I prepper ed il collasso economico, prossimamente su questi schermi…

In molti mi hanno chiesto notizie sulla rubrica di Micidial denominata prepper, che langue da diversi mesi sui menu del sito. Di cosa si tratta? Ha qualcosa a che fare con filosofia ed economia oppure si tratta solo di un hobby? Rispondiamo che sul prepper mi sto attrezzando per ravvivare la rubrica, anche se i pezzi migliori sull’argomento li trovate nel sito prepper.it gestito dall’ottimo Marco Crotta che seguiamo sempre volentieri

Il più noto prepper italiano ci aveva addirittura contattato un anno or sono offrendoci collaborazione con queste testuali e cortesi parole: “sono qui per darti la mia disponibilità, dovesse servire, per chiarimenti etc. Contemporaneamente il nostro sito cerca articolisti, e qualcuno esperto in finanza ci farebbe davvero comodo…”

Ovviamente, da maleducato quale sono, non ho risposto ed ho continuato imperterrito con la macroeconomia ed il trading di lungo periodo portando avanti la battaglia sovranista che giudico imprescindibile per lo sviluppo della comunità. Ma è giusto anche rendere conto del prepper visto che non intendiamo assolutamente mollare questo argomento. In realtà chi scrive non è un prepper a tutto tondo: non colleziono coltelli da sopravvivenza, non ho fatto i corsi in trentino col mitico  Jacek Palkiewicz e non ho (ancora) una cantina così ricca di scatolame e razioni kappa in grado di farmi sopravvivere per due anni dopo un disastro. Più che un prepper, insomma, mi considero un “aspirante prepper” proprio perchè colgo appieno l’importanza di questa filosofia di vita nonostante non sia ancora del tutto attrezzato: una filosofia che ci consente da un lato di rimanere in contatto con la natura, dall’altro di dormire sonni relativamente tranquilli e persino di risparmiare anche qualora (e ce lo auguriamo) nulla di nulla mai si verificasse.

Per chi ci segue e fosse al primo approccio col prepping, riportiamo le sintetiche ma efficaci parole di prepper.it:

“si definisce Prepper (dall’inglese “to Prepare”) chi valuta la possibilità che si verifichi un particolare evento che abbia come conseguenza un radicale cambiamento della sua qualità di vita a vari livelli. A tal scopo, il prepper si prepara preventivamente ad affrontare le conseguenze derivanti dall’evento, approntando una serie di strategie, azioni e contromisure che gli permetteranno di affrontare al meglio questo cambiamento nell’eventualità si verificasse”.

Siccome eventi catastrofici nella storia ne abbiamo registrati davvero parecchi e poiché la situazione geopolitica attuale, sia sotto il profilo economico che militare ed ecologico non promette nulla di buono, ritengo che la preparazione personale sia tutto. Io ho competenze in campo finanziario, ma non sono sufficienti perché l’aspetto tecnico potrebbe mutare da un momento all’altro essendo nell’interesse dei potentati economici internazionali che i singoli non siano in grado di arrangiarsi. Lo vediamo continuamente questo: dalla precarizzazione del lavoro alla conflittualità militare che si è sempre più fatta pericolosa in Europa con gli attentati terroristici e la guerra in Ucraina (che, giova ricordarlo, è in Europa). Non sarei affatto sorpreso se a breve escogitassero una legislazione che ci impedisce di fare l’orto… tanto è sovversiva una filosofia come quella del prepper che promuove l’arte pratica dell’emancipazione. Per questo, in attesa di riprendere in mano la rubrica con dei contenuti e tutorial di qualità, vi segnaliamo il libro di un prepper svizzero, Piero Sangiorgio, autore di “sopravvivere al collasso economico”.

La premessa, ovviamente, è che la crisi economica sia un fenomeno irreversibile e che sia necessario prenderne atto

sangiorgioIn questo libro il riferimento va allo sviluppo economico, alla sovrappopolazione all’eccessivo uso delle risorse naturali, prima fra tutte il petrolio, e il loro inevitabile esaurimento, ai problemi ecologici dovuti all’uso eccessivo delle terre e delle acque, ai cambiamenti climatici e, infine, alla conseguente crisi del sistema finanziario.

Punto centrale – e maggiormente utile del testo di Sangiorgio – è analizzato nella seconda parte quando si concentra sulla possibilità dell’uomo di costruire una “base autonoma durevole” che oltre alle tecniche di sopravvivenza contempla un nuovo modo di stare assieme indispensabile per il superamento della crisi. Insomma, chi pensa di cavarsela perché ha un conto corrente molto corposo è un illuso. Il libro di Sangiorgio ha venduto decine di migliaia di copie soprattutto all’estero diventando in pochissimo tempo un vero bestseller.  QUI la recensione di formiche.net

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