Gli Svizzeri sono più Intelligenti

Le notizie introvabili esistono. Sono quelle che non trovate sui media mainstream ma nemmeno sui siti antisistema nostrani. Per scovarle, occorre guardare all’estero, superare lo scoglio della lingua, magari col traduttore di google. Tra queste notizie introvabili, eclatante questa settimana è quella sulla Svizzera, che a una settimana dalla Brexit annuncia al mondo il suo ritiro dalla richiesta di adesione alla Ue.

Il fatto che una simile notiziona venga censurata si spiega facilmente per il timore che gli euroscettici possano far leva su questa scelta per indebolire il fronte dei favorevoli all’Unione. L’annuncio di rinuncia esplicita, tuttavia, ci dà modo di inquadrare un sentiment che abbiamo maturato da tempo e che guarda alla Svizzera come modello di riferimento per il decadente Occidente. E’ noto, infatti, che la Svizzera sia considerata un paese liberale, dove il mercato e la proprietà privata sono considerati sacri. Questa presentazione ufficiale della Svizzera e degli svizzeri è rafforzata dal capolavoro sociologico di Max Weber – “l’etica protestante e lo spirito del capitalismo” – per il quale l’etica dei riformatori protestanti ma in particolare calvinisti avrebbe promosso il capitalismo nel mondo. E siccome Calvino predicava a Ginevra e grande parte delle città svizzere si convertì al calvinismo, allora per sillogismo gli svizzeri sono capitalisti e a questo devono il loro successo.

Questa analisi trova ristoro in tutti i manuali di storia, ma cozza con ciò che il capitalismo è diventato nei secoli e con le modalità democratiche in atto nelle città Svizzere. Detto in modo più esplicito: l’economia svizzera ci pare decisamente più pianificata che regolata dalla legge liberista dei mercati e l’ultima scelta di non aderire alla Ue ci pare in linea con questa (vincente) cultura economico-sociale.

In un libro piuttosto recente a firma Jacobo Fo (figlio del nobel per la letteratura Dario) e Rosaria Guerra, gli autori si soffermano sull’originalità dell’esperienza svizzera all’interno della storia europea. Jacopo Fo ha a lungo vissuto nel Canton Ticino, precisamente a Luino e poi a Cernobbio, quindi conosce la Svizzera non solo in virtù degli studi, ma grazie ad esperienze di prima mano. Senza fare qui la recensione completa di “perché gli svizzeri sono più intelligenti” (questo il titolo del libro) in estrema sintesi potremo dire che il segreto del superamento delle crisi da parte degli svizzeri consiste in un  solido senso dello stato e della collettività, altro che liberismo del “laissez faire e laissez passer”. Sotto la lente d’ingrandimento dello storico, la Svizzera ha saputo affrontare meglio di tutti gli altri popoli europei situazioni drammatiche, come le invasioni barbariche, il medioevo e le guerre mondiali e tutto questo senza rinunciare mai ad una forte capacità offensiva e difensiva, se è vero che i mercenari svizzeri erano tra i più quotati dell’Europa antica.

In queste ore, con la scelta di lasciare alla finestra i bacucchi tecnocrati dell’Unione Europea, gli svizzeri hanno dimostrato ancora una volta quanto siano importanti le identità e la partecipazione diretta alle scelte politiche. Noi da qua sotto possiamo anche fare a meno di scriverlo sui giornali, ma non è che così facendo freghiamo gli svizzeri. Anzi, capita esattamente l’opposto.

Ps la domanda di adesione della Svizzera alla Ue risale a oltre 20 anni fa e non figurava di certo tra gli obiettivi della Confederazione, ma per i favorevoli alla mozione si trattava di inviare un chiaro segnale al popolo che nella maggioranza è contrario all’adesione. Già, decisamente un popolo intelligente…

1 Commento

  1. Probabilmente molti abitanti di Luino e di Cernobbio vorrebbero che i loro comuni facessero parte del canton Ticino; ma purtroppo per loro e per l’autore dell’articolo non è così.

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