuti al parallelo boom edilizio. Oggi questo importante dato è sotto i piedi… E COME MAI, SE VI E’ LA CRESCITA ECONOMICA? In altre parole, se c’è crescita economica in Irlanda, come mai non cresce il sistema del credito, che è la cartina di tornasole della crescita? Forse perché non c’è nessuna crescita economica?

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Secondo grafico. Protagonista qui è la banca centrale irlandese che registra la SPESA in Irlanda per macchinari, infrastrutture, territorio, tecnologia, ecc . Dal grafico si può notare che aumenta nettamente solo una tipologia di questo paniere, e cioè quella relativa alla cosiddetta “proprietà intellettuale”. In altri termini, dal grafico si vede molto chiaramente che le “cose” atte a produrre non aumentano, e siamo su livelli di crisi, mentre cresce a dismisura la spesa per “proprietà intellettuali”, e cioè brevetti, marchi, diritti d’autore. Ecco che finalemente abbiamo trovato il dato che ci interessava: l’Irlanda cresce nel pil grazie al dato su brevetti e diritti vari.

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Date un’occhiata da vicino a questa misura intellettuale della proprietà prodotti. Cosa c’è di peculiare? Diamo un’occhiata ai picchi (Q2 2012, Q2 e Q3 2015) che sembrano raddoppiare solo nel giro di un paio di settimane e poi scompaiono. C’è chiaramente qualcosa qui, e quel qualcosa riguarda i brevetti.

Le società multinazionali hanno iniziato a spostare in Irlanda i loro brevetti e diritti di proprietà intellettuale dagli ex paradisi fiscali (Bermuda, Isole Cayman, ecc) a nuovi e migliori paesi offshore, come appunto irlanda e Lussemburgo.

Magia!

Terzo grafico. In questo grafico si toglie la componente brevetti e proprietà intellettuali in genere dal PIL ed ecco che come per miracolo la crescita del pil irlandese è tipo quella italiana .. cioè una crescita  ZERO. Quante persone ci vogliono per gestire il trasferimento di un brevetto per l’Irlanda? Solo una manciata di individui, esperti che abitualmente provengono dai soliti studi di Goldman Sachs, Arthur Cox, KMPG, ecc, quello che il Tax Justice Network chiama “la mafia in gessato”.

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Insomma, fatela finita di abboccare a tutte le info che passano per facebook e che ci dicono che l’Irlanda è in piena crescita nel tentativo di sminuire le corrette analisi antiausterità! Occorre saper trovare le informazioni giuste che ci sono nella Rete. Per esempio, che Tiziano Ferro abbia le chiappe chiacchierate è informazione verissima, e soprattutto molto utile per voi appassionati di queste cose. E ricordate: se non vi occupate di economia ben presto l’economia si occcuperà di voi

PS i grafici sono gentilmente offerti da:

Ireland: a Recovery Built on Sand

7 Commenti

  1. mio figlio ci vive in Irlanda,scappato dall’italia perchè non gli offriva niente (è un ingegnere)
    io spesso vado a trovarlo i negozio sono pieni di gente CHE COMPRA NON COME IN ITALIA che girano e guardano senza comprare niente,guadagna bene e si puo permettere anche di risparmiare piena di giovani anche molti italiani che lavorano e producono un call center guadagna 1.400 e quando in italia a malapena gli danno 600 e quindi secondo me quello che dici non è vero ma se vuoi dire castronerie fatti tuoi

    • Grazie del contributo Rita, ma sinceramente temo tu non abbia letto l’articolo. Ti invito a rileggerlo. L’Irlanda, fino a pochi anni fa, era nella merda. Totale. Si è ripresa perché è diventata un paradiso offshore, come le isole Cayman … una situazione pericolosissima e che in questi casi può rovesciarsi facilmente nel suo opposto. Non si tratta di una ripresa strutturale, capisci? ma di una bolla legata ai brevetti… auguri per tuo figlio. (ps ho tanti studenti che hanno fatto ingegneria dopo aver fatto il liceo da me a Conegliano e nessuno di loro è disoccupato).

      • Caro bordin ,sicuramente tu hai ragione .comunque qui in Italia ,a chi vuole avviare attività fra burrocrazia e burropolitica (liti fra maggioranza e minoranza) si prende solo calci in culo e cazzotti nello stommigo (detto in dialetto). Chissà che non fosse anche per questo motivo che: molti scappano anche con le loro industrie dall italia ? E avviano ,o,trasferiscono le loro attivita in austria ,svizzera ……? Contribuendo al miglioramento dell altrui PIL?

  2. Uriel Fanelli è vivo e vegeto e ultimamente ha postato un articolo interessante proprio sulle aziende italiane che lamentano mancanza di di laureati

  3. Complimenti per questa sua “Lectio Magistralis”!

    Integrazione. Prima Parte.

    Introduction.

    Ireland is in 26th place in the 2018 Finncial Secrecy Index. This is based on a secrecy score of 50.65 out of 100 and a market share of 2.66% of the global market for offshore financial services. This is a relatively high market given the comparative size of Ireland’s economy, and compared to many other well-known offshore financial centres. A tale of two IrelandsIreland has worked hard to rehabilitate its name as a member of the international tax community. Stung from years of criticism and being branded a tax haven it has worked to improve its reputation, particularly in the area of tax transparency. The country was deemed “compliant” (the highest rating possible) by the OECD’s Global Forum on Transparency and Exchange of Information in August 2017, a designation proudly heralded by the government as proof of Ireland’s good standing in tax affairs. This ties with the low secrecy score awarded in this report to Ireland. However, rumblings about Ireland’s corporate tax landscape have not gone away. A €13bn State Aid ruling in relation to Apple’s Irish tax affairs, an oversized financial services sector and continuing tax structures and reliefs which provide very low effective tax rates to multinationals continue to draw criticism. So which image correctly represents Ireland? The answer is both, while Ireland is complying with international transparency initiatives, it remains beholden to the large multinationals with Irish subsidiaries.

    Proseguimento:

    https://www.financialsecrecyindex.com/PDF/Ireland.pdf

    Da notare anche la parte finale del report:

    A bright future?

    It is tempting to brush off criticisms of Ireland’s tax regime as the items from the past, when the same rules didn’t apply and when Ireland needed to establish itself as an attractive location for foreign direct investment in the face of poverty, high unemployment and emigration. However, Ireland remains in an economically precarious position. With a relatively small population, limited natural resources, uncertainty pending from Brexit and a massive reliance on the corporation tax take from a small number of multinationals, the government is wary of radical tax changes. They are balancing a difficult tightrope between full rehabilitation of its reputation and at least maintaining its current level of foreign direct investment.

  4. Ho appena inviato la Seconda Parte dell’integrazione ma non viene pubblicata.

    Domanda:

    si può sapere perché?

    In attesa di riscontro, cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

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