Patrimoniale si, no, forse. Comunque, sarà per la classe media

Puntuale come l’esibizione dei Bandabardò al Concertone del Primo Maggio, anche quest’anno torna ad alzarsi la voce di chi vorrebbe la patrimoniale come panacea dei mali economici d’Italia, d’Europa e del mondo. Stavolta tocca ai banchieri vicini alla Bce che per una volta si allineano alla Camusso tramite Dominic Konstam di Deutsche Bank. La Bce e la Banca del Giappone – fa sapere Konstam – dovrebbero cercare di penalizzare i risparmi, imponendo tassi negativi e forse persino una patrimoniale. Per non scontentare troppo i cittadini, propone l’analista, bisognerebbe però adottare anche interessi negativi sui mutui.

Insomma siamo alle solite: bisogna che la gggggente spenda e per farlo occorre penalizzarli nel risparmio. Chissà che prima di morire a questi pazzi furiosi non venga in mente il colpo di genio che fu di John Maynard Keynes, ma anche di J. Ford e F. D. Roosvelt: aumentare gli stipendi e abbassare la pressione fiscale sul lavoro! Nell’attesa che Aristotele e la logica sillogistica colpiscano il cervello di questi disgraziati, vediamo assieme per punti sistematici perché la patrimoniale abbia in realtà poco senso nel mondo globalizzato.

1.Questione etica ed educativa. Se abbiano avuto dei padri con gli attributi (come nel mio caso), dovremo sapere che prima si semina e poi si raccoglie e che “chi stiva trova”. Il risparmio è un valore e non si tocca. Il debito privato, invece, non è affatto un valore e andrebbe evitato. Almeno finchè ciò non sia assolutamente impossibile e comunque non va incoraggiato.

2.Chi ha patrimoni importanti può avvalersi di studi specializzati che – LEGALMENTE – ti creano società all’estero, non necessariamente nei paradisi fiscali e tramite le quali si possono ammortizzare con una certa facilità le imposte, in special modo quelle patrimoniali

3.Chi ha patrimoni importanti può trasferire la propria residenza (bastano 6 mesi) e ottenere quindi il trattamento fiscale nello stato estero prescelto. E’ il caso di Panama, che alla faccia dei Panama Papers di cui già più nessuno parla, è una nazione che consente un facile trasferimento della residenza. Ci sono gruppi pubblici che si occupano della cosa e consulenti di vari livelli. In Rete, è piuttosto noto il servizio dedicato di Mercato Libero di Paolo Barrai ad esempio (qui il link)

4.Chi ha patrimoni importanti e non vuole avvalersi di studi specializzati può ritirare con una certa facilità gran parte dei depositi e convertirli in valuta (nazionale ed estera)  custodita in banche attrezzate e, soprattutto, in grandi Hotel internazionali che dispongono di caveau (una pratica più frequente di quanto si possa pensare!). Oppure, convertire la valuta o parte di essa in beni rifugio NON tassati, o solo parzialmente tassati, come l’oro fisico.

Questi, ovviamente, sono i modi più banali: qualsiasi società di consulenza specializzata può fornire indicazioni, anche di tipo assicurativo, molto più raffinate e sofisticate.

Questo accade perché c’è la globalizzazione. Quindi, se la patrimoniale aveva senso anni or sono per ridistribuire ricchezza, oggi perde la sua efficacia, se non per quella eventualmente di colpire i soliti noti che non dispongono di patrimoni consistenti e non hanno informazioni adeguate.

E’ dunque lecito il sospetto che la puntuale minaccia di una patrimoniale vada riferito alla classe media, e non ai ricconi, e che finora sia stata a più riprese ribadita più che altro per l’ipotetico effetto annuncio

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.