La Russia in guerra e le bombe atomiche sull’Italia. Un simulatore online vi dice cosa accadrebbe

E’ da poco uscito un illuminante articolo del giornalista Maurizio Blondet sul pericolo di una guerra con la Russia . La tesi è che la Nato stia letteralmente  assediando la Russia tramite una manovra strategica di accerchiamento che a breve (2017) costringerà i russi ad una reazione militare di grande portata.

Putin spinto alla guerra. Dalla NATO e ora, dai suoi.

I neocon al potere fin dai tempi dei Bush hanno bisogno vitale di un conflitto proprio per mantenere l’egemonia culturale e politica in America e la Russia di Putin è l’unica in grado di contrastare questo potere. Anche il pericolo che vinca Donald Trump si colloca perfettamente in questa strategia perché, com’è noto, Trump è un capitalista ma non di certo un neocon vicino alla finanza. D’altro canto occorre osservare che la manovra di accerchiamento è un dato di fatto, indipendentemente dalla valutazione sugli obiettivi finali antirussia, veri o presunti che siano. Dopo il fallito tentativo in Cecenia negli anni Novanta, gli americani ci hanno riprovato con maggior successo in Ucraina e da tempo la loro pressione è invasiva in tutti gli stati balcanici (Estonia, Lettonia, ecc.) al fine di provocare i russi confinanti. Non va mai dimenticato, in queste analisi, che gli stati baltici erano Urss fino a vent’anni or sono e che nei confronti della Russia si sono mantenuti legami di vario tipo. Soprattutto, sottolinea correttamente Blondet, non va dimenticato che l’influenza russa su queste nazioni consentiva di tener lontano il potenziale nucleare occidentale da Mosca. Ora, con la manovra di accerchiamento iniziata in Ucraina il problema vero è che i russi non possano più fare affidamento sul loro potenziale nucleare e che, quindi, la bomba atomica in mano a due potenze (Usa e Russia) non potrà più rappresentare un deterrente alla guerra.

Questa tesi è molto convincente per due semplici motivi: la storia -maestra di vita – insegna che gli americani sono finora gli unici ad aver usato senza scrupoli la bomba atomica e per ben due volte (a Hiroshima e a Nagasaki) e che hanno desistito solo perchè un altro grande paese ha avuto a disposizione la stessa tecnologia distruttiva.

In secondo luogo, gli americani sanno che la Russia è un continente e che sono pericolosi quando posizionano le testate nucleari ai loro confini, mentre gli Usa hanno bisogno di collocare i missili e la basi FUORI dai loro confini nazionali per poter minacciare la Russia. Il caso di Cuba, che è quasi costato la terza guerra mondiale, è emblematico. Se, come pare, la Russia vedrà le bombe posizionate a uno sputo da Mosca e da San Pietroburgo, la reazione militare verso i paesi baltici e l’Ucraina ci pare una cosa piuttosto ovvia. Fin qui Maurizio Blondet.

Noi aggiungiamo un piccolo, ma fondamentale particolare a questa analisi: sarà l’Europa a subire la reazione russa e l’Italia sarà il paese più esposto in caso di minaccia nucleare russa. Questo non tanto per questioni logistiche, quanto per il fatto che noi italiani abbiamo supinamente accettato la presenza di decine di basi militari sul nostro paese. Due, in particolare, sono l’oggetto della nostra analisi: Aviano e Ghedi.

aviano

Aviano, in provincia di Pordenone e a un tiro di schioppo da Treviso, è già stata la base di partenza per la guerra occidentale contro la Jugoslavia di Milosevic. Ma non possiede solo armi convenzionali…

Secondo la Federation of American Scientist, l’Italia è “il primo avamposto statunitense in Europa per numero di bombe nucleari schierate, e il quinto al mondo per numero di installazioni militari. Sono 70 in tutto, ed è un arsenale custodito in sole due basi: 50 ad Aviano in provincia di Pordenone, 20 a Ghedi in provincia di Brescia.”

La notizia è stata riportata un anno or sono da diverse testate giornalistiche, da quelle più tecniche e complottiste a quelle mainstream, come l’Espresso, per il quale ufficialmente, questo arsenale in Italia non esiste: né il governo di Washington né quello di Roma hanno mai ammesso la loro presenza. E nella targa commemorativa appena inaugurata non si accenna neppure ad esse: si parla genericamente di “missione Nato”. Il riserbo che, però, circonda questi armamenti presenti sul suolo italiano è un classico segreto di Pulcinella. Che viene demolito dall’esperto americano di armamenti Hans Kristensen, direttore del “Nuclear Information Project” con sede a Washington DC, che ha appena pubblicato un rigoroso studio sulle armi nucleari Usa presenti nella base di Ghedi.

Quindi c’è poco da scherzare: l’Italia potrebbe essere benissimo nel mirino dei russi in caso di una guerra tra la Russia e i paesi baltici e l’Ucraina, in special modo se gli americani dovessero intervenire.

Cosa accadrebbe in Italia?

Ovviamente, se ordigni nucleari dovessero esplodere in Italia le ripercussioni sulla popolazioni civile sarebbero drastiche, molto peggio che a Hiroshima. Prendiamo il caso di Aviano, interessante per chi scrive visto che risiedo a soli 40 km dalla cittadina friulana. Un ordigno nucleare come quello di Hiroshima se esplodesse in quel di Aviano in meno di un secondo causerebbe una sfera di fuoco di oltre due chilometri, più calda della superficie del sole in grado di vaporizzare qualunque cosa si trovi all’interno di essa. Simultanemente il calore generato dall’esplosione determinerebbe l’incendio di ogni struttura nel raggio di circa 7 km. Subito dopo una onda d’urto, generata a migliaia di chilometri all’ora, si diffonderebbe per chilometri determinando danni massicci ad ogni tipo di edifici (incluso quelli in cemento ed acciaio) per un raggio di 11 chilometri. Decine di migliaia i morti nell’immediato, ma con danni radioattivi destinati a protrarsi per anni.

Per permetterci di comprendere a fondo la devastazione che può provocare un simile evento qualche allegrone ha inventato NUKEMAP, una applicazione per il web che permette di bombardare virtualmente un punto qualsiasi della Terra e vedere su una GoogleMap l’effetto che fa, in termini di numero di morti, ampiezza dell’area rasa al suolo dalla detonazione e area di caduta dell’eventuale fallout radioattivo.

Il simulatore permette di scegliere diversi tipi bomba atomica ma anche di selezionare una specifica potenza in kilotoni (un kilotone indica l’energia liberata dall’esplosione di una quantità di tritolo pari a mille tonnellate), l’altezza dell’esplosione e altre variabili.

milan

Divertendovi con la app (si fa per dire) scoprirete che se la bomba di Hiroshima fosse sganciata oggi a Milano (altezza Duomo senza doppi sensi) raderebbe al suolo l’intero centro storico fino alla circonvallazione interna, provocherebbe ustioni di terzo grado in un raggio di 1,2 km (dal Parco Sempione a Corso Lodi e da Porta Ticinese a Corso Buonos Aires) e si lascerebbe alle spalle 82.000 morti e oltre 250.000 feriti. A Roma andrebbe anche peggio. Invito a provare indicando la vostra città nel simulatore e studiate le necessarie misure (e precauzioni)

5 Commenti

  1. Non ho capito quando dice che la Russia non può più contare sul loro potenziale nucleare…la Russia, come dopo infatti si legge, ha potenziale nucleare !

    • Credo Si voglia intendere che mentre durante la guerra fredda l’unico deterrente era il numero di armamenti nucleari, visto che esisteva una zona cuscinetto. oggi che le basi nato si trovano ai confini russi, questo non è piu sufficiente.

  2. Quando si tira fuori l’artiglieria pesante si entra nel sistema automatico di autodifesa, un domino senza sconti.

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