Risparmiare al tempo della Guerra Civile

Dopo l’omicidio della Boldrini Inglese, lady Cox, che a quanto pare incentrava tutta la sua attività politica a favore dei migranti e contro l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione, la Brexit traballa non poco e le Borse festeggiano. Ora, al di là delle preferenze politiche, vale la pena chiedersi come investire i propri risparmi in questa situazione. Ovviamente occorre fare un distinguo tra il risparmiatore “buon padre di famiglia” e lo speculatore attento che conosce l’analisi grafica dei prodotti finanziari. Oggi concentriamo il focus sul risparmiatore che non vuole esporsi troppo.

IL BUON PADRE DI FAMIGLIA. Questa situazione è la più semplice da gestire. Basta stare lontano dalle Borse! Lo sappiamo che “chi non risica non rosica”, ma in questa fase dell’anno non c’è nessun trend ben delineato e l’instabilità politica dell’eurozona rischia di spazzar via chi si avventura in borsa senza una adeguata conoscenza del money management e degli stop loss, dunque in sintesi tutti gli investitori che abbiamo denominato “padri di famiglia” rischiano di prendere sonori schiaffoni dall’esposizione sui mercati. La cosa migliore da fare in questa fase è avere la liquidità nei conti maggiormente tutelati dal bail in, cioè in Posta, ma non tramite i prodotti finanziari proposti dalla cassa depositi e prestiti, che non sono dissimili dalle ciofeche bancarie, ma nei buoni postali che, pur rendendo poco, almeno non sono andati sotto lo 0, come altre obbligazioni statali in Europa. Per non perdere del tutto, invece, le opportunità offerte dai mercati, occorre valutare se vi sono entrate costanti nel portafoglio che derivano da interessi. Ad esempio, se un risparmiatore ha vincolato i propri risparmi tempo or sono e ottiene da questo “vecchio” vincolo un certo interesse (esempio: il 2% su un conto deposito vincolato), ecco allora che tale ritorno finanziario in più potrà essere impiegato in prodotti a rischio, visto che, anche nella remota ipotesi di perdita del cento per cento, si tratterà comunque di una perdita che non è in grado di modificare il tenore di vita del risparmiatore/lavoratore, trattandosi, appunto, di una rendita passiva.

Tali “eventuali” rendite extra, o comunque tutto ciò che viene guadagnato oltre il previsto introito stipendiale (oltre agli interessi potrebbe trattarsi di una eredità, di un secondo lavoro, ecc. ecc.) va investito negli asset speculativi principali tramite la metodologia del piano di accumulo. Gli asset su cui puntare sono, per così dire, “un po’ di tutto”, dalle azioni alle materie prime. Le azioni che nel lungo periodo hanno dato spesso soddisfazione sono le azioni del settore salute, in particolare farmaceutico, ma noi riteniamo più profittevole un ETF sull’indice Msci Word, cioè un prodotto finanziario che è di riferimento per tutte le borse importanti e che risulta essere una sintesi di tutti le azioni delle società maggiormente capitalizzate. L’etf sul Msci Word va acquistato quando il prezzo si trova sopra la media mobile classica, a 200 giorni. Per tracciare questa curva sul grafico (e comprare quando i prezzi sono al dunque sopra la curva) basta dire a Yahoo Finanza di farlo per voi Occorre entrare nel sito (gratuito) e seguire le istruzioni: qualsiasi padre di famiglia dotato di pazienza è in grado di farlo.

Per quanto riguarda oro e materie prime, invece, saranno da preferire titoli azionari vicini all’asset di riferimento, anche per evitare i complicati meccanismi contango che spazzano via i guadagni sul piano di accumulo sulle materie prime. Barrick Gold è un classico esempio di titolo che guadagna con l’apprezzamento del biondo metallo.

Ricapitolando: detenere il 100 per cento dei risparmi in liquidità (conti correnti, conti deposito, ma soprattutto buoni postali). Tutto ciò che, invece, si guadagna extra stipendio (interessi, eredità, regali, secondi lavori, entrate impreviste dovute a premi di produttività aziendali ecc) può essere investito a rischio sull’etf msci word se il prezzo supera la media mobile a 200 e su azioni legate alle materie prime, in particolare all’oro. In caso di ribasso di questi prodotti a rischio, l’oro non va venduto, mentre l’etf si, ma solo se scende sotto la media mobile a 200.

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