L’Italia farà la fine del Messico, parola di imprenditore

Gli ultimi dati sul lavoro nero sembrano confermare l’impari lotta. Soprattutto in campagna: con caporalato anche al nord, e con il costo di soli 6 euro all’ora nel caso di nero, contro i 14 in regola.  Nei periodi di raccolta lo Stato è in affanno a contrastare il fenomeno. Ecco allora che la datata analisi fornita da Alberto Forchielli e sintetizzata da micidial torna di attualità e deve essere riletta per la portata previsionale che comporta per noi, ma soprattutto per i nostri figli. Eccola:

Lo scenario prossimo futuro dell’Italia in stagnazione è quello balcanico o quello messicano? L’illuminazione arriva da un cinico ingombrante, ma lungimirante, Alberto Forchielli, l’imprenditore di Mandarin Capital Partners dal simpatico accento emiliano che non disegna qualche comparsata televisiva, soprattutto su La7. Per Forchielli il futuro dell’Italia è simile all’attuale Messico. E siccome tracciare uno scenario previsivo è un po’ il nostro mestiere, andiamo a vedere nel dettaglio cosa questo potrebbe significare.

PRIMO/la produzione: la manifattura tornerà in Italia. Non è vero che chiuderanno tutti gli stabilimenti produttivi e che verranno trasferiti all’estero. E’ questa una buona notizia, ma davvero solo apparente. Infatti, da quando abbiamo iniziato a importare stranieri di bassa professionalità come se non ci fosse un domani, il paese sta recuperando la demografia che perdeva residenti con il drammatico calo delle nascite. Ovviamente questo ha abbassato il costo dei salari in passato e ciò avverrà in misura sempre maggiore. Non è una buona notizia, perché anche nei campi di cotone in Virginia 150 anni fa c’era la piena occupazione ,solo che si trattava di schiavi. In Messico è quello che è successo. Naturalmente questo tipo di ritorno manifatturiero sarà nel campo tessile, non in quello della meccanica di precisione e altamente qualificato. Forchielli lo dice esplicitamente: “torneranno le filande”. Il che, per chi ha sentito i racconti dei nonni, significa un ritorno agli anni ’50.

SECONDO/il nero. Ci saranno grandi aziende che lavoreranno in nero grazie alla compiacenza e alla corruzione delle forze tributarie e di polizia predisposte ai controlli. La situazione in Messico, ancora una volta, è questa oggi e noi non faremo eccezione. Le forze dell’ordine dovranno – volenti o nolenti – chiudere un occhio sui controlli, sia per convenienza, date le paghe da fame che riceve e riceverà quel tipo di operatore di polizia, sia per le pressioni politiche che andranno proprio in questa direzione. Il nero consentirà poi respirare e di aumentare l’export. Cose già viste negli anni ’80 e ’90, ma stavolta senza la contropartita di stipendi alti o dignitosi. A goderne, probabilmente anche il solito indotto di piccoli artigiani.

TERZO/servizi corrotti. Il cosiddetto terzo settore, l’assistenza, la salute, le case di riposo, saranno gestite dalle mafie. Con Roma Capitale abbiamo avuto un assaggio di quanto stiamo scrivendo. Il problema sarà tenere a bada questa delinquenza economica. Questo per via soprattutto dei salari. In Messico i salari sono cresciuti molto più lentamente che in Cina; di conseguenza, oggi, in Messico il lavoro è meno costoso di circa il 20% in termini relativi.

Forchielli si dice piuttosto sicuro: “non ce la facciamo più a tornare all’innovazione e all’alto valore aggiunto. Questa fetta produttiva verrà spartita e mangiata da un pezzo di Germania e dai paesi Scandianvi, dall’Inghilterra, che ha la forza finanziaria, e dagli Stati Uniti solo in parte. A gestire il grosso della torta sarà infatti l’Asia, Singapore, Pechino ecc. Noi non abbiamo più capacità di fare innovazione! Dunque, ci aspetta un futuro di deregolamentazione e un’economia che sopravvive sul ribasso dei costi, come la Turchia. Noi andremo là, verso la Grecia e verso la Turchia e NON verso Londra, Amsterdam, Cuppertino o Singapore. Per Forchielli ci potrebbero anche essere dei “parchi industriali” competitivi in senso alto del termine, ma saranno pochissimi, guardati a vista e circoscritti. Anche se non dice a cosa si riferisce, noi pensiamo a certe industrie del nordest, ma davvero poca roba.

La cosa più interessante che ribadisce Forchielli,  a nostro avviso, è un’altra: perché l’Italia diventi il “nuovo” Messico sarà fondamentale l’ordine pubblico. Bè, con quest’ultimo spunto direi che la sua visione globalizzata ha davvero visto giusto.

1 Commento

  1. Articolo che leggo solo oggi, agosto 2019, e che largamente condivido.
    Ci sta da chiedersi cosa serve per avere una industria sviluppata non solo in settori a basso valore aggiunto ma in altri come la meccanica di precisione che Lei porta come esempio.
    Servono fondamentalmente due cose: passione e competenze.
    La passione di norma ce la mette l’imprenditore ma lo stato italiano per togliere la voglia a chiunque di intraprendere.
    Le competenze invece ce le mette il personale che lavora per l’imprenditore.
    Le competenze si costruiscono a partire dalla scuola che fornisce gli strumenti base come ad esempio comprendere un testo scritto, saper pensare e via elencando.
    Lei saprà meglio di me che il corpo insegnante è composto da 1) pochi capaci che fanno bene il loro lavoro nonostante tutto e tutti, 2) parecchi che sarebbero capaci ma che sono demotivati e 3) moltissimi inetti che scaldano sedie e percepiscono stipendi.
    Per recuperare la scuola, e ci vorranno anni, la prima cosa da fare è liberarsi degli inetti.

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