Keynes, il trading e il Concorso di Bellezza

Più si legge Keynes e più si comprende l’incredibile lungimiranza di quest’uomo, che pure scriveva e operava nella prima metà del secolo scorso- Anche se è noto per la sua teoria della moneta e dell’occupazione, Keynes fu anche un grande trader, soprattutto di valute. Mentre ancora oggi la maggior parte degli investitori retail non sa che è possibile puntare su una valuta al rialzo o al ribasso e pochissimi sono i trader che operano sul mercato valutario del forex, più di 50 anni fa Keynes guadagnava proprio su questo particolare tipo di prodotti. Naturalmente senza poter accedere alla veloce tecnologia di oggi, né tanto meno al circuito di informazioni odierno. Insomma, Keynes non fu solo un grande economista, ma anche un grande trader.

C’è qualche aspetto del trading di Keynes che potrebbe essere utile ancora oggi?

L’analisi tecnica si è molto evoluta e spesso ha complicato le cose. A ciò si aggiunga l’espansione del mercato e la sua accessibilità a chiunque possieda una connessione internet. Eppure, nonostante questo, c’è almeno un esempio portato da keynes che potrebbe risultare profittevole e che in italiano abbiamo trovato fedelmente riportato dal sito economico Sokratis.it

⌈Immaginiamo di essere uno scommettitore e di voler scommettere su chi vincerà un concorso di bellezza con 3 concorrenti (se preferite le donne immaginatelo femminile, altrimenti maschile, poco importa); su chi dovremmo scommettere ? La risposta, banale, potrebbe essere “su chi secondo noi è più bello/a”. Scommettiamo dunque 100€ su un/una concorrente, per poi scoprire che i giudici voteranno un’altra persona facendola vincere e facendoci perdere i nostri 100€. Domanda: siamo sicuri di aver utilizzato il criterio migliore per “investire” i nostri soldi ? Probabilmente no, avremmo potuto riconoscere di avere gusti un po’ bizzarri, e che sarebbe quindi stato conveniente scommettere i nostri 100€ su chi, a nostro dire, avrebbe ottenuto più voti dai giudici.

Noi abbiamo scommesso inizialmente su chi ci piaceva di più, quando sapevamo benissimo che, tra i/le concorrenti, c’era qualcuno che corrispondeva meglio ai criteri di “bellezza” della nostra società, e che quindi avrebbe avuto più possibilità di essere votato dai giudici.⌋

Come avrete facilmente intuito, questo esempio keynesiano ha molto a che fare con il mercato.

La maggior parte degli investitori matura dei profondi convincimenti sui prodotti finanziari, sulle azioni, sulla materie prime ecc. Queste analisi anche se rigorose diventano qualcosa di personale una volta che le abbiamo prodotte e facciamo molta fatica a considerare se le analisi altrui, per quanto illogiche o strampalate, ricevano molto o poco consenso. Ebbene l’investitore che vuole guadagnare deve guardare al consenso sul mercato, più della propria analisi.

Conviene quindi investire in un titolo che, a nostro dire, potrà piacere di più a tutti gli altri trader, nonostante quella società non trovi riscontro nel nostro studio.

Si tratta dunque di un esercizio di psicologia perché infondo l’economia era e rimane ancora oggi una scienza sociale, e non una scienza esatta.

 

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